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“Leek Event Italia”: celebrati i 25 anni del porro ibrido Nunhems

PorroNunhems
Redazione
Autore Redazione

Si è svolta nei giorni scorsi presso l’Azienda agricola Ziviani a Isola Rizza (Verona) una speciale iniziativa a cura di BASF Vegetable Seeds per celebrare i 25 anni dall’introduzione delle varietà ibride di questa coltura

Sono stati oltre 60 i produttori e vivaisti provenienti da tutta Italia che, nei giorni scorsi, sono intervenuti al “Leek Event Italia” di BASF a Isola Rizza, in provincia di Verona, per vedere e toccare con mano le evoluzioni attraversate dalla ricerca varietale della coltura del porro, comprese le cultivar più recenti immesse sul mercato. L’ibrido di porro della società sementiera del Gruppo BASF ha infatti festeggiato il suo 25° anniversario con una speciale giornata in campo che ha permesso di osservare direttamente sette delle varietà che attualmente, per la loro alta resistenza agli agenti patogeni, la loro elevata produttività e le caratteristiche intrinseche, sono le preferite dagli specialisti. 

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Matteo Mazzotti, Sales Specialist Porro Nunhems

Nel corso dell’appuntamento, aperto dall’introduzione di Matteo Mazzotti – responsabile vendite porro per BASF, leader in Europa in questa coltura – sono state messe a confronto le diverse varietà della gamma di porro presenti sul mercato italiano ed europeo. Più nel dettaglio sono state presentate Duraton F1, varietà estiva precoce con buona resistenza alle patologie ma dalla foglia non molto eretta; Megaton F1 la più piantata al momento in Italia con una quota del 64%, anch’essa estiva, che garantisce buone prestazioni su diversi terreni e resistenza al caldo. E, ancora, Krypton F1, che presenta un fusto più corto di Megaton e consente una pulitura facile grazie al corpo uniforme con una foglia più eretta; mentre Belton F1, la quarta varietà presentata nel corso della giornata, è autunnale, con fusto allungato e grande resistenza alla ruggine e adattabilità anche a un impianto più fitto. Altro focus è stato dedicato a Pluston F1, dalla caratteristica foglia scura, con buona pezzatura e resistenza ai tripidi e a temperature rigide e produttiva anche per una raccolta primaverile. E poi Nunton F1 altra varietà autunnale più corta di Belton, dalla crescita più lenta ma con una buona resistenza agli agenti patogeni e foglie erette e scure. Infine grande interesse è andato a Chiefton F1, autentica novità 2018: si tratta di una varietà autunnale con bella uniformità, fusto più lungo rispetto a Belton, e dalla ottima resistenza a ruggine e tripide. Ottimale nel post raccolta per il pre-pack e per l’industria, in Nord Europa sta già incontrando molti consensi. Durante il “Leek Event Italia” di BASF ha poi avuto luogo una prova di raccolta porro in campo e una dimostrazione di pulizia, che ha evidenziato come il porro ibrido Nunhems sia più facile da pulire rispetto ad altri sul mercato.

Mazzotti ha inoltre fatto il punto sul tema della giornata spiegando: “Fare ricerca varietale sul porro è molto complesso, perché ha una struttura intrinseca che annovera 36 cromosomi, più di quelli di un essere umano. Diventa logico chiedersi perché Nunhems abbia deciso di investire in questa coltura, marginale rispetto ad altre. Il motivo è che siamo riusciti a concentrare il 90% del seme di porro che viene piantato in tutta Europa, garantendo margini per una buona ricerca e ponendoci tre obiettivi principali: ottenere varietà uniformi, resistenti alle patologie specifiche della pianta e con un aumento del peso specifico”. Infine nell’ambito dell’appuntamento sono stati ricordati alcuni interessanti dati di mercato: nel mondo attualmente sono coltivati a porro circa 24.000 ettari e l’Europa, con una quota di circa 19.000 ettari, detiene di gran lunga il primato produttivo. In particolare maggiori produttori di porro nel vecchio continente sono Francia (19%), Belgio (14%) e Olanda (12%), mentre in Italia la regione più produttiva è il Veneto (province di Rovigo e Verona), seguita dalla zona del Fucino e poi da Toscana, Romagna, Marche e Puglia. “A livello di superfici impiegate a porro quest’anno si è verificata una flessione rispetto al 2017 – ha concluso il responsabile vendite porro per BASF – e questo è positivo perché l’iper produzione dello scorso anno aveva portato a un crollo dei prezzi”.

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