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Retail

Volantino cartaceo, il fine giustifica i costi?

Per alcuni stakeholder è giusto tenerlo in vita, per altri è il momento di mandarlo il pensione. Forse dovrebbe semplicemente evolvere

La notizia è di qualche giorno fa. Allo scopo di ridurre l’impatto ambientale, e presumibilmente i costi, Conad Adriatico ha annunciato di ridurre – non di eliminare – la stampa dei volantini cartacei in ragione del volantino digitale.

Le soluzioni digitali – spiegano dall’insegna – non sostituiranno del tutto il volantino tradizionale: quest’ultimo avrà una nuova versione di quattro pagine che rimanderà i consumatori alla lettura del Qr code per visionare l’offerta completa.

Non sono tardati i commenti degli stakeholder del settore, alcuni particolarmente tranchant: “Se fosse per me – scrive su Linkedin Mario Gasbarrino, Ad di Deco’ Italia – abolirei proprio il volantino”.

Quanto costa e che fine fa il volantino?

Il dibattito sul destino del volantino è scaturito da un post di Daniele Tirelli, docente di economia internazionale all’Università degli studi di Modena, che sul proprio profilo Linkedin ha postato un articolo pubblicato da Foodevolution.com secondo il quale, a fronte di un investimento da parte della Gdo attorno agli 800 milioni all’anno per produrli, solo il 20 al 25% dei potenziali clienti, a seconda del territorio, legge i volantini.

“Il restante 75% – si legge nell’articolo – finisce direttamente nella spazzatura, cosicché ogni anno vengono bruciati 600 milioni”.

Per il volantino è tempo di pensione

“Saranno 20 anni che lo dico – commenta Paolo Fregosi, vice presidente di MK Group – Chi mi conosce lo sa bene. Peccato che ho preso un sacco di improperi. Del resto basterebbe farsi delle domande sulla presenza delle cassette per la pubblicità condominiale”.

“Il dubbio su che mondo sarebbe se nessuno facesse più il volantino me lo sono posto spesso anch’io – risponde Gasbarrino – E sono arrivato a questa conclusione. Se oggi il 95% dei retailer fa i volantini, più o meno tutti uguali, e nonostante ciò non tutte le aziende hanno le stesse performance o la stessa immagine, vuol dire che il volantino non fa la differenza, che si faccia o meno”.

“Si fa un volantino per veicolare la promozione. L’aumento del traffico – domanda Andrea Cateni di Demoskopea – è dato dal volantino o dalla promozione?”.

Una nuova veste

“Noi di volantinointerattivo.net lo diciamo da anni – ricorda Simone Di Lascio – Il volantino può e deve essere smart e sostenibile, ma non solo. Può essere arricchito con contenuti extra informativi, dinamico con promo personalizzate in base ai principali interessi dei clienti, facilmente integrabile su tutti i canali di comunicazione, analizzato nel dettaglio grazie al monitoraggio degli analytics e fungere da punto di partenza per spesa online e click&collect”.

Questione di puzzle

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