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01 settembre 2026

Uva da tavola, prezzi 2026 più bassi del biennio precedente

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Il confronto tra le settimane 32 e 40 mostra per il 2026 un andamento generalmente più debole rispetto agli stessi periodi del 2024 e del 2025, soprattutto per l’uva bianca e rossa con semi.

L’uva bianca con semi parte nel 2026 da circa 3,20 euro/kg e scende fino a poco meno di 3 euro/kg alla settimana 36, mentre nel 2025 si mantiene quasi sempre sopra i 3 euro/kg e nel 2024 raggiunge un picco vicino a 3,80 euro/kg alla settimana 35. 

Anche l’uva rossa con semi presenta nel 2026 quotazioni inferiori: dopo un avvio sopra i 4 euro/kg alla settimana 33, il prezzo scende rapidamente fino a circa 2,20 euro/kg alla settimana 36. Nel 2025 il valore si muove più stabilmente tra 2,6 e 3,4 euro/kg, mentre il 2024 è caratterizzato da oscillazioni molto più ampie, con un picco intorno a 5 euro/kg alla settimana 36.

Più articolato il quadro dell’uva senza semi. Per l’uva bianca, il 2026 si apre con valori elevati, superiori a 6 euro/kg alla settimana 32, ma il prezzo scende rapidamente e si porta tra 4,2 e 4,5 euro/kg nelle settimane successive. Il 2025 mostra un andamento più regolare, tra 4,5 e 5,3 euro/kg, mentre il 2024 oscilla in una fascia più contenuta, attorno a 4,2-4,8 euro/kg.

L’uva rossa senza semi evidenzia invece una discesa progressiva nel 2026: da circa 5,4 euro/kg alla settimana 32 il prezzo scende sotto 4,3 euro/kg alla settimana 40. Nel 2025 la curva è più regolare e passa da circa 5,7 a 4,4 euro/kg; il 2024 parte da valori simili, ma registra un calo più graduale e una risalita nelle ultime settimane osservate.

Per l’uva nera senza semi, il 2026 dispone di pochi dati, ma quelli disponibili indicano valori iniziali inferiori rispetto al 2024 e al 2025: circa 4,1 euro/kg alla settimana 33, contro quasi 5 euro/kg negli altri due anni, e tra 4,4 e 4,6 euro/kg nelle settimane 35-36.

Nel complesso, i grafici del Planner Uva di myfruit.it mostrano un mercato 2026 caratterizzato da una maggiore pressione sui prezzi delle varietà con semi e da un progressivo ridimensionamento delle quotazioni anche per alcune tipologie senza semi. 

Rispetto al 2024 e al 2025, la stagione in corso appare quindi meno sostenuta, pur con differenze rilevanti tra varietà e andamento ancora condizionato dalla disponibilità di prodotto nelle diverse settimane.


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