Cultiva_SUPERbanner_3-9ott
Interpoma_topnews_26set-16ott
Politiche agricole

Cia Ferrara contro i Pai: “Sistema tossico”

Massimo Piva: “Solo con un piano assicurativo che funziona possiamo pensare a un futuro concreto per il nostro sistema agricolo”

Con il decreto legge sulla liquidità, le aziende agricole potranno accedere agli interventi finanziari garantiti dallo Stato, ma per Massimo Piva, vicepresidente di Cia-Agricoltori Ferrara, non basterà a risolvere i problemi ormai strutturali delle aziende agricole, dovuti a cali produttivi, prezzi di mercato sistematicamente troppo bassi e a “un sistema assicurativo che dal 2015 è diventato un vero e proprio cappio al collo” per i produttori.

Piva si riferisce ai Pai – Piani assicurativi individuali che calcolano la potenzialità assicurativa in base alle rese colturali degli ultimi cinque anni. “Gli agricoltori faticano ad avere liquidità e dunque a produrre e investire – spiega il vicepresdiente di Cia Ferrara – principalmente perché troppo spesso lavorano per coprire i costi di produzione o addirittura in perdita, a causa delle continue contrazioni dei prezzi di mercato, dell’aumento generale dei costi produttivi e dei cambiamenti climatici. In questo contesto le assicurazioni sarebbero essenziali, ma l’introduzione dei Pai ha creato un sistema “tossico” che le rende inadeguate per garantire il reddito”.

In sostanza nella definizione dei piani assicurativi si valutano le rese degli ultimi cinque anni e in base a quelle si calcola il valore da assicurare. Ma, obbietta Piva, se in quegli anni l’azienda ha subito perdite colturali a causa di fitopatologie, gelate o grandinate, le rese si abbasseranno gradualmente.

“Per esempio, se negli ultimi cinque anni un agricoltore ha prodotto, in media, 100 quintali di pere per ettaro invece dei 300 che sarebbero il suo potenziale produttivo, la copertura assicurativa agevolata sarà calcolata su quei 100 quintali, quindi al ribasso, e non corrisponderà al potenziale produttivo che l’azienda, ovviamente, mira a raggiungere. In questo modo, alcune aziende pesantemente colpite da fitopatologie e da fenomeni atmosferici hanno visto il loro potenziale assicurativo avvicinarsi allo zero”.

Per compensare questo gap si possono stipulare le assicurazioni extra-resa, che però non sono agevolate e devono essere pagate totalmente dalle aziende. “Un onere pesantissimo -continua Piva – Un valore di oltre 6 milioni di euro tra Ferrara e Bologna e di più di 20 a livello regionale che rischia di far lavorare in perdita le aziende agricole e togliere, appunto, la liquidità necessaria per sopravvivere, pagare manodopera, costi, tasse e oneri”.

Insomma, il Pai è “una follia assicurativa che fa entrare le aziende nella gabbia delle rese”. Serve una revisione totale del sistema, magari introducendo il cosiddetto “Standard Value”, una tabella di valori definita da Ismea, che calcola le medie produttive di un areale, non della singola azienda sul quale basare la copertura assicurativa.

Assicurarsi resta fondamentale – conclude il vicepresidente di Cia Ferrara – ma deve essere sostenibile dal punto di vista economico, perché le aziende non possono rovinarsi per mettere in sicurezza i loro prodotti. E deve essere garantito il giusto risarcimento:  pensiamo che per le gelate il massimo indennizzo è dell’80%, con una franchigia del 30 che lo abbassa al 50% – così da consentire alle aziende di investire per l’annata agraria successiva. È necessario un cambiamento sostanziale, perché solo con un sistema assicurativo che funziona possiamo pensare a un futuro concreto per il nostro sistema agricolo”.

(Visited 167 times, 1 visits today)
superbanner