Parte il servizio civile agricolo. Alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida, questa mattina presso l’auditorium Giuseppe Avolio, il patronato Inac (Istituto nazionale assistenza cittadini), CIA-Agricoltori Italiani e Agea hanno presentato il progetto Facilitazione per l'Agricoltura Sostenibile inserito nella cornice del servizio civile agricolo.
Agea è partner formativo di questo percorso che garantisce a 40 giovani (dai 18 ai 28 anni) la possibilità di acquisire competenze trasversali in ambito agricolo e agroalimentare, incentivando prioritariamente l’aspetto dell’innovazione tecnologica nel settore primario.
Il progetto, in questa prima fase sperimentale, garantisce una capillare articolazione territoriale: le regioni coinvolte sono Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Molise, Sardegna, Sicilia, Toscana e Veneto. Il percorso formativo si articola in 12 mesi e prevede 32 ore di formazione generale e 72 ore di formazione specifica - sicurezza sul lavoro, agricoltura di precisione, norme a sostegno dell’imprenditoria giovanile e - specificamente di competenza di Agea - studio della carta nazionale dell’uso del suolo e dei sistemi di monitoraggio satellitare (Ams), dello stato delle colture, dei bisogni idrici e dei nutrienti del terreno. Il volontariato è retribuito e l’impegno richiesto è di 25 ore settimanali.
Investimento sulle competenze
Il servizio civile agricolo è un investimento sulle competenze dei giovani finalizzato anche all’accompagnamento nella costruzione del proprio futuro lavorativo. Valorizzando l'esperienza maturata nel Servizio Civile, infatti, si è evidenziato come i giovani selezionati non saranno semplici volontari ma veri e propri facilitatori digitali, in grado di ridurre il gap digitale nelle zone montane e rurali e, si legge nelle specifiche del bando, di promuovere “a biodiversità e l'agricoltura sociale.
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, ha dichiarato che “il servizio civile agricolo offre ai giovani l’opportunità di conoscere da vicino il mondo dell’agricoltura e di valorizzarne le competenze. Sono ragazzi straordinari, fondamentali per rendere le aziende più innovative, più efficienti e più competitive. Iniziative come questa, realizzate grazie alla collaborazione tra CIA-Agricoltori Italiani e Agea, dimostrano che investire sul ricambio generazionale significa costruire un futuro solido per il settore agricolo. Non si tratta di manodopera a basso costo, ma di un investimento che deve garantire ai giovani reddito, competenze e prospettive”.
Nuove politiche attive
“Ridefinire le politiche attive del lavoro in agricoltura significa strutturare azioni di accompagnamento graduale, in grado di sostenere sia i giovani sia gli agricoltori nell’affrontare un contesto produttivo e normativo sempre più complesso. Il nostro compito, come tutor formativi, è allora quello di ridurre la distanza tra innovazione, persone e territori, rendendo i processi di cambiamento più comprensibili e gestibili. Possiamo così affermare che Agea, nella sperimentazione del servizio civile agricolo, sta costruendo competenze, visione e responsabilità per trasformare un’esperienza di servizio in un investimento sul futuro”, ha commentato Fabio Vitale, direttore Agea, a margine dell’evento.
La sinergia strategica che sottende il progetto rientra nel concetto di connessione interistituzionale che Agea persegue da anni e che oggi evidenzia come, partendo dall’investimento sui giovani in termini di sviluppo di competenze tecnologiche, si può accompagnare il settore verso una nuova attrattività per i futuri imprenditori agricoli, proponendo soluzioni innovative e sostenibili, e garantendo occupabilità.
Inoltre, l’esperienza di Servizio civile diventa, nella sua declinazione agricola, più contemporanea e sempre più vicina agli interessi dei giovani: la logica è quella del ricambio generazionale agricolo, invocata non solo a livello europeo ma scolpita nel quadro italiano. I giovani (under 35-40) rappresentano oggi una minoranza degli imprenditori ma guidano innovazione, digitalizzazione e sostenibilità.
Nonostante le difficoltà legate all’accesso alla terra (si calcola che le terre abbandonate/silenti corrispondano a oltre 3,7 milioni di ettari), al credito (Agea si sta muovendo di concerto con il mondo creditizio italiano per sostenere e incentivare il settore agricolo e zootecnico italiano - https://www.agea.gov.it/portale-agea/agea-comunica/nuove-opportunita-per-il-settore-agricolo-e-zootecnico ) e a una percezione penalizzante il lavoro agricolo (pesante e poco redditizio), le aziende giovani sono in crescita, risultando più propense all'uso di tecnologie avanzate.
In Italia, infatti, nel 2025 si è registrato un aumento del 18% di occupati under 35 nel settore, evidenziando un ritorno concreto alla terra.
Fonte: Agea