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28 aprile 2026

Via alle Tea: sei progetti in campo, tre pronti a partire

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Con sei progetti di sperimentazione già attivi e almeno altri tre pronti a partire entro il 2026, la ricerca italiana sulle tecniche di evoluzione assistita entra in una fase di piena accelerazione e si conferma un modello virtuoso d’eccellenza a livello europeo. Un avanzamento che rende ancora più urgente il completamento del quadro normativo europeo, atteso da tutta la filiera agroalimentare per poter trasformare i risultati della ricerca in strumenti concreti a disposizione degli agricoltori

È quanto emerso a Roma nel corso dell'evento Stati generali della ricerca italiana sulle tecniche di evoluzione assistita, promosso dal senatore Luca De Carlo al Senato.

L'Italia sperimenta, ma l'Europa deve ancora legiferare 

Grazie alle misure introdotte negli ultimi anni, a partire dal Decreto Siccità, prorogato per tutto il 2026. Nel settore ortofrutticolo, il Crea è impegnato nello sviluppo di nuove linee di pomodoro resistenti a parassiti come l’orobanche e con caratteristiche nutrizionali migliorate, mentre l’Università di Torino lavora su varietà più tolleranti agli stress ambientali. 

A queste iniziative si affianca il progetto della Fondazione Edmund Mach sul melo, finalizzato a contenere l’impatto delle principali patologie e a migliorare le performance produttive.

A questi progetti sono pronti ad aggiungersi quelli del programma TEA4IT, coordinato dalla ricercatrice Concetta Licciardello del Crea, che rappresenta oggi il principale piano nazionale di ricerca pubblica sulle Tea. Il progetto coinvolge colture chiave come vite, riso, frumento, melanzana e pomodoro e ha già prodotto risultati concreti, con piante pronte per la messa in campo entro il 2026, tra cui riso resistente al brusone e linee di pomodoro resistenti a parassiti e più tolleranti agli stress. Accanto a queste, sono in fase di valutazione o in corso di sottomissione nuove applicazioni su specie chiave – dalla vite al frumento – mentre è in corso un’ampia attività di studio e valutazione su numerose colture, dagli agrumi al kiwi fino ai cereali.

Sul piano europeo, il percorso normativo è entrato in una fase decisiva. Nei giorni scorsi il Consiglio dell’Unione europea ha adottato le nuove regole, segnando un passaggio importante verso l’adozione del regolamento. Resta tuttavia fondamentale che il Parlamento europeo completi rapidamente l’iter, arrivando al voto definitivo nelle prossime settimane, per evitare ulteriori ritardi e garantire un quadro normativo chiaro e operativo.

La posizione della politica 

Il senatore Luca De Carlo: “Per me è motivo di straordinario orgoglio che il mio emendamento che ha aperto alla sperimentazione in campo abbia consentito all'Italia di diventare promotore di una normativa,  che pare ad un passo dalla sua approvazione. Lo dobbiamo ai tantissimi ricercatori italiani che in questi anni avevano portato avanti progetti senza però poterli sperimentare in campo. A loro va il mio ringraziamento più sincero. Si tratta di un segnale importante per tutto il sistema agroalimentare italiano, che deve poter contare su questi strumenti per dare vita a produzioni più sostenibili e produttive. Oggi più che mai è fondamentale che le istituzioni accompagnino e sostengano questa fase". 

“Le Tea rappresentano una straordinaria opportunità per il nostro settore” ha affermato Clara Fossato, portavoce di Cibo per la Mente. “I risultati che stanno emergendo dalle sperimentazioni in campo dimostrano come sia possibile coniugare innovazione, sostenibilità e qualità delle produzioni

La voce della ricerca 

Concetta Licciardello, ricercatrice Crea ha sottolineato che "in Italia la ricerca è già una realtà operativa, con progetti che stanno portando risultati concreti su colture strategiche per il nostro sistema agricolo. Il progetto TEA4IT coordinato dal Crea rappresenta un esempio significativo di questo impegno, con attività su vite, agrumi, riso, frumento, melanzana e pomodoro, finalizzate allo sviluppo di varietà più performanti, resilienti e di qualità superiore. Parallelamente, sono in corso prove sperimentali su colture come il pomodoro, con lo sviluppo di varietà resistenti a parassiti come l’orobanche e con caratteristiche nutrizionali migliorate, viti e riso resistenti alle principali minacce biotiche". 

Mario Pezzotti, ordinario di genetica agraria all'Università di Verona ha parlato di "un passaggio fondamentale per la viticoltura, con l’obiettivo di rendere il sistema produttivo più sostenibile. I risultati ottenuti dimostrano che è possibile sviluppare varietà di vite resistenti alle principali malattie, come peronospora e oidio, intervenendo su geni specifici senza modificarne l’identità".  

Vittoria Brambilla, professoressa di botanica generale all' Università di Milano ha annunciato che "In questo clima positivo, noi ci accingiamo a trapiantare, tra poco più di un mese, per il terzo anno di fila, un campo di riso resistente a brusone, più esteso dei precedenti, da cui ci aspettiamo di raccogliere dati scientifici solidi che potranno servire a decidere se il nostro lavoro potrà essere condiviso con sicurezza con gli agricoltori quando la normativa lo consentirà". 

Giuseppe Carli, presidente Assosementi ha ricordato che "Il settore sementiero ha da sempre contribuito a valorizzare il Made in Italy, mettendo a disposizione degli agricoltori innovazione e diversità genetica. Oggi, di fronte a sfide sempre più complesse, questo percorso deve essere ulteriormente rafforzato, accelerando il trasferimento dei risultati della ricerca verso applicazioni concrete".

Infine, Federico Caruso, avvocato e partner di Sib Le, e Arturo Pironti responsabile ufficio supporto legale della Fondazione Edmund Mach: “La proposta di regolamento europeo in materia di New genomic techniques  si inserisce nel percorso di evoluzione del quadro normativo dell’Unione europea nel settore delle produzioni vegetali e dell’innovazione genetica in ambito agrario ed è attualmente ancora in fase di definizione, sebbene in uno stadio avanzato dell’iter legislativo che si auspica possa concludersi positivamente in tempi brevi. Il nodo centrale riguarda la delimitazione dell’ambito di applicazione della nuova disciplina e il suo coordinamento con le normative rilevanti nei diversi settori interessati, al fine di evitare incertezze interpretative e applicative".


Fonte: Assosementi

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