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Prodotti

Ciliegie: in Puglia la partita si gioca sulle medio-tardive

Luigi Catalano: “Il maltempo ha provocato problemi nelle cultivar precoci, ma rimangono i margini per una stagione positiva”

Sulla campagna cerasicola italiana 2023, una cosa è certa: l’annata si presenta molto complessa e i quantitativi prodotti, a conti fatti, saranno inferiori rispetto allo scorso anno. Non è però detto che, alla fine, sarà un’annata negativa, perché se effettivamente ci sarà un (tanto atteso) miglioramento del meteo, le cose potrebbero ingranare e, con le varietà medio tardive pagate a un buon prezzo, si potrebbe rimettere in carreggiata una stagione.

Questo discorso non vale solo per l’Emilia, colpita in questi giorni da un’ondata eccezionale di maltempo, ma anche per la Puglia. A fare il punto della situazione attuale per quest’ultima regione è Luigi Catalano, agronomo della società di consulenza professionale Agrimeca Grape and Fruit Consulting di Turi (Bari).

Anche in Puglia – spiega Catalano – stiamo affrontando problemi con il maltempo e ciò, per quanto riguarda le ciliegie, significa molto spacco. I frutti delle varietà precoci, a partire da Early Lory ma non solo, presentano quindi alte percentuali di scarto. La raccolta – prosegue Catalano – da noi è cominciata a inizio maggio. Si sono quindi salvate solo le cultivar ultra precoci, poi ora ci troviamo a gestire, come tutti, i problemi causati dalle piogge e, non da ultimo, dal vento”.

Rimangono tuttavia delle speranze, per diverse ragioni. “La stagione – prosegue Catalano – potrebbe essere recuperata, meteo permettendo, con le varietà medio tardive, ovvero dalle cultivar Ferrovia; Lapis, Summer Charm, solo per fare alcuni esempi. Del resto, vista la mancanza di prodotto – potremmo arrivare a un 30-40% in meno – i listini quest’anno si sono aperti su livello più alti rispetto al 2022, ponendosi sopra i 4 euro il chilo alla produzione. Dobbiamo però anche registrare che, negli ultimi giorni, si sono abbassati dai 3 ai 3,5 euro il chilo, perché il vento ha creato una considerevole percentuale di scarto, che non sfugge alle moderne selezionatrici ottiche“.

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