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Frutta a guscio ed essiccata

Noci italiane: “Quasi dimezzato il prezzo, sui 2 euro le californiane”

L’analisi di Zaniboni dal Caab di Bologna: “Non ci sono grandi vendite per le nocciole, vanno sempre più gli anacardi”

Cala il prezzo e aumenta le vendite delle noci. A iniziare da quelle italiane varietà Lara che hanno subito un forte calo nelle quotazioni, poi prezzi mai visti per le californiane che all’ingrosso si vendono poco sopra i 2 euro. Non siamo nel picco di consumo, ma quasi tutta la frutta secca e a guscio grazie anche ai 30 grammi di consumo giornaliero da dieta è sempre più presente nell’alimentazione degli italiani. Facciamo il punto con Marzo Zaniboni al Caab di Bologna, dove opera come responsabile vendite e organizzazione della ditta Laffi Giorgio.

Cala il prezzo anche delle noci italiane

Zaniboni descrive il quadro di mercato per le noci. “C’è un timido fermento, c’è un po’ di movimento. Ci sono le californiane Chandler. La varietà Lara sia italiana che francese, sta finendo in tutti i suoi formati e sono calati i prezzi. Anche dimezzati ora c’è prodotto italiano a 5,80 euro il kg per il  calibro grosso, ma si vendono quelli più piccoli a 4,50/4,80. Non  era mai successo di vedere mollare gli ormeggi a fine stagione e ridurre così i prezzi”. Ma sono bassi in generale i prezzi delle noci: “La californiana Howard quota sui 2,30/2,50 euro“.

Marco Zaniboni

E le nuove noci? “Verso fine maggio arrivano quelle argentine, due settimane dopo le cilene che devono fare più strada e più oceano. Ma si annunciano prezzi alti e i contratti stentano a essere firmati. Con quotazioni alte si vira verso le californiane”.

Nocciole: si vendono, ma non troppo

L’imprenditore bolognese apre il capitolo nocciole: “Si vendono così così, soprattutto le tostate sgusciate. C’è origine Usa ma anche Italia, Turchia, Francia  ma non registriamo il dinamismo dell’anno scorso. Le quotazioni partono da 4/4, 5o euro il kg  col guscio, un euro in più per le tostate e sui 13 euro per le sgusciate tostate che  sono salite  di un euro. Sono le più richieste.

Mandorle dalla California, idem i pistacchi

Sulle mandorle? “Io tratto prodotto californiano che viene apprezzato. Zero difetti e  mai nessuna contestazione sulla qualità. Sono ben lavorate e buone di gusto. La vendita è quasi completamente su sgusciate e pelate, quello con il guscio stanno cadendo nel dimenticatoio”.

Passiamo ai pistacchi. “Si vendono benino tutto rigorosamente dalla  California, c’è  poca Italia, la  Grecia mai arrivata, forti e diversi problemi con Iran. Si è visto prodotto dalla Spagna ma costava più degli Usa e si continua così con questi”.

Anacardi che soppiantano le arachidi, tempo di borlotti e grano saraceno

“Gli anacardi stanno conquistando importanti fette di mercato, stanno affiancando le arachidi. Se ne vende molto di più rispetto a prima perché meno legato alle allergie e più salutari. Le arachidi sono più  frutto da aperitivo e non da nutrizione come gli anacardi, poi la resa è maggiore e non hanno la buccia. Le più vendute sono le israeliane dai 6 ai 7 euro il kg, gli  anacardi quotano 8/10 euro”.

Vendiamo sempre  i fagioli borlotti, da Piemonte o Argentina e seguirà il Canada, che vanno bene nelle mense come  anche i cannellini. Fiammata per il grano saraceno che sta affiancando farro e orzo e viene usato anche al posto del riso per confezionare piatti pronti con legumi e  verdure. Le proteine vegetali che vanno a sostituire la carne”.

Tra le novità: “Vi è il ritorno di fiamma per le prugne secche che sono intese come vecchie ma si vendono, fichi secchi non c’è più quasi niente. I datteri arrivano soprattutto da Israele, sono finite le pezzature più grosse,  si sono venduti con il Ramadan grazie ai consumatori musulmani  e si vendono  nei negozi in centro”.

I semi? “Sono una nicchia, ma interessanti e offrono un servizio. Si usano per arricchire le insalate, ci sono quelli di zucca e girasole, poi vengono usati da persone di cultura araba per la produzione dei dolci. Infine la frutta disidratata richiesta da gelaterie e pasticcerie per sostituire  il frutto fresco quando manca. Va molto bene lo  zenzero con o senza zucchero, ma anche alla cannella o curcuma“.

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