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Biologico

Prodotti biologici: in Italia e nel Regno Unito è boom di consumi

A imprimere la spinta il lockdown: +18,4% in UK, +11% da noi. Traina le vendite la Gdo: +5,7% per quella italiana, bene anche Tesco e Waitrose

Vola il biologico in Italia: i consumi domestici hanno raggiunto e superato la cifra record di 3,3 miliardi di euro, il che significa un incremento del +180% negli ultimi dieci anni. Ma vola anche nel Regno Unito: entro la fine dell’anno, il settore bio dovrebbe arrivare a quota 2,6 miliardi di sterline. A riportare questi numeri sono, rispettivamente, per l’Italia il rapporto “Bio in cifre 2020” presentato da Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) ieri (primo ottobre), e per gli UK il quotidiano The Guardian, che si basa su dati Nielsen. Entrambe le fonti, confortate dai numeri, giungono alla stessa conclusione: il trend, per il segmento bio, è da qualche anno in crescita. E il lockdown ha contribuito a imprimere l’impennata degli ultimi mesi.

Gli effetti del lockdown sul bio italiano: +11%

Sul totale della spesa bio, l’incidenza della frutta è del 27,2%, gli ortaggi del 19,4%

Secondo il rapporto Ismea-Sinab (Sistema di informazione nazionale sull’agricoltura biologica), in Italia il settore del biologico gode di ottima salute: continuano a crescere le superfici investite a coltivazioni biologiche e continuano a crescere i consumi, triplicati negli ultimi dieci anni e incrementati, nell’ultimo anno, del 4,4%. Tanto che, secondo i dati aggiornati al primo semestre 2020, sono stati superati i 3,3 miliardi di euro. Una cifra record destinata ad aumentare: come si legge nel report, per definire il valore complessivo del mercato del biologico italiano, devono essere sommati, ai consumi domestici, i consumi del canale Horeca, quelli delle mense scolastiche e quelli relativi all’export, valori al momento non stimati. Tornando ai consumi domestici, l’incidenza complessiva del biologico sulla spesa agroalimentare è del 4%. Nel 2020 il 90% dei consumatori italiani ha acquistato più di tre volte un prodotto biologico (+1,4% rispetto al 2019); la percentuale sale al 97% se si considerano le famiglie che lo hanno fatto almeno una volta. Gli italiani tendono a premiare il biologico nel fresco, con incrementi del 7,2% per gli ortaggi rispetto all’anno precedente. L’incidenza di frutta e verdura sulla spesa biologica complessiva equivale, rispettivamente, al 27,2% e al 19,4%.

Ad avere impresso un’ulteriore spinta, la pandemia: durante il lockdown il consumo di prodotti bio è cresciuto dell’11%.

In UK, +18,4% in dodici settimane

All’inizio di febbraio, in un articolo di The Guardian, si leggeva: “Secondo il rapporto della Soil Association, l’organizzazione di certificazione delle produzioni biologiche in UK, il settore bio è cresciuto per l’ottavo anno consecutivo, ed è destinato a raggiungere i 2,5 miliardi di sterline entro la fine del 2020″. Tale stima, dopo il periodo di contenimento causato dall’emergenza sanitaria, è stata rivista, al rialzo: dai 2,5 miliardi di sterline previsti a inizio febbraio, si è passati ai 2,6 stimati alla fine di settembre. Nel Regno Unito, nell’ultimo anno, le vendite di prodotti bio sono aumentate del doppio rispetto ai prodotti equivalenti provenienti da agricoltura convenzionale. Nielsen rileva che, se si prende in considerazione il periodo maggio 2019-maggio 2020, le vendite di alimenti e bevande biologici sono cresciute del 6,1%, ossia quasi il doppio rispetto ai prodotti alimentari e bevande non biologici che crescono del 3,2%. Non solo: esaminando le dodici settimane che vanno dall’inizio di marzo alla fine maggio – di cui dieci trascorse il lockdown – le vendite di prodotti bio registrano un aumento del 18,7%. I prodotti equivalenti non bio, invece, sono cresciuti del 14,2%.

La Gdo traina le vendite bio

A trainare le vendite di prodotti bio in Italia è la Gdo, che cresce del 5,7% in valore rispetto all’anno precedente. Bene anche i discount, che nei primi mesi del 2020 segnano un +10,7% pur esprimendo fatturati ancora marginali se confrontati con quelli degli altri canali di distribuzione del biologico: per questo canale passa il 9% della spesa biologica complessiva.

Entrando nel merito del reparto ortofrutta, gli ortaggi valgono il 7,2% in più rispetto al 2019, trainati da una crescente domanda di prodotti trasformati (51% della categoria) che vedono le vendite nella Gdo aumentate sia in termini di valore (+13,6%) che di volume (+13,1%).

I prodotti che registrano la crescita maggiore sono i surgelati (+ 19,5%), mentre un rallentamento della domanda si registra per gli ortaggi freschi della IV gamma.

Anche l’andamento annuale delle vendite di frutta, aggiornato ai primi mesi del 2020, registra un incremento (+2,1%). Nella Gdo il prodotto confezionato segna una crescita del +9%. In particolare, si fanno notare gli agrumi che, nonostante l’incremento dei prezzi, mostrano un +12,2% negli acquisti. Per i succhi di frutta, invece, permane – per il secondo anno consecutivo – il segno negativo: la flessione dei prezzi (-1,3%) non ha stimolato le vendite.

Tesco: 261mila banane bio al giorno

Anche nel Regno Unito la Gdo ha un ruolo di primo piano nelle vendite dei prodotti biologici. Secondo quanto riportato da The Guardian, il più grande supermercato del Regno Unito, Tesco, ha registrato un costante aumento della popolarità dei prodotti biologici, tanto da aver incrementato le vendite (in volume) di prodotti freschi biologici del 5% rispetto allo scorso anno. Durante il lockdown, questa percentuale ha superato il 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Oltre a frutta e verdura fresca – i clienti Tesco acquistano in media 261mila banane bio al giorno – i prodotti bio più ricercati sono le uova, con oltre 48 milioni di uova singole vendute negli ultimi sei mesi.

Infine, anche nei supermercati Waitrose le vendite di alimenti e bevande biologiche sono aumentate del 13% rispetto allo scorso anno. A crescere sono gli ortaggi, che registrano un’impennata del 23%, il pollo (+ 42%) e le uova (+13%).

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