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Ciliegie: a Vignola il maltempo falcia le varietà precoci

Walter Monari: “Ma parte dell’annata si può ancora salvare”. Nino Quartieri: “Problemi anche per i frutteti sotto copertura”

Il ciclone Minerva che questa settimana ha devastato la Romagna ha provocato ingenti danni anche alla frutticoltura del Modenese, in particolare a un’eccellenza tipica di questo periodo come la Ciliegia di Vignola Igp.

Addio al 50% della plv

A intervenire è Walter Monari, direttore del Consorzio, che tracciando un quadro della situazione spiega a myfruit.it: “In linea generale, dobbiamo sempre tenere presente che, quando piove, non è mai stagione da ciliegie. Le piogge degli ultimi giorni hanno fortemente compromesso la campagna delle precoci, dando problemi anche agli impianti coperti, che oggi riguardano circa il 30% di tutte le ciliegie certificate Igp. Le radici, infatti, hanno comunque subito troppa umidità. I conti si faranno più avanti, ma possiamo stimare che oggi sia già andato perduto un 50% della produzione lorda vendibile. Le varietà precoci, infatti, sono forse quelle meno appetibili dal punto di vista qualitativo, ma anche quelle che di norma costano di più“.

Un appello al ministro

Ancora, il direttore del Consorzio Ciliegia di Vignola Igp puntualizza: “Sarebbe il momento anche di riflettere su modifiche alla legge sulle calamità naturali, che in passato era stata rivista a vantaggio delle assicurazioni private. Il problema, infatti, è che oggi il premio assicurativo, dopo eventi di questo tipo, cresce in modo molto importante l’anno successivo, per cui un produttore spesso preferisce rischiare, piuttosto che pagare un’enormità. Ad ogni modo – continua Monari – ci attiveremo per interpellare direttamente il Governo e fare presente la situazione che vive il nostro comparto. Auspichiamo di essere ascoltati: intanto, ricordo che l’ultima visita di un ministro dell’Agricoltura al comprensorio vignolese delle ciliegie risale ai tempi di Giovanni Marcora, quindi agli Anni Settanta del secolo scorso”.

Non tutto è perduto

Monari, comunque, guarda avanti e dice: “Attenzione: la campagna 2023 non è tutta da buttare. In buona parte, specialmente per le varietà medio-tardive e tardive, può ancora essere remunerativa. Ovvio che il meteo, da qui in avanti, è fondamentale. La raccolta infatti è partita nel nostro comprensorio da circa una settimana, ma il prodotto appunto è ancora molto scarso in termini quantitativi. Il maltempo ha posticipato le tempistiche e bisognerà aspettare una decina di giorni in più per vedere una buona presenza”.

La concorrenza estera spinge

Per quanto concerne la concorrenza estera, Monari aggiunge: “Normalmente i nostri concorrenti sono Spagna, Francia, Turchia e un po’ la Grecia. Quest’anno, visto che ci sarà una mancanza di prodotto in Italia, senz’altro la spinta della Spagna potrebbe farsi sentire di più, anche perché mi risulta che abbia un prodotto abbastanza buono. Non sono però preoccupato per quando Vignola avrà il suo prodotto, perché ci siamo sempre difesi sui mercati grazie alla nostra qualità e al nostro marchio”.

Infine, sui prezzi Monari riferisce: “Ci aspettiamo quotazioni elevate, ma la soddisfazione sarà poca perché appunto manca prodotto”.

La voce del produttore

Anche Nino Quartieri dell’azienda agricola Nino e Marisa di Savignano sul Panaro (Modena), pluripremiato negli anni per le proprie ciliegie, conferma: “Con le varietà precoci è un disastro, e sto parlando di impianti coperti. Di tutto questo gruppo, avremo perso circa un 70%. Mi riferisco a cultivar come Bigarreaux, Early Lory, Lorenz e Arianna. Certamente, ci aspettiamo che i prezzi di quelle che andranno sul mercato saranno sostenuti, perché mancano i quantitativi”.

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