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Fruttivendoli e non solo

La riqualificazione dell’Ortomercato di Milano riparte da Foody

Ortomercato Milano
Redazione
Autore Redazione

Cesare Ferrero, presidente di Sogemi, al Corsera parla del futuro dell’Ortomercato di Milano, a partire dal nuovo logo che ne rinnoverà l’immagine

«Foody sarà la nostra voce, sarà lui d’ora in poi a parlare di quel che succederà lungo il nostro percorso di sviluppo». Ad affermarlo Cesare Ferrero, presidente di Sogemi, in un’intervista al Corriere della Sera di domenica 2 dicembre.

La società del Comune di Milano che gestisce l’ortomercato del capoluogo lombardo, infatti, a fine ottobre si è comprata Foody (vedi qui), il logo disegnato da Disney per Expo 2015 che ha come protagonisti 11 frutti e ortaggi.

Pare ripartire da Foody, quindi, il lungo e annoso processo di riqualificazione della vecchia e decadente struttura che ospita il mercato agroalimentare di Milano. Secondo quanto afferma Ferrero al Corsera, infatti, il logo in futuro potrebbe essere concesso “anche ai dettaglianti e ai ristoranti che si riforniscono all’Ortomercato”.

Nel futuro dell’Ortomercato milanese, oltre alla ristrutturazione dei locali che ospitano i grossisti milanesi e che dovrebbe avvenire tra il 2019 e il 2020, anche un piano che prevede la realizzazione di «un business centre, laboratori di analisi del cibo, corsi di cucina e molto altro, per trasformare quel luogo in un hub agroalimentare» conclude Ferrero nell’intervista. Insomma, una logica che va nella direzione dei Mercati come nuovi luoghi non semplicemente adibiti alla vendita di frutta e verdura, ma come centri dinamici di fornitura di servizi, un po’ come emerso durante il convegno promosso da ANDMI a Bolzano, all’interno del quale si è discusso del futuro di queste strutture.

 

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