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Dalle aziende

Dietro una mela? C’è una vera e propria “Saporeria”

Anche una mela può essere descritta come un vino, come un’esplosione di profumi, consistenze e sapori, tutti da scoprire e raccontare

Di color giallo verdolino con riflessi lievemente dorati, si apre su note erbacee e minerali, alle quali poco dopo si aggiungono eleganti sfumature balsamiche di aneto. Al palato ha grande equilibrio tra freschezza e dolcezza, una trama delicata e succosa che fa esplodere intense sfumature fruttate, tropicali, che ricordano il mango con un lungo finale di vanillina”.

Se questa descrizione venisse utilizzata per un calice di Riesling, magari ottenuto da una vendemmia tardiva, non ci stupiremmo affatto. Questo nobile vitigno a bacca bianca ha trovato un terroir di grande eccellenza in Alto Adige, in particolar modo in Val Venosta, acquisendo un timbro olfattivo e un sapore davvero unici. Ma se invece servisse per descrivere una mela Golden Delicious, di quelle un po’ più allungate rispetto al solito, con la guancia rossa, così tipica proprio in questa vallata, forse alzeremmo un sopracciglio assumendo un sguardo di stupore.

Eppure c’è chi ci sta provando perché “continuare a descrivere una mela Golden Delicious semplicemente come succosa, dolce e poco acidula, non funziona più” spiega a myfruit.it Benjamin Laimer, responsabile marketing del Consorzio Mela Val Venosta. “Dobbiamo iniziare a valorizzare diversamente le mele rispetto a come abbiamo fatto sino ad ora: al loro interno ci sono fino a 300 aromi differenti. È giunto il momento di cominciare a parlarne”. 

Se nel mondo del vino ci sono i sommelier che riescono a guidarci alla scoperta dei profumi e delle consistenze di quello che abbiamo nel bicchiere, consentendoci di riconoscere e memorizzare sfumature alle quali magari non avevamo mai pensato prima, allo stesso modo è possibile farlo anche con una mela.

“Dobbiamo cominciare a comunicare la bontà che esplode a ogni morso di una mela”. 

Alla ricerca di un nuovo linguaggio

Il Consorzio Mela Val Venosta ha deciso di affrontare l’argomento come finora nessuno aveva mai fatto nel mondo delle mele. Facendosi aiutare da una vera e propria scienziata del settore, l’analista sensoriale Christine Brugger, ha studiato e scandagliato aromi, profumi e tessiture di tutte le mele in assortimento. Obiettivo? Mettere nero su bianco un nuovo linguaggio per descriverle in modo coerente e allo stesso tempo innovativo, e naturalmente chiaro anche per il consumatore finale. 

Profumo, sapore, consistenza e aspetto: ecco i quattro parametri con i quali descrivere tutte le mele, usando un linguaggio che sia allo stesso tempo anche emozionale. E per scendere ancor più nel dettaglio c’è anche una Ruota dei Sapori della Mela, che consente di analizzare consistenza, gusto e aromi, attraverso specifici parametri. In questo modo, ad ogni morso, è possibile scoprire le tantissime e tratti sorprendenti, caratteristiche sensoriali che le mele si portano in dote, consentendo di scegliere quelle che più vanno incontro al gusto e alle esigenze dei consumatori.

Ma non basta, ci voleva anche un nuovo modo visivo per rappresentare l’universo di sapori e sensazioni che una mela è in grado di trasmettere. “Abbiamo creato la Saporeria, un sito nel quale è possibile acquistare tutte le nostre mele, ma soprattutto un luogo attraverso il quale fare cultura sul mondo delle mele con un approccio che emoziona il consumatore – continua Laimer – Osservando queste nuove immagini e i video che abbiamo creato, viene voglia di assaggiare le nostre mele in un modo diverso. Una Golden Delicious, ad esempio, ora è vestita in modo differente: la fetta di mela in primo piano mostra bene la sua polpa e la consistenza della buccia, la sua freschezza, mentre le immagini che richiamano gli aromi che si percepiscono al naso e assaggiandola – il mango, il finocchio, la vanillina e la buccia dell’arancio – sono molto espressive e coinvolgenti”.

Emozionare on-line e off-line

La vera sfida è però quella di riuscire a replicare questo universo di gusto e sapori anche off-line, a casa del consumatore, così come nei punti di vendita della grande distribuzione. Si può? “Sul sito della saporeria i consumatori non comprano mele, ma esperienze: abbiamo degli abbonamenti che consentono di ricevere ogni due settimane sempre nuove varietà, insieme alla Ruota dei Sapori: un modo per incuriosirlo ad avvicinarsi al mondo delle mele e alla sua scoperta con la degustazione”.

Le mele possono inoltre essere un regalo, per la Festa della mamma così come una strenna natalizia. “La valorizzazione delle mele passa anche attraverso questi dettagli, che non sono secondari: un packaging attrattivo, accattivante e sostenibile è un’esperienza fin dalla sua apertura e modifica la percezione finale. Abbiamo ottenuto riscontri quasi stupefacenti che ci convincono di essere sulla strada giusta”.

 

Ma anche nei reparti ortofrutta è possibile portare questo nuovo approccio di presentazione delle mele. “Oltre al classico materiale, con poster e cartellonistica, stiamo utilizzando dei totem interattivi che consentono di far rivivere i coinvolgenti contenuti della saporeria”. Funziona? “Certo. Tante insegne sono alla ricerca di un modo differente di valorizzare il reparto ortofrutta, e in particolare l’affollato spazio dedicato alle mele, che spesso non riesce a parlare come dovrebbe al consumatore finale. Fare category presentando le tante varietà di mele divise per periodo, sapore e aroma consente di donare un approccio veramente completo”.

Insomma, la strada intrapresa è chiara: uomo, origine e prodotto. C’è la passione e la professionalità di una comunità composta da 1.600 produttori di mele; c’è un luogo, la Val Venosta, il Paradiso delle Mele, dove clima e altitudine rendono i suoi frutti differenti; ci sono, infine, le mele, “che racchiudono un mondo di profumi, sapori ed emozioni che non aspettano altro che di essere svelati”.

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