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Aglio di Voghiera Dop: miglioramento fitosanitario del seme

Redazione
Autore Redazione

La Fiera dedicata al prodotto è stata l’occasione per presentare il progetto di verifica della stabilità dei caratteri genetici e bromatologici

Si è tenuto alla Delizia estense del Belriguardo a Voghiera (Ferrara), nell’ambito della 23esima edizione della Fiera dell’aglio di Voghiera, il convegno scientifico che presentava i risultati definitivi del progetto sul miglioramento fitosanitario dell’Aglio di Voghiera Dop.

Promosso dalla Cooperativa agricola Voghierese il progetto è stato finanziato nell’ambito di un progetto di filiera a valere sul Psr 2014-2020 per lo Sviluppo rurale dell’Emilia Romagna, iniziato nell’ottobre del 2018. Tra le finalità principali un piano di miglioramento fitosanitario del seme di produzione dell’Aglio di Voghiera Dop conservandone le principali caratteristiche organolettiche.
Dopo gli interventi introduttivi da parte di Simone Bacilieri e Giorgio Marini, rispettivamente presidente del Consorzio produttori Aglio di Voghiera e presidente della Cooperativa Agricola Voghierese, sono stati Emanuele Coletti e Paola Tedeschi del gruppo di ricerca dell’Università di Ferrara (coordinato da Vincenzo Brandolini e Annalisa Maietti) a presentare i risultati più importanti dell’attività di ricerca relativa alla verifica della stabilità dei caratteri genetici e organolettici del prodotto, risanato mediante processo di riproduzione meristematica.

Nell’arco di 18 mesi, l’attività sperimentale ha riguardato in primo luogo la caratterizzazione biomolecolare dell’Aglio di Voghiera, la sua micropropagazione e successivi controlli bromatologici.
Le indagini su Aglio di Voghiera proveniente da raccolte diverse hanno confermato che il prodotto mantiene caratteristiche genotipiche costanti: il pattern genetico si è conservato immutato nel tempo.
Non solo: attraverso questa attività di ricerca e sviluppo si è potuta costituire una piccola “banca” del germoplasma con materiale da seme risanato in purezza a disposizione dei coltivatori (circa 300 piantine matrice e una base in vitro sicura e certificata).
La relazione finale completa è consultabile sul sito.

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