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Retail

Carrefour e il Nutriscore: nei supermercati italiani va spiegato

nutriscore

L’Antitrust chiede di inserire una avvertenza sull’etichettatura presente in alcune referenze a marchio

L’Antitrust obbliga le società del gruppo Carrefour GS spa, Carrefour Italia e Interdis a inserire una avvertenza di precisazione relativa al Nutriscore, etichettatura adottata sulle confezioni di alcune referenze a marchio (delle linee Classic, Sensation, Extra, Original, Carrefour Bio, Carrefour Veggie, Selection e Simple, ndr).

Un apposito messaggio, dunque, spiegherà ai clienti italiani dei supermercati Carrefour come “il sistema Nutriscore sia stato sviluppato in base a un algoritmo e a valutazioni scientifiche non universalmente riconosciute e condivise”. Nei punti di vendita sarà poi spiegato nero su bianco come il Nutriscore “non tenga conto del fabbisogno e del profilo nutrizionale individuale e non rappresenti un giudizio assoluto di salubrità di un alimento, ma è relativo alla composizione nutrizionale dello stesso riferito a 100 grammi di prodotto e non a una porzione di consumo. Tutti gli alimenti in commercio devono essere presi in considerazione nell’ambito di una normale dieta varia ed equilibrata”.
Carrefour, GS e Interdis si sono anche impegnate a non usare il Nutriscore su Dop e Igp e sui prodotti della tradizione enogastronomica italiana.

L’antefatto

Secondo Confagricoltura, che aveva chiesto l’intervento dell’Antitrust, l’etichettatura a semaforo può essere considerata una misura contraria ai principi comunitari, visto che  la Commissione europea intende adottare entro la fine del 2022 una proposta per l’etichettatura nutrizionale fronte pacco obbligatoria e armonizzata.

L’accusa è di orientare il consumatore verso l’assunzione di alimenti ritenuti favorevoli alla salute sulla base di un’eccessiva sintesi e semplificazione. Tanto che l’Antitrust nel provvedimento precisa: “La rappresentazione sintetica risulta, altresì, semplicistica poiché, essendo basata sul riferimento a 100 gr/100 ml di prodotto, non tiene conto della circostanza che l’alimentazione è fatta di porzioni e frequenze di consumo: alcuni alimenti sono consumati in quantità estremamente basse (come l’olio di oliva), altri in porzioni medie (come il formaggio o la carne), altri ancora in porzioni maggiori (acqua, frutta e verdura). L’impostazione del sistema risulta, pertanto, contraria ai principi di semplificazione e di immediatezza cui esso dovrebbe ispirarsi, non indirizza verso l’assunzione di porzioni adeguate, né aiuta il confronto fra alimenti diversi”.

Il Nutriscore sulle referenze Carrefour

Le referenze commercializzate in Italia a marchio Carrefour con l’etichettatura Nutriscore sono 46 e tutte hanno indicazioni multilingue sul packaging. Sono commercializzate anche in altri paesi europei ma nel nostro saranno accompagnate da cartellini a scaffale, con il rimando a un QRCode e al sito di Carrefour Italia dove saranno fornite le informazioni su Nutriscore.

La ragione del provvedimento è valutare l’idoneità dell’etichetta fronte-pacco “a orientare le scelte di acquisto dei consumatori in materia di nutrizione senza generare fraintendimenti”, prosegue l’Antitrust. Che ha deciso di accettare gli impegni proposti da Carrefour e renderli obbligatori, chiudendo così il procedimento.

Il plauso di Battistoni

L’Antitrust incassa il plauso del sottosegretario al Mipaaf, Francesco Battistoni. “Grazie a questo intervento, dovrà essere scritto (nei punti di vendita e nel sito web, ndr) che il sistema a semaforo è sviluppato su valutazioni scientifiche non universalmente riconosciute e condivise”, ricorda Battistoni, che aggiunge: “Come Governo ci siamo battuti fortemente, in ogni sede istituzionale, contro l’etichettatura di ideazione francese, assolutamente penalizzante del nostro sistema agroalimentare. Il Nutriscore, infatti, è un meccanismo perverso che ha la sola funzione di disinformare il consumatore e di favorire prodotti ultra lavorati, rispetto agli altri, tra i quali quelli di origine controllata come come Dop, Igp, Stp e Pat. Per questo – conclude ripreso da Ansa – il Mise ha lanciato il sito sul Nutrinform battery, il sistema di etichettatura italiano che ha alla base un solido studio scientifico, e per il quale faremo la nostra battaglia in Europa”.

La posizione di Carrefour

Carrefour Italia accoglie con soddisfazione la positiva conclusione dell’istruttoria dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato in merito all’impegno dell’azienda a non utilizzare il sistema di etichettatura nutrizionale Nutriscore sui prodotti italiani. In particolare, Carrefour Italia, in accordo con l’Autorità, non applicherà l’etichetta Nutri-score su: i prodotti private label, commissionati da Carrefour Italia ai propri fornitori e commercializzati in Italia e/o all’estero; i prodotti a denominazione di origine protetta (Dop), a indicazione geografica protetta (Igp), sulle specialità tradizionali garantite (Spt), sui prodotti agroalimentari tradizionali (Pat); i prodotti della tradizione gastronomica italiana (salumi, formaggi, olio di oliva), a prescindere dal luogo di produzione (Italia o estero); i prodotti a marchio Terre d’Italia.

Carrefour Italia continuerà a includere nel proprio assortimento una selezione limitata di prodotti private label, commercializzati in Italia dalla società francese Interdis, facente parte del Gruppo Carrefour France, che adotta il sistema di etichettatura nutrizionale volontaria Nutri-score.

L’offerta verrà accompagnata da una campagna d’informazione in tutti i punti vendita e sul sito internet, sui motivi per cui alcuni prodotti recano il Nutri-score e gli strumenti necessari per una corretta interpretazione del sistema di etichettatura nutrizionale. Tale campagna d’informazione è stata infatti giudicata idonea dall’Autorità a orientare le scelte di acquisto dei consumatori in materia di nutrizione senza generare fraintendimenti.

Carrefour Italia conferma il proprio impegno per la valorizzazione dei prodotti italiani, che si fonda sulla collaborazione con oltre 10mila produttori locali volta a promuovere, in Italia e all’estero, ciò che il made in Italy rappresenta in termini di tradizione, sostenibilità e qualità.

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