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Biologico

Biologico, ortofrutta regina incontrastata della spesa (43,5%)

Ismea: “Rispetto al convenzionale l’inflazione morde meno”. Gli acquisti crescono del 5,2% a valore, +0,2% a volumi

Il valore del venduto della spesa biologica continua a concentrarsi nell’ortofrutta, per una quota pari 43,5% del totale. A dirlo è il report sui consumi bio di Ismea, che rileva: “Il valore del mercato interno domestico bio cresce del +5,2% rispetto all’anno precedente in termini nominali e si attesta 3,9 miliardi. L’incremento è però riconducibile in buona parte alla dinamica inflativa”.

Lo scenario

Sebbene l’inflazione abbia mostrato un rallentamento nel secondo semestre del 2023, la propensione al consumo delle famiglie italiane di referenze biologiche si dimostra ancora limitata se si considerano le quantità di prodotti bio vendute e non solo la dimensione economica del mercato.

La tenuta della domanda di biologico è confermata dall’analisi dei dati dell’Osservatorio Ismea-Nielsen riferiti ai volumi offerti dalla grande distribuzione organizzata (Gdo): +0,2% di vendite totali, un dato che nasconde situazioni molto eterogenee tra i vari comparti produttivi. Dinamiche negative si osservano anche nelle vendite dei prodotti a Marca del distributore bio (Mdd) che calano del 2,0% rispetto al 2022, proprio in una fase durante la quale i prodotti a MDD, in generale, registrano un andamento particolarmente favorevole.

Continua a ridursi il peso del comparto biologico in valore negli acquisti agroalimentari: dai 3,6 euro di spesa bio ogni cento euro di scontrino ai 3,5.

Analizzando le singole categorie merceologiche, rispetto allo scorso anno, la dinamica della spesa risulta sempre positiva, a esclusione dei comparti di carni (-9,5%) e salumi (-11,4%) per le quali anche gli acquisti in valore sono in evidente discesa. Gli andamenti negativi delle due referenze sono legati a una minore quantità di prodotto acquistata e a un contestuale ribasso dei prezzi di vendita.

La ripartizione della spesa bio per categoria

La composizione del carrello della spesa per i prodotti alimentari bio nel mercato domestico, nel 2023, conferma il primato del comparto ortofrutticolo (43,5%), sebbene esso abbia perso 1,6 punti percentuali rispetto al 2022. Tale flessione è da ricondurre alla frequenza degli eventi meteorologici che hanno compromesso l’offerta produttiva e determinato un incremento dei prezzi di vendita.

Tra le altre categorie alimentari emerge l’incidenza dei prodotti lattiero-caseari (22,7%), che mostrano una maggiore rilevanza nel carrello della spesa bio, sostenuti soprattutto da un aumento del valore e dei volumi di vendita del latte per neonati e dei formaggi industriali.

Biologico vs convenzionale

Confrontando le dinamiche di spesa nel segmento del biologico e in quello del convenzionale si evidenzia, anche per il 2023, una crescita su base annua del bio inferiore in tutte le categorie merceologiche rispetto alle omologhe convenzionali. Fanno eccezione alcune categorie, tra cui gli oli e grassi vegetali bio.

La significativa variazione del valore di venduto delle referenze bio è parzialmente spiegabile con il protrarsi del fenomeno inflativo che ha implicato un notevole rincaro dei prezzi a scaffale.

Canali, la Gdo decisiva

Rimane decisiva, per il settore, la distribuzione moderna, canale preferito dalle famiglie italiane, attraverso la quale viene veicolato il 64,6% della spesa domestica biologica.

Anche il discount registra una performance positiva superando il 14% e guadagnando terreno sui negozi tradizionali che, invece, continuano a perdere quote di mercato scendendo al 21,3% (era il 22,9% nel 2022).

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