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Piccoli Frutti

Ingrosso: i piccoli frutti si vendono all’Horeca

piccoli frutti

Tour nei mercati di Verona, Genova e Cagliari. In questo periodo prodotto dall’estero, ribes da Olanda

Un’esplosione di formati e proposte per i piccoli frutti nella Gdo e nei mercati all’ingrosso? Abbiamo pedalato metaforicamente in un mini giro d’Italia per registrare il fenomeno. Nei mercati ortofrutticoli questi prodotti si vendono e si distribuiscono – anche verso i punti vendita della Gdo – soprattutto agli operatori medio-grandi. Più difficile la vendita ai fruttivendoli. Un canale poco fertile per lamponi, mirtilli, more e ribes.

A Verona i più richiesti sono i mirtilli

Sono 27 anni  che Mario Merci vende i piccoli frutti al mercato di Verona in un rapporto stretto con l’azienda Sant’Orsola per la distribuzione. Il confezionamento è quello standard che ritroviamo in tutti i mercati ovvero scatole con otto cestini misti da 125 grammi che fanno un chilo in totale. Negli anni è cambiata la vendita? “Abbiamo registrato un considerevole aumento nei primi anni, ma è cresciuta  l’offerta e i numeri per noi si sono così assestati”. Questa l’analisi di Mario Merci sul lungo periodo mentre oggi registra che  “si sta iniziando a coltivarli anche nel veronese“.

In questo periodo  il prodotto viene dall’estero: “Di nazionale abbiamo un po’ di lamponi dalla Basilicata mentre il cliente è soprattutto il medio commerciante che può prendere 5/10 colli al giorno, minore l’intensità di acquisto dei fruttivendoli”. Vediamo le quotazioni recenti al chilo: “Siamo intorno ai 17 euro per i lamponi, 18 per le more messicane, 13 per i mirtilli peruviani, 16 euro il ribes rosso. I più richiesti sono i mirtilli, lamponi meno perché più delicati da gestire”.

A Genova  Della Rupe vende i piccoli frutti all’ingrosso dal 1984

Lo stand di Costa Funghi al mercato di Genova

Nel mercato del capoluogo ligure incontriamo Gregorio Della Rupe, fino all’anno scorso proprietario di Costa Funghi srl e ora collaboratore dell’azienda. Una lunga esperienza con tutti i frutti di bosco, compresi i funghi. “Li vendo dal 1984 e in trent’anni è aumentata la richiesta e la qualità. Oggi c’è professionalità grazie alla riscoperta del consumatore che prima mangiava le more di rovo e il lampone in montagna. Finiti quei tempi, ora la Gdo si è organizzata con la refrigerazione e le vetrine frigo. E’ intervenuta in grande stile e in questo modo l’ingrosso ha perso volumi”. I clienti? “Fatto 100 il venduto ai fruttivendoli va al massimo il 25% mentre il restante viene acquistato dall’horeca”.

Prevale la richiesta dei professionisti? “Il consumo del pubblico è limitato, i piccoli frutti all’ingrosso si vendono soprattutto a pasticcerie e ristorazione che le usano come guarnizioni. Un fattore anche culturale, nel nord Europa il ribes, per esempio, si usa nelle salse, nei dolci e ha una funzione gastronomica. Noi vendiamo lamponi grandi e belli da vedere visto l’uso ornamentale. Non a caso i consumi aumentano il fine settimane e durante le feste quando la gente va a mangiare fuori e compra dolci nelle pasticcerie. Sono prodotti che danno una nota di colore e di acidità”.  Come a Verona anche a Genova si vendono le cassette miste con le confezioni da 125 grammi.

D’estate l’ingrosso vende i piccoli frutti nelle gelaterie

piccoli frutti C’è anche un’incidenza stagionale nelle dinamiche dei piccoli frutti: “L’estate si vende bene,  vengono richiesti dalle gelaterie sia quelle che li utilizzano come ingrediente e da quelle che si limitano alla guarnizione e li sostituiscono con gli aromi naturali”. L’origine? Ora soprattutto estera, poi la Spagna da fine marzo con i prodotti dell’Andalusia. L’Italia parte con la Sicilia, poi Calabria e Lazio, si raggiunge il Piemonte e si arriva in Trentino per  fine settembre. Noi ci riforniamo da Sant’Orsola. Ci sono produttori anche in Piemonte dove si deve lavorare ancora per migliorare il prodotto”.

Le quotazioni? “Mirtilli 12/15 euro il chilo, more 16/18 a causa della poca offerta, i lamponi 16/17 euro, ma c’è anche una seconda scelta che si ferma a 12/13 euro”. I più richiesti? “I lamponi, ma vanno bene pure i mirtilli. Poco conosciuti i ribes o l’uva spina. Serve maggiore pubblicità, all’estero vedo i bicchieri già pronti e le persone che fanno colazione con i piccoli frutti“.

Un salto nelle isole: al mercato della Sardegna

Il mercato agroalimentare della Sardegna, si trova a Sestu non a Cagliari, ospita l’azienda Frutta 10 e myfruit.it ha incontrato un suo rappresentante: Emanuele Galimberti. “Il nostro fornitore è  Garden frutta . L’origine dei prodotti  cambia stagione per stagione. In questo periodo abbiamo  ribes olandese, mirtillo cileno, lampone marocchino e le more dal Messico“. Anche in Sardegna si consumano soprattutto in primavera, ma sono presenti 12 mesi l’anno. Un’offerta differenziata, ma costante: “La richiesta è cresciuta negli ultimi anni, come anche la concorrenza, noi li lavoriamo da circa 6 anni. Prima si vendeva di più alla Gdo, poi loro si sono attrezzati tramite piattaforma”.

I clienti? “Una composizione mista. Forniamo la Gdo, poi l’Horeca, il mondo della pasticceria in particolare, la ristorazione. Poca richiesta dai fruttivendoli, lo può acquistare la bottega che, per esempio, ha la pasticceria vicina. Non per i clienti  della sua rivendita”.

Le quotazioni? Noi vendiamo la cassetta mista a circa  20 euro. Se vengono acquistati per singolo frutto il prezzo cambia”. Sulle quotazioni abbiamo anche i prezzi del Caat di Torino: “Lamponi Marocco 16/17 euro al chilo, mirtilli da Perù e Spagna 12/13 euro, le more dal Messico a 16/17 euro e il ribes dal Cile a 17/18 euro.

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