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Reparto Ortofrutta

Conad-Auchan. Cartellino giallo dall’Antitrust

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L’Agcom si pronuncia sull’acquisizione e apre un’istruttoria per posizione dominante per 147 punti vendita, 38 dei quali ipermercati, circa il 46% dell’ex rete Auchan

“Considerato il livello aggregato delle quote – che si attestano, in alcune aree, ben al di sopra del 50% – unitamente alla rilevante e capillare presenza di punti vendita del sistema CONAD sul territorio nazionale e all’importanza e notorietà delle insegne dei punti vendita acquisiti, si ritiene che l’operazione in esame possa ostacolare in modo significativo la concorrenza effettiva nei 147 mercati locali della vendita al dettaglio sopra individuati, determinando il rafforzamento o la costituzione di una posizione dominante, anche a danno dei consumatori”.

È quanto si legge nel bollettino 46/2019 del 18 novembre 2019 emesso dall’Agcom (clicca qui per scaricarlo, da pagina 12 a pagina 26), vale a dire L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che dichiara di aver avviato un’istruttoria nei confronti sia della società BDC Italia S.p.A.., vale a dire la società veicolo creata da Conad insieme al finanziere Raffaele Mincione per acquisire Auchan Retail Italia e tutte le cooperative dell’universo Conad.

Insomma, l’atteso giudizio da parte dell’Antitrust nei confronti delle più importante operazione della grande distribuzione organizzata in Italia è arrivata e ha posto un paletto non indifferente. Nel bollettino si legge, infatti, che a seguito dell’acquisizione della reta Auchan, Conad diventerebbe la prima catena della Gdo in Italia con una quota del 18,5%, prendendo 5,6 punti in più rispetto all’attuale quota (il bollettino dell’Agcom cita il report Nielsen GNLC – edizione settembre 2018) del 12,9%, e superando quindi Coop (13,8%), Selex (9,9%) ed Esselunga (9%). Ma soprattutto, “a livello locale, l’operazione notificata determina significative sovrapposizioni orizzontali fra le attività delle Parti in numerosi mercati della vendita al dettaglio” si legge sempre nel bollettino dell’Antitrust.

Quali sono le sovrapposizioni? Riguardano 17 superette, 92 supermercati e 38 ipermercati, per un totale di 147 punti vendita. In questi mercati si supererebbe la quota del 25% e quindi, secondo il Regolamento (CE) del Consiglio n. 139/2004 del 20 gennaio 2004, si verificherebbero situazioni tali da “ostacolare la concorrenza effettiva”. Nel bollettino sono coperti da omissis gli indirizzi dei vari punti vendita. Il bollettino, infine, prende in considerazione la situazione delle centrali di acquisto dopo l’eventuale acquisizione di Conad di Auchan. In questo caso la centrale di acquisto Conad-Finiper, che detiene in questo momento il 14,9% di quote passerebbe al circa il 24%, “tale da consentire a CONAD di divenire il primo operatore del mercato, seguito da ESD Italia (20%) e Coop Italia (13%)”. Anche in questo caso afferma l’Agcom, “l’operazione in esame risulta suscettibile di determinare preoccupazioni concorrenziali in relazione  al possibile rafforzamento o alla costituzione di una posizione dominante nei mercati dell’approvvigionamento“.

La palla ora passa ai legali rappresentanti delle Parti che hanno dieci giorni per essere sentite. Il procedimento dovrà concludersi “entro quarantacinque giorni decorrenti dalla data di delibera del presente provvedimento”.

La situazione, insomma, diventa incerta, o meglio, più complessa di quanto già non lo fosse sino ad ora. I negozi coinvolti e che secondo l’Antitrust se passassero nelle mani di Conad creerebbero una situazione dominante, non sono certo pochi: 147 su un totale di 318 punti vendita ex Auchan (78 ipermercati, 176 supermercati e 64 superette), in poche parole circa il 46%. E non a caso Conad a inizio novembre nel suo ultimo incontro al Mise presentando il suo nuovo piano industriale aveva parlato di voler “mettere in sicurezza” il 60% integrandola e cedendo, invece a reti commerciali di altri primari operatori del settore” il resto.

E ora? Non resta che aspettare i prossimi pronunciamenti e vedere chi si prendere il resto della torta che hanno lasciato i francesi. I nomi, d’altronde, circolano da tempo e coinvolgono nomi importanti del mondo della grande distribuzione italiana.

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