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Biologico

Due milioni di euro per il prossimo triennio di Made in Nature

Il progetto europeo che diffonde la cultura bio in Ue. Oltre a Italia, Francia e Germania, coinvolta anche la Danimarca

Termina il 31 gennaio il triennio di Made in Nature, il progetto europeo teso a promuovere i prodotti biologici in Italia, Francia e Germania. E, come annunciato oggi da Luca Mari di Cso Italy, partirà a breve un altro progetto del tutto simile e in continuità: “L’Unione europea ha destinato altri due milioni per il prossimo triennio (2022/25) – ha riferito – Oltre a Italia, Germania e Francia sarà coinvolta anche la Danimarca”.

Mari ha poi tirato le somme circa il triennio che va a concludersi: “Nonostante la pandemia – ha sottolineato – in Francia si sono tenute 1.650 giornate di promozione del bio in 180 punti di vendita, in Germania ottomila (673 pdv). E in Italia, con 1.500 giornate e 55 negozi coinvolti, sono stati raggiunti 17 milioni di consumatori”.

Attraverso i social e il sito internet di Made in Nature sono stati raggiunti oltre 60mila contatti stimati e 27 milioni di impression attraverso le campagne Adv – ha proseguito – E sono stati scritti oltre 200 articoli sul progetto”. 

Pari: “Difficile leggere il mercato”

Paolo Pari, direttore di Almaverde Bio, ha fatto il punto sull’andamento del biologico negli ultimi due anni, dunque in piena emergenza sanitaria: “Non è un mistero che l’Italia sia, al contempo, il primo produttore bio in Europa, ma anche il fanalino di coda nei consumi. Quanto a questi ultimi, la pandemia non ha contribuito a incrementarli. Il mercato nazionale chiude in pareggio, quello estero cresce a doppia cifra”.

“Da qualche tempo, in termini di volumi, la Gdo è il mercato privilegiato in cui comprare bio – ha argomentato – Ma, soprattutto nei primi mesi del 2020, l’attenzione si è spostata sulla massificazione dei prodotti a lunga scadenza. Un altro fenomeno che ha inciso sulla crescita del bio è la contrazione del fuori casa, un segmento in cui i prodotti biologici hanno una notevole penetrazione. Per leggere i numeri del 2020 e del 2021 e compararli con il 2019, servirebbero alcune chiavi di correzione”.

In ogni caso, per Pari, ci sono alcuni elementi che possono incentivare il bio: “Serve una legge e occorrono regole, velocità, flessibilità e meno burocrazia. Oltre, naturalmente, all’innovazione varietale e alle promozioni nei punti di vendita”.

Ricchieri: “La parola d’ordine è dinamismo”

“La parola d’ordine oggi, è dinamismo – ha sottolineato Francesco Ricchieri, responsabile commerciale di Veritas Biofrutta – I mercati si dimostrano ancora una volta molto ricettivi, soprattutto quello tedesco, austriaco e francese. In particolar modo sulle crucifere, i finocchi, i carciofi e le carote, questi mercati assorbono dal 50 all’80% della nostra produzione”.

“La campagna in corso – ha sintetizzato – verrà ricordata come una tra le più complesse di sempre. La filiera è andata in stress e lo è ancora, sia per le problematiche logistiche e operative legate al Covid, sia per l’incremento esponenziale dei costi delle materie prime e dell’energia, che presto saranno sentiti dalle tasche dei consumatori”.

Mansuy-Fèvre: “Nel 2020 crescita importante”

“In Francia, come in Italia, il bio ha avuto una crescita molto importante anche nel settore delle conserve di frutta e vegetali bio  – ha riferito Marie Mansuy-Fèvre, development manager di Conserve Italia in Francia – Nel 2020, abbiamo registrato una crescita del 30% di volumi. Fagiolini e piselli hanno avuto le migliori performance, ma anche le altre referenze hanno riscontrato un buon andamento grazie anche le attività di Made in Nature che abbiamo realizzato sia nei retailer classici, sia nei negozi quelli specializzati in biologico”. 

Zocca: “Il bio made in Italy fa la differenza”

Infine Luca Zocca, responsabile marketing di Brio e Alce Nero, seppur impossibilitato a partecipare al webinar, ha dichiarato: “La crescita del bio è costante, anche in questo momento, in cui stiamo assistendo a una generalizzata stagnazione dei consumi in Italia. Il biologico tiene e, come abbiamo verificato direttamente, l’interesse dei consumatori è vivace. Nel 2021 abbiamo registrato una crescita dal 5 al 10% in valore con l’export che rappresenta il 50% dell’intero volume di vendita. Abbiamo realizzato numerose iniziative di promozione con il progetto Made in Nature, soprattutto in Germania dove anche nei giorni scorsi abbiamo coinvolto 100 punti vendita con il nostro kiwi a marchio. Uno degli elementi che ritengo vincenti in questo momento è la possibilità di comunicare la differenza che si fa con il bio. Penso per esempio al nostro avocado made in Italy. Un prodotto altamente richiesto che, se proveniente dall’Italia, presenta connotazioni positive ancora più forti”.

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