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Castagno, Agrinsieme studia nuove strategie per la Campania

castagne

Fare luce sui danni dell’emergenza fitosanitaria del castagno in Irpinia e in Campania e presentare alle istituzioni le proposte, elaborate dai referenti territoriali della provincia di Avellino del Coordinamento di Agrinsieme, per arginare la crisi e per rilanciare il comparto della castanicoltura. Su questi punti è intervenuto Alfonso Di Massa, Coordinatore regionale di Agrinsieme, al convegno “Castagna, montagna, territorio: quale futuro” nell’ambito della 34°esima edizione della Castagna di Montella Igp.

“La coltivazione del castagno nelle zone interne – ha detto Di Massa – rappresenta una risorsa importante per l’assetto ambientale generale e per l’economia locale e regionale (circa 5.000 aziende di produzione; 25 aziende di trasformazione, circa 300 milioni di euro di fatturato di filiera), con declinazioni anche nel turismo e nel folklore. L’emergenza fitosanitaria che ha colpito il castagno mina di anno in anno il futuro di un intero territorio (l’Irpinia rappresenta più del 50% del comparto), travolgendo imprese, posti di lavoro e spingendo molti all’abbandono delle terre. Come Agrinsieme, grazie all’impegno dei responsabili territoriali della provincia di Avellino delle organizzazioni appartenenti al Coordinamento, vogliamo lavorare con la Regione Campania ed iniziare un nuovo percorso di confronto qualificato e professionale per la crescita e lo sviluppo delle imprese agricole e agroalimentari dei territori dell’Irpinia”.

Di Massa ha poi illustrato le proposte per fronteggiare la crisi fitosanitaria che vanno in due direzioni: da una parte ci sono proposte per il ripristino del patrimonio castanicolo, dall’altra per il rilancio del settore.

Per le prime, Agrinsieme propone: riclassificazione e riconoscimento ad opera della Regione Campania dei castagneti da frutto in attività di coltura per permettere pratiche agronomiche e di difesa fitosanitaria; attuazione delle pratiche di difesa fitosanitaria; misure straordinarie di sostegno al reddito; misure di prevenzione e lotta ai fitofagi presenti nei castagneti cedui; cabina di regia/crisi unica tra istituzioni, enti, mondo scientifico, associazioni, ed organizzazioni agricole per dare attuazione a tutte le misure proposte per il ripristino del patrimonio castanicolo Irpino e campano.

Per quanto riguarda invece le proposte per il rilancio del patrimonio castanicolo, Agrinsieme chiede: apertura di tutti gli altri bandi di Psr, ed in particolar modo si sollecitano quelli relativamente a: Misura 1 – Formazione – informazione, Misura 2 – Servizi di consulenza e assistenza alle aziende agricole, Misura 4.2.1 – A favore dell’agroindustria, Misura 9 – incremento della competitività, Misura 16 – Cooperazione – filiere – energie rinnovabili; rimodulazione delle misure Psr per la prossima annualità di programmazione; aggregazione delle imprese, cooperazione, innovazione per la competitività del sistema agricolo; semplificazione e sburocratizzazione della Pubblica Amministrazione e degli Enti di settore; ricambio generazionale, con misure per l’ingresso dei giovani in agricoltura, anche in termini di credito; certificazione di prodotto e rintracciabilità per aumentare la competitività e garantire l’origine dei prodotti; reti per la ricerca, l’innovazione e i mercati esteri.

 

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