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Retail

NaturaSì paga il tampone ai dipendenti non vaccinati

Fabio Brescacin annuncia che l’azienda del bio coprirà le spese fino al termine dello stato di emergenza, il 31 dicembre

La decisione sta già sollevando polemiche: NaturaSì pagherà i tamponi a tutto il suo personale non vaccinato contro il coronavirus. L’azienda veronese specializzata in prodotti biologici e biodinamici – con 300 punti di vendita, sia in franchising sia a gestione diretta – ha fatto sapere in una lettera inviata ai 1.650 lavoratori che  si farà carico del costo dei tamponi del suo personale non vaccinato.

“Il rischio – ha commentato Mario Pozza, presidente di Unioncamere Veneto – è che alcuni interpretino questo atto come un supporto alla filosofia No-vax”.

La lettera firmata da Fabio Brescacin

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Fabio Brescacin, presidente di EcorNaturaSì

Nella lettera, che riportiamo di seguito, il presidente di EcoNaturaSì, Fabio Brescacin, ha annunciato che l’azienda pagherà i tamponi fino alla fine dello stato di emergenza, il prossimo 31 dicembre:

“Carissimi collaboratori, stiamo tutti vivendo una situazione difficile, per molti versi paradossale, innescatasi con la comparsa del virus. Non vogliamo come azienda prendere posizione in questa Babilonia di voci assordanti e contraddittorie, ora è molto difficile distinguere la verità dalla menzogna, la realtà dalla semplice opinione. Di una cosa siamo certi: la libertà individuale. Cerchiamo di difenderla con tutte le nostre forze per non entrare nel meccanismo di lotta e di divisione tra le persone che questa situazione sta innescando.  Siamo in un’epoca in cui ogni persona ha la possibilità e il dovere di decidere della propria vita e della propria responsabilità nei confronti di se stesso, della natura e della comunità umana. Oggi più che mai c’è la possibilità di conoscere e conseguentemente di fare scelte coerenti e consapevoli. Come azienda quindi abbiamo deciso, nel rispetto della libertà di ognuno e per evitare discriminazioni nell’ambito del lavoro, di permettere a tutti di svolgere regolarmente i propri compiti in azienda. Per chi quindi ha deciso, con coscienza e responsabilità, di non vaccinarsi provvederemo a contribuire al costo dei tamponi richiesti dalla legge (fino al termine dello stato di emergenza fissato al 31/12) per esercitare il proprio compito lavorativo, a meno che lo Stato non provveda alla spesa come fa per i vaccini. Chiediamo in azienda discrezione e rispetto per qualsiasi scelta di ogni persona in libertà si senta di fare e vorremmo fosse impegno di ognuno evitare di entrare in un meccanismo di giudizio, discriminazione, tanto più che lotta che è uno dei problemi maggiori che sta innescando questo virus nei rapporti tra le persone, oltre che occupare le nostre coscienze che dovrebbero essere impegnate su compiti e pensieri ben più fecondi per l’umanità che non essere prese da sentimenti di paura e di conflitto tra persone”.

Conad verso l’aspettativa non retribuita

Una posizione distante da quella di altre catene della Gdo. Una tra tutte, Conad, con l’Ad Francesco Pugliese che due settimane fa, nel corso di un intervento televisivo nel programma Quarta Repubblica su Rete 4, aveva parlato di “aspettativa non retribuita” per i dipendenti Conad senza Green Pass.
“Se non si vogliono vaccinare – ha precisato Pugliese – credo che la via più giusta sia quella di andare in aspettativa non retribuita”.

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