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Reparto Ortofrutta

Ortofrutta, le nuove tendenze e le strategie di Penny

Prioritario il rapporto diretto con i fornitori e il made in Italy. Nuove tendenze? Berries, esotico e superfood

Circa 350 referenze attive, 200 fornitori in media alla settimana con i quali confrontarsi e il 75% del fatturato realizzato con prodotti nazionali. Sono alcuni dei dati che fotografano il reparto ortofrutta dei negozi del discount Penny, che recentemente ha cambiato logo e rivisitato la sua offerta complessiva. 

Un reparto molto importante, come sottolineato anche da Pasquale Nicastro, direttore acquisti dell’insegna del Gruppo Rewe in Italia, durante la conferenza stampa di Saronno, in occasione dell’inaugurazione di un nuovo punto di vendita. Sei le linee di prodotto che caratterizzano l’ortofrutta – Vicino, My Bio Bellezze Naturali, Natura è, Amonatura, gli Allegri Sapori e Giardino Incantato –   e che pesano il 14% del fatturato di Penny, dato in forte ascesa negli ultimi anni. 

Obiettivi: programmazione, prossimità e sempre meno estero

Tanta programmazione in campagna, focus sui prodotti di prossimità, ma anche due fattori che non è così banale ascoltare dalla voce di un discount: “selezionare guardando al gusto e non solo alla shel-life” e “cercare di essere sempre più indipendenti dall’approvvigionamento estero”. A spiegare a myfruit.it quali siano le strategie nel reparto ortofrutta di Penny è Nicolò Padrin, Senior Buyer Cordinator FEV and Dried Fruit.

Da sinistra: Pasquale Nicastro, direttore acquisti, Nicolò Padrin, Senior Buyer Cordinator FEV and Dried Fruit

“La programmazione di campagna aiuta il fornitore ad avere la tranquillità per garantirci quello che ci promette: quindi il livello dei residui che sulla nostra marca privata puntiamo ad avere è inferiore al 70%, inferiore anche rispetto ai limiti di legge, molto vicino al biologico. Gli anni della pandemia, inoltre, ci hanno insegnato che più il fornitore è contento di lavorare con Penny, più ci privilegerà rispetto agli altri retail”.

C’è molta attenzione all’innovazione, alle coltivazioni in areoponica e idroponica, e il forte desiderio di avere rapporti diretti con i fornitori, smarcandosi dalla programmazione di prezzo e proponendo al cliente qualcosa di alternativo. “Vogliamo allontanarci dalle strategie dei mercati e vogliamo puntare direttamente alle produzioni, perché il controllo che può essere fatto su prodotti del mercato non ha il livello di sicurezza che vuole Penny”. Le partnership dirette con i fornitori sono al momento una ventina e funzionano. Estero? “Vogliamo smarcarci dagli approvvigionamenti internazionali, in particolare da quelli provenienti da Spagna e Olanda“.

La composizione dell’assortimento del reparto ortofrutta

Nel reparto ortofrutta di Penny, mediamente, ci sono 200 referenze che ruotano a seconda della stagionalità, alle quali poi bisogna aggiungerne 60 della IV e V gamma, altre 65/80 della frutta secca e, infine, 5 referenze di piante che arrivano settimanalmente e altre 4/5 referenze di piante aromatiche. “I fiori recisi li teniamo durante le ricorrenze, meno negli altri periodi dell’anno perché siamo molto attenti agli scarti”. Il biologico? “6 referenze a partire da banane e limoni”. Niente mele bio, invece, perché “ormai la produzione si è spostata così tanto sulla lotta integrata che la differenza con il biologico è poco percepita dal consumatore”.

Nuove tendenze? Berries, esotico e superfood

La più grande tendenza, che ha quasi travolto il reparto ortofrutta per via della sua enorme crescita, è quella dei berries. “Stiamo assistendo ad una vera e propria esplosione, con un aumento tra il 30 e il 40% in termini di fatturato e di referenze a scaffale”. Se un tempo le confezioni tris, con lamponi, more e mirtilli, non erano neanche concepibili da tenere in assortimento, a causa del troppo scarto, oggi sono ben presenti, insieme ad altre 4/5 referenze. “Tutte superano le 5000 unità a settimana. Il cliente ora è abituato a trovare i berries da noi e l’acquisto rende la presenza a scaffale altamente sostenibile”.

L’esotico è invece ormai una presenza fissa, avendo avuto uno sviluppo precedente ai berries come quota di mercato. “Abbiamo due tipologie differenti di avocado, una di mango e il lime. L’esotico è una tendenza che si amplierà, anche grazie ad alcune produzioni provenienti dal sud Italia, se riescono a mantenere standard elevati”.
Infine, i cosiddetti superfood. “Oggi è presente in Penny il passion fruit e stiamo lavorando molto bene con i prodotti arricchiti: ad esempio sono molto richieste carote, patate e cipolle Selenella”.

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