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Fruttivendoli e non solo

Agriturismo, il ruolo dell’ortofrutta sulla tenuta del settore

Da strutture ricettive a punti di riferimento alternativi alla distribuzione organizzata. L’analisi di Ismea

Nonostante la crisi dovuta alle restrizioni degli ultimi due anni per contenere l’emergenza sanitaria, le aziende agrituristiche hanno saputo adeguarsi e reinventarsi, individuando strumenti e proposte più in linea con le nuove abitudini di consumo. Un ruolo importante lo ha avuto la vendita dei prodotti, in particolare degli ortofrutticoli.

E’ quanto emerge, in sintesi, dal rapporto firmato IsmeaAgriturismo e multifunzionalità, scenari e prospettive“, che si basa su un’indagine eseguita a ottobre 2021 su un panel di 325 imprese provenienti per il 50,2% dalle regioni del nord, per il 26,3% dal centro e per il 23,5% dal Mezzogiorno.

“La fotografia scattata inquadra un settore che, nonostante una crisi di liquidità senza precedenti, ha mantenuto inalterato il suo tessuto imprenditoriale che conta 25mila aziende, malgrado una significativa riduzione del valore della produzione che è passato da 1,56 miliardi del 2019 a 802 milioni del 2020 – ha commentato il presidente di Ismea, Angelo Frascarelli – Le prime stime del 2021 sono in netto aumento, il che conferma la capacità delle aziende agrituristiche di adattamento”.

Il boom della vendita diretta

Le imprese sono riuscite a restare sul mercato perché hanno dato priorità alla produzione agricola: tra trasformazione e vendita diretta dei prodotti, essenzialmente frutta e ortaggi, sono riuscite a individuare soluzioni innovative e nuove proposte. Puntando sulle filiere locali e riuscendo a rinnovare in tempi rapidi la propria offerta di prodotti e servizi, le aziende agrituristiche hanno attivato forniture alternative e parallele alla distribuzione organizzata.

Significativo il numero di imprese che spazia dalla vendita diretta (51,6%) ai canali più tradizionali quali vendita al dettaglio (22%) e conferimento a organismi associativi (22,3%), fino all’e-commerce (8,9%).

I dati sembrano confermare il più ampio utilizzo della vendita diretta da parte degli agriturismi rispetto al totale delle aziende agricole, per le quali la quota che utilizza questo canale è stimata intorno al 22% (Ismea, 2020).

Quasi la metà delle imprese intervistate (45,5%) utilizza almeno due canali di vendita diretta. Tra questi, quello numericamente più importante è rappresentato dalla vendita in azienda (nove imprese su dieci); l’83% di chi utilizza un solo canale di vendita diretta utilizza il proprio punto vendita aziendale. Si conferma la diffusione della consegna a domicilio dei prodotti, che riguarda quasi tre aziende su dieci, e della vendita online tramite il proprio sito web, praticata da oltre un quinto delle imprese del panel.

Questi ultimi canali, utilizzati spesso in abbinamento al punto vendita aziendale, sono stati potenziati già nel 2020 e in alcuni casi attivati ex-novo dalle imprese che, in tal senso, hanno orientato anche la comunicazione aziendale e implementato un sistema di organizzazione interno, tramite revisione dei processi produttivi e distributivi (Ismea 2020).

Cinque trend dell’agriturismo post-pandemia

Il report individua infine cinque trend che caratterizzeranno l’agriturismo post pandemia.

Il primo è la diversificazione dei servizi: per rispondere alle rinnovate esigenze della domanda, le imprese agrituristiche si sono concentrate sull’ampliamento del paniere dei prodotti e  sull’ideazione di nuovi servizi: per il 2022 l’84% delle imprese, nonostante le complessità gestionali, prevede di integrare nuove attività per completare l’offerta. Il secondo trend riguarda la tipicità delle produzioni: è stato riscontrato un aumento di interesse e di richieste verso i prodotti agricoli di stagione, ma anche verso i metodi di coltivazione adottati e le certificazioni (in primis biologico). Cresce l’interesse verso le produzioni tipiche e a denominazione di origine e il desiderio di conoscenza dei processi di trasformazione. Molte imprese prevedono, per il 2022, di sviluppare la vendita diretta e la trasformazione dei prodotti aziendali. Il terzo trend è la consegna a domicilio ed e-commerce: l’utilizzo di internet e delle nuove tecnologie per gli acquisti da parte dei clienti ha indotto le imprese ad affidarsi maggiormente al commercio elettronico, tendenza che in futuro potrebbe ulteriormente consolidarsi anche perché, sebbene gli acquisti abbiano ripreso anche le loro forme più tradizionali (negozi, mercati e supermercati), una quota tramite delivery e online sembra essersi consolidata. Il quarto e il quinto trend riguardano, rispettivamente, l’ampliamento degli spazi per lo smart-working dei clienti e la filosofia ancora più green in tutte le attività proposte ai clienti.

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