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Spazio Conad, la nuova insegna per gli ipermercati, anche gli ex Auchan

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A partire da gennaio 2020 i nuovi ipermercati ideati da Conad: più piccoli e con un’offerta di servizi “più vicini ai bisogni delle famiglie”

Si chiameranno “Spazio Conad“, saranno più piccoli, tra i 6 mila e gli 8 mila metri quadrati, valorizzaranno freschi e freschissimi e, soprattutto,  avranno «un’offerta di servizi extra-alimentari più vicini ai bisogni delle famiglie». Sono i primi dettagli delle caratteristiche che, a partire già da gennaio 2020, assumeranno i primi ipermercati ex Auchan acquisiti da Conad nonché poi tutte le grandi superfici dell’universo Conad. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato Francesco Pugliese dal palco della 13esima edizione del Consumer & Retail Summit organizzato da 24Ore Business School in collaborazione con il Sole 24 Ore, Markup e GdoWeek.

Il destino degli ipermercati, all’interno della grande operazione che vede il passaggio dei punti vendita ex Auchan a Conad, rappresenta uno dei temi probabilmente più caldi e al centro anche della complessa trattativa sindacale di questo periodo. Sono 49 le grandi superfici che subiranno, quindi, non un semplice restyling di immagine e assortimenti, ma una vera e propria rivoluzione di contenuti. Bisogna ricordare, inoltre, che entro la fine di questo mese l’antitrust dovrebbe pronunciarsi definitivamente sull’operazione nel suo complesso, anche se non sembra ci saranno scossoni importanti, sebbene i tecnici stiano analizzando con cura la posizione di Conad valutando la sua futura posizione considerando il numero di punti vendita entro i 2500 metri quadrati e oltre, provincia per provincia.

Francesco Pugliese, amministratore delegato Conad

Francesco Pugliese, amministratore delegato Conad

«Siamo un’azienda sana e che va bene, cresciamo del 2,5% nei supermercati a parità di rete e di mezzo punto con gli ipermercati» ha sottolineato Pugliese all’inizio del suo intervento, ricordando orgogliosamente le origini di Conad, nata negli anni Sessanta come “cooperativa di bottegai” e poi cresciuta nel tempo, ma che non ha mai derogato da una caratteristica. «L’attenzione verso la comunità ci ha consentito di essere buoni ascoltatori e servitori. Servire bene significa saper ascoltare e rispondere ai bisogni delle persone».

E il modello Conad, che unisce imprenditori che conoscono bene un Paese dai mille campanili, e quindi dagli altrettanti stili di consumo, alimentare e non, secondo Pugliese ha dimostrato in tutti questi anni di essere vincente. «Serve una dote: capacità di ascolto. Devi vivere nelle comunità in cui vivi. I nostri imprenditori sono dei cittadini nei luoghi in cui operano. Non c’è algoritmo che può arrivare a questo».

Alla luce di questa esperienza, che poi è il marchio di fabbrica di Conad, l’idea di ripensare il futuro dei punti vendita, a partire dai futuri Spazio Conad, come dei luoghi che non solo si differenziano dai concorrenti, ma soprattutto vengano percepiti dai clienti come «uno spazio dove preferiscono acquistare». “Luogo“, “Spazio“, “Servizi“: queste le parole d’ordine secondo Pugliese. Anche i nuovi ipermercati andranno oltre la semplice dimensione di essere un contenitore di prodotti, ma saranno completati da una maggiore offerta di servizi, sia sul fronte alimentare che dei prodotti per la cura della persona e della casa.

La dimensione dei servizi sarà, quindi, uno dei driver che guiderà da qui alla fine del 2020 le strategie di Conad. «Con un partner esterno stiamo studiando una piattaforma di servizi che va dall’acquisto del ticket del concerto all’assicurazione dei viaggi fino al muto della casa – ha concluso Pugliese –. Vogliamo fornire un’offerta dedicata alla famiglia in termini vantaggiosi che sarà enfatizzata anche da una comunicazione innovativa nel punto vendita».

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