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Logistica e Trasporti

La crisi di Suez non ferma le mele italiane

Delpozzo (Nord-Ovest): “Partiti i primi container in atmosfera controllata. Così garantiamo la qualità del prodotto”

Se i servizi marittimi hanno bisogno di regolarità, i problemi al canale di Suez, da dicembre 2023, hanno decisamente complicato gli aspetti logistici delle spedizioni, con l’allungamento di due-tre settimane dei tempi di transito (superando in alcuni casi i 50 giorni totali tra magazzino e sdoganamento, ndr) e il rischio concreto di dovere rinunciare ai mercati asiatici.

L’agenzia logistica Nord Ovest ha proposto una soluzione. “Per i clienti che gestiscono prodotti non deperibili, il problema è meno grave, ma per gli esportatori di frutta fresca esiste innanzitutto la necessità di garantire la qualità della merce diretta in Asia, India e Medio Oriente in primis”, spiega a myfruit.it il responsabile commerciale Massimo Delpozzo, che continua: “Così, ci siamo attivati per gestire queste nuove esigenze”.

Il metodo non è nuovo, ma non era stato preso in considerazione per il trasporto della frutta italiana. “Parliamo di atmosfera controllata – prosegue Delpozzo – In sostanza andiamo a replicare quanto avviene nelle celle di conservazione degli stabilimenti, abbassiamo il livello di ossigeno e controlliamo l’etilene perché il prodotto possa sopportare transit-time più lunghi. Anche grazie al nostro partner tecnico Retarder abbiamo individuato le soluzioni ideali da aggiungere oltre a questo servizio, ad esempio il tipo di assorbitori di etilene più corretti e quanti”.

Partiti i primi test

Proprio in questi giorni sono partiti per l’India i primi container e per valutare la scelta tecnologica sono sotto osservazione “partite gemelle”: mele della stessa varietà provenienti dallo stesso campo, conservate nella stessa cella, lavorate con lo stesso imballo e spedite, appunto, sia in container in atmosfera controllata, sia in container tradizionale. “Lavorando in team con cliente e destinatario, potremo capire le differenze tra le due partite di prodotto una volta giunte alla meta – osserva il manager – Per il momento ci limitiamo a seguire l’evoluzione della spedizione da remoto aggiornando i clienti, dato che in ogni momento siamo in grado di sapere la temperatura, la posizione e la percentuale di ossigeno nel contenitore”.

Dovesse protrarsi il problema Suez, dunque, per la frutta italiaa ci sarà il modo di affrontare transit time più lunghi mantenendo gli elevati standard qualitativi. “Un metodo del tutto innocuo utilizzabile anche ad agosto e settembre per altri tipi di frutta“, conclude Massimo Delpozzo.

Fattore tempo

Il tempo è considerato un fattore critico per le spedizioni a causa dei suoi impatti dal punto di vista tecnico, assicurativo e legale sul prodotto. Per questo motivo, proprio le tempistiche saranno al centro del consueto appuntamento con la Nord Ovest Academy in programma a inizio giugno a Verona.

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