solarelli_topnews_16-30set
Reparto Ortofrutta

Eurospin, Lidl e MD. Quando la marcatura è a uomo

Md_Lidl_SilviMarina

Nel piccolo comune di Silvi Marina in Abruzzo i tre leader del settore discount uno di fianco all’altro. I prezzi? È competizione, naturalmente, ortofrutta inclusa.

Uno a fianco all’altro, nel vero senso della parola. A Silvi Marina, piccola cittadina balneare in provincia di Teramo, non si può certo dire che manchi un’offerta più che sostanziosa da parte della distribuzione moderna. Poco più di 15 mila abitanti, che ovviamente crescono nel periodo estivo, ed una concentrazione di punti vendita di vari formati e insegne da far invidia ai grandi centri urbani del Nord Italia, forse anche di più.

E lo scontro si combatte soprattutto sul fronte discount, con i tre leader di mercato che si trovano a pochi metri di distanza, nel vero senso della parola, come la foto in alto testimonia. Un moderno Lidl e un MD di vecchia generazione sono praticamente adiacenti, divisi solo da un muro che delimita parcheggi differenti, mentre un classico Eurospin si trova a poco più di un chilometro di distanza. Tra i grandi nomi del pianeta discount manca solo Aldi all’appello, appena arrivato in Italia a marzo ma che però per ora non ha deciso di espandersi anche nel centro-sud della penisola.

I prezzi? Ovviamente la competizione non manca. Qualche esempio dal reparto ortofrutta (rilevazione del 31 luglio): le angurie partono da un 0,35 euro al chilo all’Eurospin e scendono ai 0,29 euro di MD e 0,26 euro di Lidl. Pesche a 1,79 al chilo al Lidl che scendono a 0,99 sia da MD che in Eurospin. Le melanzane 0,99 al chilo in tutte e tre le insegne e ancora i pomodori cuore di bue dai 2,19 di MD a 1,32 di Lidl a 1,29 di Eurospin. Sono solo alcuni esempi, naturalmente, ma la pressione promozionale a colpi di ribassi, anche e soprattutto nel reparto ortofrutta, come i volantini testimoniano, non manca certo, soprattutto in questo periodo.

MdLidlEuropsin_Discount

Ma è tutto il litorale che parte da questa cittadina, ultima della provincia di Teramo, ed arriva fino a Pescara passando per Sant’Angelo e Montesilvano, a sembrare quasi un esperimento sociale per capire cosa succede se metti lungo uno spazio abbastanza ristretto un’incredibile quantità di punti vendita di insegne di tutti i tipi: oltre ai discount citati sopra (non gli unici della categoria presenti, compreso un Dico TuoDì chiuso da qualche tempo a causa delle note vicende nelle quali è coinvolta la catena), spazio a Conad, Coop, Iper la Grande i, Todis, Tigre, Simply, Oasi e via discorrendo, tutti appassionatamente uno vicino all’altro.

«Questo è il mercato, bellezza» ci spiega Luigi Rubinelli, direttore di Retailwatch.it, sito di informazione specializzato nella moderna distribuzione e giornalista di grande esperienza in questo settore e di queste tematiche. «Nessuno ormai può regolare le nuove aperture, i retailer interessati si prendono i loro rischi, per giunta, se sono in franchising (tranne Lidl) scaricando sui franchesee scelte di location discutibili. È chiaro a tutti che la situazione qui descritta è comune a molte parti d’Italia, non solo al sud e che qualcuno non sopravviverà a una situazione simile dove conta il prezzo e solo il prezzo». Quindi? «Deciderà il consumatore. Ma, detto fuori dai denti: la location non si divide per tre, né sul fresco, né sullo scatolame e nemmeno nel non food».

Ne rimarrà soltanto uno” recitava la profezia di un famoso film. Nel frattempo la marcatura è talmente stretta che farebbe impallidire anche Trapattoni.

Scrivi un Commento