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Politiche agricole

Lotta alle cavallette: in Sardegna arriva la Fao

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Autore Redazione

L’organizzazione delle Nazioni Unite ha promosso il piano operativo della Regione. Copagri: “Uomini e mezzi insufficienti”

“La gestione dell’emergenza cavallette messa a punto dalla Regione Sardegna e dall’agenzia Laore è ottimale e sta proseguendo secondo gli obiettivi prefissati: ce lo confermano gli esperti della Fao che il prossimo 29 maggio verranno in Sardegna a valutare personalmente l’andamento del lavoro e poter così rafforzare questa preziosa collaborazione”. Lo afferma l’assessore dell’agricoltura, Valeria Satta, a margine dell’incontro con il commissario dell’agenzia Laore Gerolamo Solina cui hanno partecipato, in collegamento da Roma, gli esperti della Fao, in particolare Shoki Al Dobai, team manager locust dell’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura e della Fao divisione produzione e protezione delle piante (Nsp), e Alexander Latchinsky, esperto Fao di locuste e di dociostaurus. In collegamento da Nuoro il prefetto Giancarlo Dionisi.

“Abbiamo avuto conferma da parte dei massimi esperti al mondo sulla gestione delle emergenze create dalle locuste, che le diverse fasi del nostro piano operativo si stanno svolgendo nei tempi e modi migliori – afferma l’assessore Satta – Il ritardo nella gestione dell’emergenza è stato accumulato negli anni. Da dicembre la Regione Sardegna e Laore collaborano con la Fao, che oggi afferma che la strada intrapresa è quella giusta per sconfiggere il problema e allo stesso tempo salvaguardare l’ecosistema. Il nostro obiettivo – precisa l’assessore dell’agricoltura – non è infatti quello di sterminare le cavallette, ma quello di ridurre il fenomeno invasivo ad una misura tale da non creare difficoltà alle popolazioni e agli allevatori come invece sta avvenendo da anni. La Regione è al fianco degli allevatori, degli agricoltori e dei sindaci per collaborare insieme ad un risultato comune. A questo obiettivo si è aggiunta fin dal principio della mia gestione del problema, la preziosa collaborazione del prefetto di Nuoro, Giancarlo Dionisi, che ringrazio in quanto rappresenta la ferma partecipazione dello Stato alla gestione dell’emergenza, mediante la messa a disposizione delle squadre delle forze dell’ordine”.

L’incontro del 29 maggio si terrà a Noragugume, presso la centrale operativa: “Vogliamo confrontarci personalmente con gli esperti e sul territorio – afferma l’assessore dell’agricoltura – circa il lavoro che la Regione e Laore stanno portando avanti insieme ai sindaci, e i mezzi a nostra disposizione. Il problema delle cavallette – conclude l’esponente della giunta Solinas – è un problema globale, che affligge il nostro territorio da anni e finalmente abbiamo raggiunto un equilibrio nella cooperazione e nella gestione che ci sta portando ad avere un piano chiaro che, col tempo, sarà sempre più efficace”.

Copagri: “Mezzi e uomini insufficienti”

Le cavallette continuano a dilagare nelle campagne, dove la loro presenza è ormai avvertita in oltre centomila ettari di terreni, anche se i dati più precisi sulla loro diffusione e sui danni provocati li conosceremo dopo giugno; per il momento gli adulti con capacità di volare sciamano e corrono ovunque vi sia presenza di verde”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Sardegna Giuseppe Patteri, ad avviso del quale “pur con tutta la buona volontà e l’impegno di Lore, i mezzi e gli uomini impegnati sono insufficienti a contenere una piaga di questa portata”.

“Il Piano di contrasto e contenimento delle infestazioni acridiche, a detta dello stesso assessore all’agricoltura Valeria Satta, cui va riconosciuto un maggiore impegno politico sul problema rispetto al passato, è partito con notevole ritardo rispetto alla ricomparsa delle cavallette avvenuta nel 2019, tanto che si è dovuto attendere la delibera di agosto 2022 per vedere l’approvazione del Piano e l’autorizzazione alla sua attuazione”, aggiunge Patteri, secondo cui “il piano, visti gli scarsi risultati, va rapidamente aggiornato nei suoi contenuti in collaborazione con gli esperti Fao, che trattano l’argomento dal lontano 1947”.

“È necessario, inoltre, che la Regione Sardegna convochi a breve le organizzazioni agricole, mai direttamente coinvolte, e tutti gli enti interessati, per fare il punto della situazione e delle determinazioni che si intendono adottare”, prosegue il presidente, ricordando che “i produttori attendono ancora i ristori per i danni subiti negli anni a partire dal 2020, fatto questo che pone la necessità di ragionare sul possibile incremento delle risorse a tal fine disponibili”.

Secondo il direttore della Copagri Sardegna Pietro Tandeddu, “occorre acquisire le più ampie conoscenze in ordine alle modalità e tecniche di individuazione dei siti di ovodeposizione, al momento oltre 2500, ma soprattutto occorre prendere atto del fatto che i trattamenti richiedono maggiore tempestività, con mezzi meccanici sufficienti e idonei, nonché un più rilevante numero di operatori, adeguatamente formati”. “Bisogna stabilire se le arature hanno un senso e, in tal caso, stanziare le risorse necessarie a compensare le spese a carico degli agricoltori o degli enti pubblici; il monitoraggio dell’insetto antagonista, il milabris variabilis, rischia infatti di avere poco senso se non se ne può garantire una raccolta sufficiente e la sua diffusione nelle aree maggiormente aggredite. Si rifletta poi sulla possibilità che i prodotti fitosanitari usati nei terreni a conduzione biologica, siano usati in tutte le aree colpite”, conclude Tandeddu.

Fonte: Regione Sardegna e Copagri 

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