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Vaccino: la proposta dell’obbligo per i dipendenti della Gdo

Il sottosegretario alla Salute Costa: “Dopo i sanitari potrebbe essere una condizione necessaria per chi sta a contatto con il pubblico”

Potrebbe non essere più sufficiente, per chi lavora nella grande distribuzione, l’obbligo di esibire il green pass per accedere al luogo di lavoro. Secondo il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, infatti, potrebbe essere giunto il momento di valutare, anche per questa categoria, l’obbligo vaccinale.

Il motivo che potrebbe indurre alla possibile stretta è evidente: sebbene, in Italia, la campagna vaccinale abbia accolto un buon numero di adesioni, facendo registrare una redemption da primi della classe a livello globale (sono state somministrati più di 92 milioni di dosi) preoccupa l’impennata di contagi che si sta registrando negli ultimi giorni. Ieri, per esempio, sono stati superati i diecimila casi.

Per i sanitari è già un obbligo

“Siamo stati i primi a introdurre l’obbligo vaccinale per i sanitari – ha dichiarato qualche ora fa Costa a Rai Radio 1 – Bisogna riflettere se farlo con altre categorie e cioè quelle che sono a contatto con il pubblico, per esempio le forze dell’ordine o chi lavora nella grande distribuzione“.

D’accordo il governatore Toti e il presidente Bonomi

Sulla stessa lunghezza d’onda di Costa il governatore della Liguria Giovanni Toti, il quale stamattina ha spiegato: “Spero che il Governo intervenga al più presto con un provvedimento articolato che preveda l’obbligo della terza dose per chi è stato obbligato nella prima e nella seconda (il riferimento è ai sanitari) e l’estensione dell’obbligo alle categorie esposte”.

D’accordo anche Carlo Bonomi, presidente di Confindustria: “L’unica cosa che ci può mettere al sicuro è l’obbligo vaccinale, dobbiamo avere il coraggio di fare una riflessione seria. I dati che arrivano dal nord ed est Europa sono preoccupanti, non possiamo permettere di bloccarci di nuovo”.

In Austria, da febbraio, obbligo vaccinale per tutti

Intanto, in Austria, una recrudescenza ha portato alla decisione di un nuovo lockdown per tutti, vaccinati e non, a partire da lunedì 22 novembre: per almeno dieci giorni gli studenti tornano alla didattica a distanza, i ristoranti restano chiusi, gli eventi culturali sono cancellati.

Dal primo di febbraio, poi, scatterà l’obbligo di vaccinazione per tutte le categorie. Va detto che il Parlamento deve ancora approvare la decisione; se lo farà, l’Austria sarà il primo paese in Europa ad aver introdotto la cogenza della vaccinazione anti Covid-19.

Vaccino: dove è obbligatorio nel mondo

Sono pochissimi i Paesi ad aver reso obbligatoria la vaccinazione e sono l’Indonesia, che lo ha fatto già a febbraio 2021, prima ancora che partisse la campagna vaccinale, e il Turkmenistan, dove il provvedimento vale per tutti i residenti di età pari o superiore ai 18 anni.

In Kazakistan il vaccino è obbligatorio per i lavoratori del settore dei trasporti, per chi lavora nella vendita al dettaglio oppure in banca, oltre che per i settori dell’ospitalità, dell’istruzione, della sanità e dell’intrattenimento. In Arabia Saudita è stata imposta la vaccinazione a tutti i lavoratori del settore pubblico e privato che frequentano il posto di lavoro in presenza.

Infine gli Stati Federati di Micronesia, a est delle Filippine: le restrizioni molto severe imposte fin dall’inizio della pandemia hanno permesso alla Micronesia di essere un paese Covid-free, non si è mai riscontrato un caso. Eppure, da luglio 2021, il vaccino è stato reso obbligatorio per tutti i cittadini.

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