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Il Radicchio di Treviso Igp è sempre più richiesto

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Redazione
Autore Redazione

Al Macfrut il Consorzio tira le somme di un bilancio provvisorio che evidenzia una produzione in costante crescita.

È tempo di Macfrut anche per il Consorzio del Radicchio Rosso di Treviso IGP e Variegato di Castelfranco Igp (Hall B5 – stand 35/75). La fiera di settore più importante del territorio nazionale, che si conclude domani, coincide con gli ultimi giorni di stagione. Una stagione che tira le somme e che abbozza un primo bilancio contraddistinto, ancora una volta, dal segno positivo.
Il Radicchio Rosso di Treviso Igp, infatti, piace ed è sempre più richiesto, lo conferma il bilancio (ancora provvisorio) che stima un ulteriore incremento del 16 % per la varietà Tardiva con circa 900.000 kg di prodotto certificato e un incremento del 20% per la varietà Precoce che arriva circa a 315.000 kg. L’annata che registra una lieve flessione per il Radicchio Variegato di Castelfranco IGP, – 14 % di decrescita, dettata principalmente dalla stagionalità atipica degli scorsi mesi. Dati positivi importanti, seppur provvisori, che confermano il trend di crescita dato dalle scelte strategiche messe in campo da Consorzio, produttori e confezionatori che hanno permesso ad un prodotto di alta gamma come il Radicchio Igp di essere conosciuto, apprezzato e quindi richiesto dai consumatori del Nord e Centro Italia.
“Un’annata lunga distinta inizialmente da problematiche agronomiche con le quali i produttori si sono confrontati a causa di un avvio di stagione con temperature particolarmente elevate – sottolinea Andrea Tosatto, presidente del Consorzio – un prodotto che ha poi incontrato mesi freddi e asciutti, caratteristiche che hanno permesso alla stagionalità di protrarsi per un periodo più lungo, fino a metà maggio. Le soddisfazioni non mancano, ci stiamo muovendo nella giusta direzione ma parliamo pur sempre di un prodotto agricolo che deve fare i conti con l’andamento climatico. Ci piacerebbe che le catene di distribuzione locale fossero maggiormente sensibili al prodotto Igp, creassero una selezione di alta gamma, l’esempio di successo arriva dalle grandi catene, dove il prodotto Igp non può più mancare”.

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