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Mazzarrone, un (piccolo) comitato contro l’uva senza semi

UvaDaTavolaMazzarrone

Gianni Raniolo: “L’uva Italia è una nicchia destinata a chi sa apprezzarla, ma produciamo quello che si vende”

Sei produttori di Mazzarrone (Catania) hanno dato vita al “Comitato per la tutela, la valorizzazione e la promozione dell’uva da tavola con i semi, a difesa delle tradizioni”, il cui scopo è la valorizzazione dell’uva Italia. La quale, come tutte le uve con i semi, sta subendo la pesante concorrenza delle varietà apirene.UvaMazzarroneIgp

“Le nostre uve, in particolare l’uva Italia, sono state messe in secondo piano, non hanno più spazio sui banchi della Gdo e dei mercati – spiega a myfruit.it Giuseppe Virduzzo, uno dei produttori coinvolti nel progetto – Pertanto abbiamo deciso di organizzarci per impedire che le uve senza semi, che di fatto appartengono alle multinazionali, prendano del tutto il sopravvento, facendo perdere la nostra esperienza come coltivatori e l’identità del nostro territorio”.

Il comitato intende promuovere conferenze, manifestazioni, convegni, eventi pubblici tesi ad accrescere l’immagine e i consumi delle uve con semi, ma è ancora troppo presto per parlarne: “Per ora abbiamo fatto il primo passo – sottolinea Virduzzo – Ora ci aspettiamo il seguito di altri produttori”.

A tal proposito, Gianni Raniolo, presidente del Consorzio di tutela dell’uva da tavola di Mazzarrone Igp, ha dato la sua interpretazione al problema, pur consapevole dell’unicità dell’uva Italia prodotta in Sicilia, .

Raniolo, presidente del Consorzio: “Attenzione alle battaglie perse”

“La nostra uva Italia è senz’altro invidiabile – esordisce Raniolo – ma è il consumatore che sceglie e che determina i consumi. Non bisogna vendere ciò che si produce, ma produrre ciò che si vende“.

Il Consorzio riunisce 180 aziende associate, per un totale di circa 12mila ettari vitati e seimila tonnellate di uva Igp: “La produzione della nostra uva Italia non è in discussione – prosegue – Ma bisogna prendere atto che oggi è destinata a una nicchia di consumatori, e cioè a coloro che sono in grado di comprenderne il valore e la tradizione. Il grosso dei consumi va nella direzione delle uve senza semi, è il momento del cambiamento”.

Come riferisce il presidente, i produttori dell’Igp di Marrazzarone che hanno scelto di produrre varietà apirene stanno raccogliendo risultati più che soddisfacenti: “A mio avviso – conclude – dobbiamo continuare a fare qualità, a garantire al consumatore un prodotto proveniente da agricoltura sostenibile, sensibilizzandolo verso il consumo di uva italiana, siciliana. Ma dobbiamo stare attenti agli investimenti che vanno contro i gusti del cliente finale, altrimenti rischiamo di combattere battaglie perse in partenza“.

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