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Prodotti

Mele, al via la raccolta in Trentino e Piemonte

Volumi nella media, qualità buona, le premesse per la campagna commerciale sono positive. Il rischio delle speculazioni

Nelle valli trentine è arrivato il tempo delle mele. La raccolta proseguirà fino a ottobre inoltrato. “Per le quattromila famiglie del nostro Consorzio è un momento chiave dell’anno – commenta il presidente di Melinda, Ernesto Seppi – Adesso si raccolgono i frutti del duro lavoro dei mesi precedenti. Questo lungo evento, però, rappresenta anche un’opportunità di integrazione con gli ospiti del nostro territorio. Ogni anno infatti le famiglie accolgono migliaia di raccoglitori giunti nelle nostre valli da tutta Italia e da tutto il mondo. In moltissimi casi con loro si instaurano rapporti duraturi di amicizia, fiducia e solidarietà reciproca”.

Previsioni e numeri

Quest’anno, segnalano le stime diffuse in occasione di Prognosfruit, il raccolto totale delle mele in Europa si attesterà a 11,4 milioni di tonnellate circa. Un dato inferiore del 3% rispetto allo scorso anno, ma esattamente in linea con la produzione media dell’ultimo triennio. 

Stabili, sempre secondo le previsioni di Prognosfruit, i volumi per l’Italia dove la produzione totale supererà di poco i 2,1 milioni di tonnellate, un valore sostanzialmente identico a quello rilevato nel 2022. Stime che trovano riscontro anche a livello trentino: gli analisti del Consorzio Melinda si aspettano infatti una stagione positiva, in linea con gli anni precedenti. 

Melinda: “La tradizione al centro”

Per i frutticoltori di Melinda, la raccolta è iniziata a metà agosto dalle varietà più precoci, SweeTango e Gala in primis, e terminerà a ottobre inoltrato con la raccolta delle tardive, come Morgana e Fuji. Le operazioni si svolgono ancora come un tempo: braccia che si allungano, mani che afferrano. E la tecnologia? E’ sì in espansione ma, come fanno notare da Melinda,  il territorio montano non sempre si presta a essere gestito meccanicamente. Una volta pieni, i cassoni con il raccolto vengono trasportati da ogni agricoltore in una delle 16 cooperative di Melinda, dove le mele verranno conservate e successivamente preparate per la vendita. Come ogni anno, come da tradizione.

“C’è un senso condiviso di circolarità, una percezione comune di un rito che si ripete e ci qualifica come territorio – aggiunge Seppi – La raccolta non è solo una fase chiave per i produttori ma anche e soprattutto una stagione peculiare che scandisce il tempo per tutti gli abitanti della valle delle mele. Concepire la storia e l’identità di questi luoghi senza chiamare in causa la raccolta periodica e il suo valore simbolico sarebbe semplicemente impossibile”.

Vog: “Segnali positivi”

È iniziata nella settimana di Ferragosto, con le varietà Gala e SweeTango, la raccolta 2023 dei 4.600 coltivatori soci del Consorzio Vog di Terlano (Bolzano). La stagione inizia con ottimi auspici, a partire dalla qualità dei frutti.

Anche quest’anno siamo in grado di garantire ai nostri clienti la disponibilità per 12 mesi di un ampio assortimento di mele di qualità, nel quale ognuno può trovare i frutti adatti alle proprie esigenze – dice Walter Pardatscher, direttore generale di Vog – Ora la sfida sarà quella di navigare le complessità dei mercati e dei costi di produzione per poter dare ai nostri soci il giusto riconoscimento del loro impegno e della loro competenza”.

A livello di richiesta da parte dei mercati, i primi segnali sono positivi. “A differenza della precedente stagione, quest’anno sembra esserci già spazio su tutti i nostri principali mercati – argomenta Klaus Hölzl, responsabile vendite di Vog – Stiamo osservando una richiesta dinamica e vivace e un mercato aperto sia per la produzione integrata sia per il biologico”.

Fedele alla promessa di essere home of apples, Vog mette a disposizione dei clienti uno degli assortimenti più completi di varietà e brand e il raccolto di quest’anno lo conferma.

Dopo il calo dell’anno scorso, i quantitativi di Gala sono tornati ai livelli dei raccolti precedenti. Livelli medi anche per Golden Delicious mentre vedranno un lieve calo Granny Smith e Red Delicious, in linea con il resto della produzione italiana. Fuji e Braeburn completano le principali varietà tradizionali, che ad oggi rappresentano la quota maggiore dei quantitativi raccolti dal Consorzio.

Restano stabili anche i volumi delle mele contrattualizzate più consolidate: Pink Lady, Kanzi, Jazz,  envy e yello. L’aumento della produzione degli impianti messi a dimora gli scorsi anni porterà invece a una crescita importante per le nuove mele Cosmic Crisp, Giga, RedPop, Joya, Crimson Snow e SweeTango, come previsto dalla programmazione pluriennale.

Stabile anche la produzione biologica, che rappresenta il 10% delle superfici coltivate da Vog. Anche per il bio, le aspettative sulla qualità sono molto buone.

“La nostra offerta e la nostra esperienza ci rendono il partner ideale per gestire la categoria mela. La diversità di varietà e brand è la chiave per dare vita a un reparto attraente e colorato per i consumatori, in cui ciascuno possa trovare la mela giusta per il proprio stile di vita e la marca in cui identificarsi – sintetizza Hannes Tauber, responsabile marketing di Vog Con un numero consistente di mele, il marketing deve funzionare come un’orchestra – aggiunge Tauber – C’è una comunicazione di base che è come una sinfonia e deve portare il consumatore a una maggiore consapevolezza sul mondo della mela, le diverse varietà, le diverse occasioni di consumo. Poi ciascun brand ha il suo assolo, in cui raggiunge il pubblico target con il suo specifico immaginario. Per questo abbiamo messo in campo una programmazione annuale, che evita sovrapposizioni e fa emergere le diverse identità delle nostre mele nei contesti e nei momenti giusti. L’obiettivo è quello di supportare i nostri clienti nel raggiungimento dei consumatori, nell’incremento delle vendite e nella valorizzazione della categoria mela”.

 Coldiretti Cuneo: “Speculazione in agguato”

Ed è tempo di raccolta anche nella provincia di Cuneo. “Quest’anno le mele cuneesi, pur a fronte di un lieve calo produttivo dovuto all’andamento climatico, sono contraddistinte da una qualità estetica e organolettica ovunque buona – evidenzia Coldiretti Cuneo – La campagna di raccolta si apre con buone prospettive commerciali, su cui però incombe la scure delle manovre speculative che danneggiano tanto i frutticoltori quanto i consumatori”.

“Le operazioni di raccolta – sottolineano i tecnici di Coldiretti Cuneo – sono iniziate per le mele estive del gruppo Gala, mentre tra fine mese e inizio settembre si passerà alle varietà del gruppo Renetta del Canada, dopodiché sarà la volta delle mele a maturazione intermedia dei gruppi varietali Golden Delicious e Red Delicious. La campagna di raccolta continuerà fino a dicembre con i gruppi varietali a maturazione tardiva. Sia nella produzione con lotta integrata, sia in quella biologica sta aumentando la coltivazione di mele resistenti alle diverse malattie, sintomo della sensibilità dei produttori ai temi ambientali. Alcune di queste varietà, come Inored Story, riscontrano anche un buon successo di mercato”.

Al momento la richiesta di mele made in Cuneo è buona e numerosi magazzini hanno già cominciato la lavorazione e le spedizioni. “La Granda, che vanta una produzione di eccellenza a marchio Igp, la Mela Rossa Cuneo, ha conosciuto negli ultimi anni una progressiva espansione degli impianti di melo – riferisce Coldiretti Cuneo – con oltre 2mila aziende frutticole coinvolte e una superficie dedicata di quasi 6mila ettari (+21% negli ultimi cinque anni), pari all’85% della superficie piemontese coltivata a melo”.

“Un quadro di importante crescita e di grandi aspettative messo fortemente a rischio dalle speculazioni in atto lungo la filiera – denuncia il presidente di Coldiretti Cuneo, Enrico Nada – con la grande distribuzione e i soggetti intermediari che applicano il proprio strapotere acquistando e vendendo a prezzi che non coprono i costi di produzione”.

Liquidazioni che, per la stragrande maggioranza delle partite di mele conferite nel 2022, non hanno coperto neppure i costi di produzione, variabili da 36 a 45 centesimi al chilo, secondo le elaborazioni della Fondazione Agrion. “Si crea così una forbice esagerata tra campo e scaffale, tra la remunerazione del prodotto ai frutticoltori, ridotta ai minimi termini, e il prezzo altissimo della frutta pagato dai consumatori”, fa notare Nada.

Cosa dice la normativa

Coldiretti Cuneo ricorda che, in base al Decreto contro le pratiche commerciali sleali (decreto legislativo 198/2021), i produttori che non sono soci di cooperativa o di organizzazioni dei produttori (Op) o che vendono al di fuori della propria cooperativa o della propria Op, devono stipulare prima della consegna dei prodotti un contratto in forma scritta, con l’indicazione della durata, delle quantità e delle caratteristiche del prodotto venduto, del prezzo, delle modalità di consegna e di pagamento e delle norme applicabili in caso di forza maggiore; l’obbligo non sussiste nel caso di cessione al consumatore o di cessioni con contestuale consegna e pagamento del prezzo pattuito.

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