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Retail

Conad-Auchan, per l’Antitrust 29 punti di vendita sono di troppo

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Nell’ultimo bollettino dell’Agicom, il via libera definitivo all’operazione a una condizione. Problematicità in 33 mercati locali

Nel mezzo dell’emergenza coronavirus, lunedì 9 marzo l’Agicom, con la pubblicazione dell’ultimo bollettino ha definitivamente autorizzato la complessa operazione di acquisizione della rete vendita di Auchan Italia da parte di Conad, dando di fatto il via libera finale a una delle operazioni più importanti della storia della distribuzione moderna italiana che coinvolge circa 16mila ex dipendenti dell’ex colosso francese presente in Italia.

Il tutto, però, a una condizione: la cessione di 29 punti di vendita complessivi (15+14) – la posizione è coperta da Omissis –  a “un soggetto terzo e indipendente, attivo nella distribuzione al dettaglio di prodotti alimentari e non”. Così ha deliberato l’Antitrust all’interno della sua lunga e articolata analisi finale (Provvedimento n. 28163) di 51 pagine. Nella sua disamina l’Antitrust ha rilevato delle “problematicità” in 33 mercati locali, nel dettaglio relativamente a 4 superette, 19 supermercati e 10 ipermercati: in questi casi si verrebbe a creare una concentrazione da parte di Conad che minerebbe quindi la concorrenza.

SpazioConadRoma

Spazio Conad di Roma

Tra i requisiti dei futuri acquirenti dei 29 punti vendita quello di “possedere i mezzi finanziari, nonché l’incentivo e la capacità di mantenere e sviluppare, su scala dimensionale efficiente, l’attività di vendita al dettaglio di prodotti alimentari e non ” anche quello di “essere, preferibilmente, primari operatori del settore attivi a livello nazionale e, in ogni caso, già attivi nella vendita al dettaglio di prodotti alimentari e non”. Nel caso non venissero individuati nuovi acquirenti, deve essere conferito un mandato irrevocabile “a un apposito fiduciario (divesture trustee) preventivamente approvato dall’Autorità ovvero al monitoring trustee” conclude l’Agicom.

Insomma, rispetto agli iniziali 147, poi diventati 101 nel bollettino del 20 gennaio scorso, mercati dove l’Antitrust aveva ravvisato sovrapposizioni che andavano contro la concorrenza a causa della concentrazione di quote, alla fine il tutto si è ridotto al numero, decisamente inferiore, di 33.

Per Conad, ora, oltre a questa operazione di vendita finale e alla continua trasformazione degli ex punti di vendita Auchan seguendo i nuovi format predisposti, a partire da quello messo in pista per gli ipermercati, Spazio Conad, c’è da risolvere la delicata partita degli esuberi che ha messo la cooperativa di imprenditori muro contro muro con le parti sindacali poco dopo l’annuncio dell’acquisizione.  Nell’ultimo incontro che si è svolto a Roma lo scorso 14 febbraio Margherita Distribuzione – la nuova ragione sociale che dallo scorso 29 ottobre rappresenta tutte le ex attività che facevano capo ad Auchan – ha presentato dei nuovi dettagli relativamente al cosiddetto piano di “salvaguardia del lavoro” dei dipendenti Ex-Auchan che prevede percorsi di ricollocazione e riqualificazione professionale,  uscite su base volontaria e incentivata (con attivazione anche della NASPI) e attivazione della Cassa integrazione straordinaria (Cigs) per la gestione sia degli interventi di ristrutturazione e risanamento dei punti vendita Ex-Auchan, sia degli impatti organizzativi sulle strutture di sede ex-Auchan.

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