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Frutta e pesticidi, ecco la “sporca dozzina” 2021

Negli Usa è stato pubblicato l’elenco dei prodotti ortofrutticoli più contaminati. Ma anche la lista dei 15 più puliti

Negli  Stati Uniti l’Environmental working group (Ewg) ha pubblicato i suoi controversi elenchi di prodotti freschi “Dirty Dozen” e “Clean 15”  che i consumatori dovrebbero – rispettivamente – evitare, o al contrario cercare, in base ai livelli di residui di fitofarmaci. L’analisi ha riguardato oltre 46mila campioni di 46 tipi di frutta e verdura.

Quest’anno, per esempio, il kale e la senape si uniscono al cavolo nella lista dei prodotti più contaminati, insieme – per la prima volta – ai peperoni dolci e ai peperoncini piccanti. L’elenco – va detto – riguarda i 12 prodotti più trattati con i pesticidi ma l’ordine non indica (e non corrisponde) il livello di pericolosità.

In più, l’Ewg ha pubblicato un report sugli agrumi, che non sono rappresentati tra i primi 12 posti in questo elenco, ma hanno attirato l’attenzione per la tendenza al rialzo delle tracce di pesticidi registrate. I mandarini in particolare, ma anche un’ampia fascia di arance, limoni e pompelmi, contenevano un fungicida che secondo l’ente no profit è stato collegato al cancro e alle irregolarità ormonali.

Questa la Dirty Dozen del 2021: Fragole; Spinaci; Kale/cavolo/senape; Nettarine; Mele; Uva; Ciliegie; Pesche; Peperoni e peperoncini piccanti; Sedano; Pomodori.

Avocado in cima alla lista Clean 15

L’Ewg compila il suo elenco annuale analizzando i dati del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (Usda) “per identificare quali frutta e verdura fresche siano più e meno contaminate da residui di pesticidi”.
Quest’anno, i magnifici 15 (considerati meno trattati e quindi più sicuri) sono: Avocado; Mais dolce; Ananas; Cipolle; Papaia; Piselli dolci (surgelati); Melanzana; Asparago; Broccoli; Cavolo; Kiwi; Cavolfiore; Funghi; Meloni verdi; Cantalupo.

“Quest’anno i test dell’Usda hanno rilevato residui di pesticidi chimici potenzialmente dannosi su quasi il 70% dei prodotti freschi non biologici venduti negli Stati Uniti – ha comunicato l’Ewg – Prima di testare frutta e verdura, l’Usda la lava e la sbuccia, come farebbero i consumatori”.

“Sia che si tratti di agricoltura biologica o convenzionale, frutta e verdura sono componenti fondamentali di una dieta sana – ha spiegato il tossicologo Ewg, Thomas Galligan – Esortiamo i consumatori che sono preoccupati per la assunzione di pesticidi a considerare, quando possibile, l’acquisto di versioni biologiche degli alimenti citati nella Dirty Dozen o i prodotti convenzionali della nostra Clean 15“. Secondo l’organizzazione no profit la maggior parte dei residui di pesticidi trovati dall’Usda è al di sotto delle linee guida federali. Ma i limiti legali non vengono considerati sempre così sicuri.

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