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Fairtrade: la chiusura delle scuole pesa sulle banane (-15%)

Ma per i prossimi anni ci sono tre buone notizie. Continua il boom del cacao, crescono anche frutta fresca, secca e succhi

“Il commercio equo è lo strumento con cui cerchiamo di affermare diritti, giustizia e uguaglianza. Siamo orgogliosi di comunicare che anche nel 2020, anno della pandemia, Fairtrade Italia è cresciuta ancora“. Ha esordito così Giuseppe Di Francesco, presidente dell’organizzazione internazionale che si prefigge lo scopo di migliorare le condizioni dei produttori agricoli dei Paesi in via di sviluppo, presentando il report annuale teso a fare il punto sulla vendita dei prodotti equo-solidali in Italia. 

Boom del cacao, soffrono le banane

Thomas Zulian, direttore commerciale di Fairtrade Italia, nell’esplicitare i numeri relativi alle materie prime, ha fatto notare il boom del cacao: se nel 2015 erano 649 le tonnellate di fave vendute in Italia, nel 2020 è stata superata quota ottomila: “La crescita è del 34% anno su anno, ha commentato”.

Le banane restano comunque il primo prodotto per volumi. Crescono costantemente da 15 anni, anche se la pandemia le ha fermate: il 2020 ha registrato una perdita del 15% rispetto all’anno precedente, il che significa 13.500 tonnellate di venduto: “Le perdite sono da imputare alla chiusura delle scuole e del fuori casa – ha argomentato il manager – Ma siamo ottimisti per l’anno in corso, le prime proiezioni sul 2021 fanno comunque già sperare a un ritorno ai valori pre-crisi“.

Tre buone notizie per le banane 

L’ottimismo per l’aumento dei consumi delle banane nel 2021 e negli anni a seguire deriva anche da tre progetti che Fairtrade sta mettendo in atto. Sul fronte della produzione, verrà intrapreso un percorso specifico di sviluppo; sul fronte dei diritti, un progetto mirato cercherà di portare fuori dalla clandestinità i lavoratori della Repubblica Domenicana. Infine, sul fronte delle vendite, la pubblica amministrazione – dunque scuole e mense – incentiverà gli acquisti.

Nova Coop è best partner

Durante l’evento è stato assegnato il premio Fairtrade best partner 2020 a Nova Coop, una delle cooperative del sistema Coop presente in Piemonte, la quale ha mostrato un particolare impegno sulla filiera delle banane: “Nova Coop agisce ogni giorno per coniugare responsabilità sociale ed efficienza, coerenza con i nostri valori e sostenibilità economica delle scelte che facciamo – ha commentato Ernesto Dalle Rive, presidente Nova Coop – L’attenzione per i prodotti Fairtrade, in particolare per la frutta, è un esempio di questo impegno, un esempio di successo grazie al positivo riscontro da parte dei nostri soci e clienti”.

Cresce l’attenzione di Gdo e discount

Nyagoy Nyong’o, global Ceo di Fairtade

Quanto ai canali di vendita, dal report emerge che nel corso del 2020 gli italiani hanno speso 436 milioni di euro in prodotti contenenti almeno un ingrediente certificato Fairtrade: oltre a frutta fresca (in particolare banane e ananas) e secca, anche succhi, caffè, cioccolato e prodotti trasformati, quali cereali per la colazione, barrette, biscotti. Ma anche fiori recisi, abbigliamento in cotone e altre referenze. Grazie alle vendite Fairtrade in Italia, le organizzazioni di agricoltori e lavoratori in Asia, Africa e America Latina hanno ricevuto più di tre milioni di euro da destinare, anche, al miglioramento tecnico e produttivo. Nella Gdo italiana la presenza dei prodotti Fairtrade si è consolidata. Un esempio per tutti Coop Italia, che nel 2020 ha raddoppiato l’assortimento rispetto al biennio precedente. Anche i discount stanno mostrando una maggiore attenzione verso i prodotti equo-solidali: Lidl, In’s Mercato e Aldi hanno messo a scaffale decine di nuovi prodotti. Ha invece perso il canale Horeca, per via delle chiusure imposte dall’emergenza sanitaria. 

“Il futuro è equo – ha concluso Nyagoy Nyong’o, global Ceo di Fairtade – Chi acquista prodotti solidali vede e riconosce i diritti di tutti”.

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