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Frutta a guscio ed essiccata

Marroni: nell’Alta Valle del Senio produzione dimezzata dalla siccità

Alessandro Pifferi: “Nelle nostre zone il cinipide non ha fatto danni, ma la produzione 2021 è stata molto scarsa. Prezzi soddisfacenti”

La produzione 2021 del marrone nell’Alta Valle del Senio, in provincia di Firenze, è stata caratterizzata dalla siccità, che ha di fatto dimezzato il raccolto. E questa, purtroppo, non è l’unica insidia in una stagione che, di positivo, ha visto comunque i prezzi, particolarmente sostenuti data la scarsità dei quantitativi.

A fare il punto della situazione con myfruit.it è Alessandro Pifferi, presidente del consorzio Produttori Marroni Alta Valle del Senio, di cui fanno parte quattro soci per una superficie produttiva totale di circa 50 ettari, tutta composta da castagneti secolari.

“Come consorzio – ha spiegato Pifferi – non abbiamo registrato particolari problemi col cinipide, che dalle nostre parti ha fatto poco o nulla, seppure vicino a noi abbia inciso pesantemente sulla produzione. Quest’anno, il nostro problema è stato rappresentato perlopiù dalla siccità, che ha fatto soffrire molto le piante. Per cui, il risultato è quello di una produzione con un calo attorno al 50% e calibri piccoli”.

Tuttavia, questo non è il solo problema. “Un’altra questione che sta creando notevoli danni e ancora non è stata risolta – prosegue Pifferi – è quella della fauna selvatica. Abbiamo diversi cinghiali che imperversano in zona e, chiaramente, fanno incetta anche di castagne”.

Tutto ciò premesso, quindi, da una produzione che in un’annata normale si aggira sui 2.000 quintali, quest’anno il Consorzio Produttori Marroni Alta Valle del Senio ha prodotto circa 900 quintali, provvedendo anche al loro confezionamento (la produzione è destinata in massima parte al fresco).

Buone sono state le quotazioni. “I prezzi – ha confermato Pifferi – sono oscillati tra i 5,50 e i 6 euro il chilo di prodotto già lavorato e confezionato. Una quotazione abbastanza soddisfacente”.

Per il resto, tra cinipide (che in passato ha praticamente azzerato il raccolto anche da queste parti), siccità e fauna selvatica, si spera che il 2022 sia finalmente un buon anno. “L’ultima annata davvero positiva – sottolinea a tal proposito Pifferi – da noi c’è stata nell’ormai lontano 2010”.

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