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PapaMango: la Sicilia esotica conquista i mercati

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Con il frutto esotico l’azienda Bianco di Messina ha aumentato la produzione del 20%. Il titolare Enzo Amata: “Non raccoglierlo verde”

Va forte nei mercati il mango siciliano. Parola di produttore che, dopo una vita da agente di commercio nel comparto tessile, da otto anni si cura dell‘Azienda agricola Bianco, a Sant’Agata di Militello in provincia di Messina. Lui si chiama Enzo Amata e dopo limoni, arance, pompelmi, mandarini, clementine, sta raccogliendo un buon successo con il mango a marchio PapaMango che quest’anno ha aumentato del 20% la produzione.

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Enzo Amata: “Mai raccoglierlo verde. Noi abbiamo il clima, ma deve crescere la cultura”

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I mango dell’azienda siciliana

La campagna è pienamente in corso, la fase più intensa è dal 2 al 20 settembre, ma si parte dal 10 agosto e si continua fino al 10-15 ottobre. Il 2020 vede un buon successo nel raccolto e nelle vendite: “Registriamo un aumento del 20% di prodotto, non riesco a soddisfare tutta la domanda“. Enzo Amata punta sulla qualità: “Preferisco rifornire coloro che mi hanno dato fiducia nei primi tempi”. Meglio vendere un po’ meno, ma tenere alta la qualità: “Facciamo un lavoro incredibile, i miei collaboratori passano più volte sulla stessa pianta perché il frutto deve avere il giusto grado di maturazione. Non è giusta la logica che la raccolta si fa quando gli alberi sono carichi, anche per evitare il problema dei furti. Ci deve essere una gestione accurata delle piante. Ogni frutto si porta a casa quando è maturo e ha il giusto grado Brix“.

Spesso si trovano sul mercato prodotti mai giunti a un vero grado di maturazione. Il mango a volte si raccoglie verde e matura dopo, ma con risultati discutibili. “La soddisfazione più grande è stata quella di superare tutti i controlli di qualità a cui sono stato sottoposto da parte degli acquirenti. Non si può raccogliere il mango verde. In Sicilia il clima ci aiuta, ma manca ancora la cultura su come ottenere la massima qualità”.

Per Papamango una produzione di 30-35mila chili su tre ettari e mezzo

L’azienda Bianco si estende su 13 ettari, ma i frutti di PapaMango si coltivano “su tre ettari e mezzo per una produzione totale di 30-35mila chili“.
Prodotto che arriva anche alla Gdo, ma Amata sottolinea: “Ho venduto a qualche piccola catena. Ma la commercializzazione passa soprattutto per i mercati ortofrutticoli: da Rimini a Treviso, da Bologna a Milano e così arriva sul banco dei fruttivendoli”. All’estero? “Ho venduto ma preferisco l’Italia. Assicurare una fornitura costante del mio prodotto sartoriale. Le richieste sono arrivate dalla Germania e, soprattutto, da Belgio e Svizzera, quest’ultimi perché conoscono il prodotto della piazza di Milano“.

Nelle gelaterie la degustazione del PapaMango insieme al gelato e si punta su PapaAvocado

Il gelato al PapaMango

Un altro sbocco importante è quello delle gelaterie: “Come i Leoni di Cesena, il cavaliere del gelato”.
E nella gelateria Sapore di Sale al gelato si associa la degustazione del frutto. Una sorta di co-branding.
Intanto l’azienda cerca di espandere la sua offerta con il PapaAvocado e la sperimentazione con il Passion Fruit. L’esotico di casa nostra senza dimenticare i prodotti biologici dell’orto.

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