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Mango e avocado, esperienze a confronto al Tropical Fruit Congress

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Progetti di category management, la scommessa Sicilia, l’attenzione alla comunicazione nei punti vendita, il presidio di tutto il processo sin dalla produzione. Le case history di Spreafico, Mc Garlet, Eurogroup (Rewe) e Nature’s Pride

Da una parte due attori importanti nel mercato dei frutti tropicali in Italia, dall’altra un attore di riferimento della Gdo tedesca e un importatore e distributore olandese. Sul palco della prima edizione del Tropical Fruit Congress, il convegno dedicato ai frutti tropicali partito durante la seconda giornata del Macfrut di Rimini, anche quattro case history differenti, ma accomunate dal medesimo comune denominatore: la grande crescita, in alcuni casi esplosione, dei consumi di questa categoria di frutti, ed in particolare di mango ed avocado.

A parlarne, durante la tavola rotonda moderata dal professor Roberto Della Casa, Raffaele Spreafico, direttore generale dell’omonima azienda lombarda, Luca Garletti, ceo di un’altra realtà di riferimento in italia in questo segmento di mercato come la Mc Garlet, Ulrich Spieckermann, ceo di Eurogroup, l’azienda del Gruppo Rewe che importa frutta e verdura per il mercato tedesco dall’Italia e Adrielle Dankier, direttrice commerciale di Nature’s Pride, importante realtà olandese.

Boom di consumi di mango e avocado in Europa

Che i consumi di mango e avocado siano esplosi è ormai una certezza, come d’altronde ben illustrato dai relatori del Congresso che prima della tavola rotonda hanno evidenziato quello che può essere definito come un vero e proprio boom sia in Europa che nel Mondo. Dai dati illustrati da Elisa Macchi, direttrice del CSO, è emerso come, ad esempio, la Francia sia il paese che consumi più avocado (114 mila tonnellate di consumo nel 2016 e +42% dal 2007 al 2016), mentre la Germania abbia un debole per il mango con quasi  65mila tonnellate consumate nel 2016, +56% rispetto al 2007.  L’Italia, sebbene abbia volumi decisamente inferiori rispetto a questi due paesi, ha anche i trend di crescita più elevati: il consumo di avocado, ad esempio, passato dalle 3.600 tonnellate del 2007 alle oltre 13 mila del 2016 (+261%), con una crescita vertiginosa nell’ultimo triennio. Consumi quasi raddoppiati per il mango: dalle 4.500 tonnellate del 2007 alle quasi 9.000 del 2016.

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Raffaele Spreafico, direttore generale di Spreafico

Spreafico e il progetto èSquisita

E proprio in Italia non manca studio, innovazione e dinamismo. Ne sono state un esempio proprio le due realtà italiane che hanno illustrato uno scenario in grande fermento. A partire da Raffaele Spreafico, che dopo aver condotto un attento studio insieme a università e società di ricerca, ha con la sua azienda prima cercato di individuare il percepito del consumatore italiano nei confronti di questa categoria, e di mango e avocado in particolare, ed ha poi lanciato “èSquisita”, circa due anni fa, un esempio di category management per valorizzare un’intera categoria, ormai ben presente in molte insegne della grande distribuzione italiana, sostenuto da un’attenta selezione dei prodotti di partenza e da un’importante impianto comunicativo sia in store che on line.

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Luca Garletti, ceo di Mc Garlet

Mc Garlet e la scommessa Sicilia

“Si può fare esotico in Sicilia a causa del cambiamento climatico, e possiamo farlo fornendo al mercato un ottimo prodotto”. È cambiato molto il mercato da quando, 25 anni fa, come ha ricordato Luca Garletti nel suo intervento, il consumatore pensava che l’avocado fosse una pera verde “e si lamentava perché la polpa era troppo dura”. Oggi, benché ci sia ancora molto da fare in termini di comunicazione sulle diverse varietà, i consumatori si sono innamorati di questi due frutti affascinanti e che provengono da mondi lontani. Tanto lontani che però è ormai possibile coltivarli bene e con grande soddisfazione anche in Sicilia. Garletti ha illustrato, infatti, alla platea internazionale del congresso il suo progetto in Sicilia, già partito e che intende arrivare in tre anni a 100 ettari coltivati non solo con mango e avocado, manche con lime e passion fruit, per un totale di 1 milione di kg di prodotti. Il consumatore vuole oggi mango non fibroso e avocado pronto da mangiare e con massa grassa importante: “Noi possiamo dargli prodotti con queste caratteristiche dalla Sicilia”, dalla pianta allo scaffale in 48 ore, ha concluso l’imprenditore bergamasco.

Bene i consumi in Germania, ma si parla già di saturazione

Che in Germania la richiesta di avocado, ma soprattutto di mango, proceda a gonfie vele, così come espresso dai dati è stato confermato naturalmente anche da Ulrich Spieckermann, che insieme ad un suo collaboratore che si occupa specificatamente di questi due frutti, ha mostrato lo stato dell’arte nel suo paese. “La crescita dei volumi e del fatturato è è esponenziale,  mai vista in Germania, ma indica anche che prima o poi si arriverà ad una saturazione. L’avocado ha ancora crescita, mentre sul mango c’è qualche segnale proprio di saturazione” ha commentato il manager tedesco. Così come il suo collaboratore che ha sottolineato con forza l’importanza della comunicazione al consumatore e naturalmente la qualità dei frutti che vengono venduti, dove ormai domina la richiesta soprattutto di quelli ready to eat. “Bisogna prestare attenzione a molti aspetti, all’imballaggio, al contenitore giusto, alle informazioni: ed è quello che stiamo facendo noi”.

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Adrielle Dankie, direttrice commerciale di Nature’s Pride

Coerenza, qualità e sostenibilità. I punti di forza di Nature’s Pride

Hanno iniziato nel 2001 con 7 collaboratori e 9 milioni di euro di fatturato, oggi, sono in 550 e il fatturato è salito a 400 milioni. Un risultato, quello raggiunto dall’azienda olandese Nature’s Pride, che importa frutta e verdura da più di 70 paesi nel mondo e con una specializzazione proprio nella frutta esotica, raggiunto grazie all’attenzione a moltissimi aspetti, ha sottolineato la direttrice commerciale Adrielle Dankier. A partire dalla qualità della materia prima, quindi delle differenti varietà di mango e avocado importate, alla loro maturazione, lenta e condotta in appositi locali, e cercando di collaborare il più possibile con i produttori nei paesi di origine. Collaborazione che significa anche attenzione alle loro condizioni di lavoro, allo sfruttamento dell’acqua così come al riciclo dei rifiuti: tutti aspetti fondamentali in un’ottica ca di trasparenza anche nei confronti dei consumatori, sempre più attenti a questi aspetti.

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