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Trend e Mercati

I legumi? Ci facciamo la pasta

Cresce l’interesse per ceci, lenticchie e fave. Aumentano gli investimenti

I legumi fanno tendenza, crescono i “legume-lovers” e si moltiplicano i prodotti a base di ceci, lenticchie, fagioli. Piace soprattutto la pasta con brand vecchi e nuovi, nativi o convertiti. Produzione spesso senza glutine e senza lattosio per un alto contenuto salutistico. Uno dei fili che tira la riscoperta dei legumi di cui eravamo grandi consumatori visto che in 70 anni si è dimezzato il loro consumo. Ora l’inversione di tendenza.

Consumi con rotta sui legumi

La domanda di proteine vegetali tra giugno 2020 e giugno 2021 è cresciuta più velocemente (+20%) rispetto a quella di proteine animali. Un quarto (22%) di tutte le proteine in Italia ormai è di origine vegetale. Si legge in uno studio di Barilla, ha elaborato i dati Istat, che offre altri dati: “Nel 2020 più di 1 italiano su 2 (53%) ha mangiato legumi almeno una volta a settimana, in crescita del +15% rispetto a 10 anni fa”. Bene e c’è spazio per crescere.

Due big: Barilla e Felicia

Gli scenari di crescita li conoscono bene alla Barilla che nel 2018 è entrata nel mercato italiano e statunitense con quattro prodotti, 100% con farina di legumi di lenticchie rosse e ceci. Nove anni prima si era posizionata negli scaffali, oggi è una delle leader di questa nuova filiera, Felicia. Brand nato nel 2009 in Italia, più precisamente a Gravina in Puglia. Un marchio di Andriani SpA che in questi quasi 15 anni sta tagliando sempre più traguardi con acquisizioni, nuovi prodotti, innovazione organizzativa con la nuova linea Felicia Professional dedicata al canale Horeca. Forte il rapporto con la terra: “Andriani spa è capofila della filiera di legumi sostenibile più estesa d’Italia, con lo scopo di salvaguardare il nutrimento dei nostri terreni e contribuire alla biodiversità”. Recentemente ha pubblicato il bilancio di sostenibilità.

Con Di Nunzio anche le fave diventano materia prima per la pasta

Sono dei grandi produttori di legumi del Tavoliere di Puglia i Di Nunzio che hanno sposato l’economia circolare. Per esempio con le fave decorticate “Si recupera la materia per la farina con cui facciamo la pasta”, parole del manager Matteo Di Nunzio. Questa azienda pugliese riesce con questo sistema a creare valore aggiunto con la trasformazione dei legumi in zuppe precotte e soprattutto, vista la tendenza del mercato, in pasta con ceci, piselli, lenticchie ma pure le fave e le cicerchie. Un altro marchio storico, ha festeggiato l’anno scorso i primi 175 anni di vita, è quello della pasta Rummo. Molto conosciuta per il senza glutine nel biennio 2016/2018 ha presentato la pasta di legumi.

Tradizione di Dalla Costa e nutraceutica con GustaMente

Ancora un marchio storico con il pastificio Dalla Costa attivo dal lontano 1898 che si è sempre più specializzato nella pasta salutista. Immancabile quindi quella ai legumi con gli strozzapreti 100% alle lenticchie rosse o le penne ai piselli verdi. Nasce sempre dalla tradizione, quella delle sfogline modenesi, ma con un obiettivo nutraceutico il marchio GustaMente della Taste Italy che dopo aver portato sul mercato i miti della cucina emiliana, dai tortellini ai tortelloni e cappelletti, in versione senza glutine e senza lattosio ora con la nuova imprenditrice Oriana Pollio punta sulle proteine dei legumi: ad iniziare da ceci e lenticchie rosse.

Pasta ai legumi al ristorante con Miscusi e Martino Rossi che dedica 15mila ettari

Una notizia di questi giorni è l’alleanza tra la catena di ristoranti milanese Miscusi, 12 locali nel nord Italia e due a Londra, e un big come Martino Rossi. La pasta ai legumi al ristorante. “Abbiamo iniziato a collaborare più di un anno fa – racconta Stefano Rossi, Amministratore delegato di MartinoRossi – mettendo a disposizione tutto il nostro know-how scientifico e la nostra esperienza nella coltivazione e nella trasformazione. Non volevamo limitarci semplicemente a fornire le nostre farine, ma creare qualcosa di nuovo. Per questo abbiamo identificato tre zone tra loro diverse per clima e caratteristiche del terreno, all’interno dei nostri 15 mila ettari di filiera: Toscana, Umbria e Lombardia. Qui, abbiamo coinvolto le nostre aziende agricole partner per coltivare ceci, piselli, lenticchie rosse, mais e sorgo. Con i legumi, poi, abbiamo messo a punto una miscela speciale che realizziamo in esclusiva per Miscusi”.

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