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Aziende bio: aumento a doppia cifra delle coperture assicurative

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Sempre più polizze per ortaggi, kiwi e mele, perdono le pere. Recupera il sud, ma i valori del nord sono ancora lontani

Il Rapporto Ismea 2021 sulla gestione del rischio nell’agricoltura biologica parla chiaro: cresce, a due cifre, la diffusione nel settore delle polizze agevolate contro gli eventi atmosferici. A dirlo sono i numeri registrati nel periodo preso in esame dallo studio, ossia il triennio 2017/19. In questo lasso di tempo, il numero di aziende biologiche in Italia è aumentato a un tasso medio annuo del 2%, contro un ben più significativo 35% riscontrato, nello stesso arco temporale, per le aziende bio dotate di polizze agevolate. Un’evidenza che si osserva anche nell’analisi dell’andamento delle superfici biologiche, le quali sono cresciute nel complesso del 3,5%, contro l’incremento del 29% riscontrato nel sottoinsieme delle estensioni assicurate. Tradotto, in sintesi, significa che, probabilmente complice il cambiamento climatico, aumenta l’incidenza delle aziende bio che si assicurano: nel 2019 sfiora l’8% del totale per numero e oltrepassa il 4% per superfici coinvolte.

Ortaggi super assicurati

Quanto ai prodotti bio maggiormente assicurati, si osserva una marcata concentrazione in tre settori facilmente immaginabili: uva da vino (39%) ortofrutta (39%) cereali (15%). Più interessante osservare gli incrementi: nel 2019 gli ortaggi registrano l’incremento maggiore (+31,5%), con una crescita nettamente superiore alla media nazionale, mentre risultano più contenuti gli aumenti per uva da vino (+23,8%), frutta (+22,4%) e cereali (+17,6%),

Scendendo nel dettaglio dei singoli prodotti bio assicurati, si segnala l’incremento considerevole, nel 2019, per l’actinidia e notevoli aumenti si riscontrano anche per le mele. Segnano invece una flessione i valori assicurati delle pere.

Considerando come variabile i valori assicurati e analizzando l’incidenza del bio relativa a ciascun prodotto rispetto al totale mercato assicurativo, si rileva come nelle prime trenta posizioni della graduatoria rientrino produzioni con quote anche molto significative, come nel caso delle mandorle, che si attestano al 72 per cento. Il che significa, in altri termini, che quasi trequarti dei valori assicurati riguardano prodotti biologici.

Crescita al sud, ma i numeri del nord sono lontani

In termini di valori assicurati, nel contesto del biologico, il sud Italia ha fatto registrare il tasso di crescita più sostenuto, più che doppio rispetto al dato nazionale. I nuovi assetti attribuiscono al Mezzogiorno una quota, sempre in relazione ai valori assicurati, pari al 16,2%, contro il 13,1% del 2018. Un’incidenza analoga a quella delle regioni centrali, ma ancora distante dal 67,4% del nord, seppure in calo di due punti percentuali su base annua. Rispetto al mercato assicurativo nel suo complesso, inoltre, il bio presenta un’incidenza maggiore proprio al centro-sud, evidenziando un minore squilibrio a livello territoriale, a favore delle regioni settentrionali.

Volano i premi

Nei quattro anni considerati nell’analisi di Ismea (2016-2019), i premi assicurativi sono aumentati del 200% circa a livello nazionale, con punte del 269% nelle regioni del sud Italia. Focalizzando l’attenzione solo sul circuito delle polizze agevolate bio, le più basse si registrano nelle regioni del centro, mentre le più elevate ricadono al nord. A livello nazionale le tariffe applicate dalle compagnie nel comparto biologico appaiono sostanzialmente in linea con quelle riferite all’intero mercato assicurativo, ma a livello di macroaree si osservano tendenze diversificate: le tariffe del biologico al centro-sud risultano più contenute rispetto al totale mercato, mentre al nord appaiono costantemente più alte.

La distribuzione dei valori assicurati

Veneto, Emilia-Romagna, Trentino Alto Adige e Lombardia sono le regioni in cui le produzioni bio sono maggiormente assicurate. La Toscana mantiene il primato tra le regioni del centro Italia e figura al quinto posto della graduatoria nazionale, mentre la Puglia si conferma la più assicurata tra le regioni del sud, in settima posizione nel ranking generale. Da rilevare che le prime sei regioni (tutte del nord ad eccezione della Toscana) coprono quasi tre quarti del valore del mercato assicurativo bio. I tassi di crescita nel 2019 risultano superiori alla media nazionale soltanto in Trentino-Alto Adige e  Puglia. L’incremento del Veneto è sostanzialmente in linea con quello nazionale, mentre risultano comunque significativi e intorno al 20% i tassi di crescita di Emilia-Romagna e Lombardia. L’unica riduzione, comunque contenuta (-1% circa), si registra nel 2019 in Toscana.

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