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Prodotti

Il futuro delle cipolle all’Onion Day: urge e serve un’associazione

Onion Day

Si pensa a una interprofessione tra gli operatori della filiera. Fari puntati sull’Africa, l’unico continente in cui crescono i consumi

Mal Unidos direbbe l’imperatore Carlo V per i produttori e tutti coloro che operano nella filiera della cipolla, anzi delle cipolle. Al plurale. Servirebbe un’associazione per rappresentare questo mondo in tutti gli ambienti che contano. Il mercato, ma anche la politica e non solo. Questo una delle attese più forti emerse in superficie alla seconda edizione dell’Onion Day che, non a caso, nel titolo presenta anche il richiamo: “Insieme per vincere il mercato“. E magari a iniziare da questo primo passo: tra due anni evento unico con Euronion. In attesa c’è da pensare bene a migliorare la qualità del prodotto, difenderlo dall’infido Stemphylium, cambiare presentazione e packaging in senso sostenibile e attraente. E sul mercato vista la stasi di quattro continenti, puntare sul quinto: l’Africa.

Partiamo dal seme

Onion Day

Maurizio Bacchi, Ceo Cora Seeds, con la direttrice di myfruit.it, Raffaella Quadretti

L’Onion Day è stato organizzato da Cora Seeds, impossibile quindi non parlare di semi. Ma è stato un riferimento di tutti i relatori perché da questa prima buona scelta si influenza parecchio l’esito finale.

Sul tema è intervenuto Davide Giovanardi, che ha sottolineato: “I vantaggi della semina di un seme ad alta tecnologia sono una più facile gestione della coltivazione, un calibro più uniforme, una riduzione dei costi, una diminuzione degli scarti e una maggiore resa commerciale”. E ha illustrato le sperimentazioni recenti in Emilia Romagna.

L’aiuto della manichetta

Un altro aspetto fondamentale è la scelta di semina e di irrigazione. Ne ha parlato Mattia Vettorato di Agricola Italiana che ha sottolineato l’importanza della stendimanichetta: “Sarà indispensabile su cipolla e carota perché permette alle piante di crescere meglio”. Importante poi l’irrigazione a goccia come ha ricordato Renato Padulazzi (Toro/Ise) che “permette di mantenere un ambiente secco e non troppo umido, si evita l’umidità da irrigazione”.

Il nemico Stemphylium

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L’Onion Day

Gianfranco Pradolesi (Terremerse) ha snocciolato i numeri terribili di questa patologia che porta a una mortalità delle piante che può arrivare fino al 74%, in caso di attacchi gravi. Ma con una perdita di resa fino al 90%. Una sconfitta totale. Ci sono delle indicazioni non risolutive, ma che possono attenuare le conseguenze dell’attacco: “Nella rotazione evitare i cereali, non abbiamo varietà resistenti, ma ci sono sensibilità diverse, poi cambiare i tempi di semina, aumentare la spaziatura delle piante per facilitare il movimento dell’aria”. Più altri diversi altri accorgimenti. La gestione del prodotto in pre raccolta è stata affrontata da Laura Stringa (Consorzio Produttori Voghera) che ha sottolineato l’incidenza sempre maggiore e in negativo dei fattori climatici.

Matteo Freddi: “I commerciali allo sbando”

I mercati di Francia e Spagna sono stati presentati dalle testimonianze di importanti imprenditori europei: Jean Claude Coisnon (Gruppo Coisnon), Javier Escrig Fuertes (DuartBlay) che hanno presentato dati e risultati. Matteo Freddi della Freddi Prodotti Ortofrutticoli ha invece lanciato un forte j’accuse. E’ partito ripercorrendo la storia dal campo al trasporto del prodotto con il carretto. Fino a oggi, e al gruppo che rifornisce stabilmente la Gdo. Nelle sue slide più che grafici, percentuali e numeri si sono letti quasi dei decaloghi: “Integrità morale; onestà verso fornitori, dipendenti, clienti; amore per il proprio lavoro e rispetto dei concorrenti”.

Ma non è finita qui: “La parte commerciale è allo sbando, non si capisce cosa succede in campagna, nel magazzino. C’è difficoltà di sistema, si sentono sempre le solite frasi fatte, i consumatori si trovano 10 cipolle diverse e non sanno cosa farne e gli sembrano tutte uguali. Dobbiamo informare di più, evitare comportamenti scorretti come non asciugare il prodotto”. La concorrenza estera? “Ma siamo sicuri di aver fatto al meglio, di aver usato tutte le applicazioni del meteo? Dobbiamo parlare di distretto, sapere le quantità qui (era all’Euronion in Francia, ndr) hanno tutte le cifre in mano”. Più chiaro di così. Serve rappresentanza e organizzazione.

E perché non puntare sull’Africa?

Matteo Zanarini, Ceo di Zanarini Srl, usa parole efficaci, ma anche immagini. Come la foto dove si vedono più mani e più cipolle. Serve organizzazione, metodo, certificazione e farlo sapere. Queste le sue proposte. Poi mostra il mappamondo con i consumi di cipolla. Ebbene in quattro continenti le prospettive di crescita al 2025 sono limitate all’1% in più. Uno stagno. In India si sale al 4%, ma in Africa si attende una crescita di oltre il 10%. Un giacimento a cui guardare e da coltivare. E come dice Zanarini: “Fate voto di vastità“. Non è solo questione di puntare su un mercato rispetto a un altro, ma di unire tutti i punti di questa massa oggi informe. Dal punto di vista pratico si potrebbe iniziare tra due anni, perché no, con l’organizzare un evento unico con Euronion. L’unione fa la forza.

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