Ingrosso

01 settembre 2026

Dai mercati: insalate, pomodori e zucchine sui 3 euro

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In città si fatica, nelle località turistiche si lavora. Questo è lo scenario attuale dell’ortofrutta nei mercati all’ingrosso. Myfruit.it lo ha registrato a Rimini la settimana scorsa e lo conferma oggi al mercato ortofrutticolo di Pescara, che serve le località marine abruzzesi. Meno brillante Padova, dove si attende il rientro e il ritorno alla normalità post‑estiva.

Cambia la location, ma c’è una costante: il gran caldo, manifestato in continue e mai concluse ondate di calore, ha sfalsato la programmazione e creato buchi che fanno schizzare alle stelle alcune referenze. Le insalate in media quotano sui 3 euro, con punte fino a 5 euro. Trend simili per i pomodori, con prezzi oltre i 3 euro e il grappolo olandese - meno presente quello italiano, considerato di qualità inferiore - che li sfiora.

L’uva si presenta con prezzi più accessibili: anche la senza semi standard mantiene quotazioni contenute, mentre alcune varietà arrivano ai 4 euro al chilo. Sul finale, la frutta di stagione mostra prezzi meno sostenuti: nettarine, meloni, angurie. Per alcune varietà tardive si arriva fino a fine settembre. Questa settimana myfruit.it ha intervistato Angelo Palestini dal mercato di Pescara e Roberto Boscolo da Padova.

A Pescara il bel tempo allunga la stagione turistica e quella del mercato 

L’estate non è ancora finita sulla costa abruzzese. Le temperature restano alte e il turismo continua a sostenere i consumi, anche oltre il tradizionale picco di Ferragosto. A confermarlo è Angelo Palestini, imprenditore ortofrutticolo del mercato di Pescara e vicepresidente nazionale Fedagro Giovani con delega al Sud, che traccia un bilancio positivo della stagione e anticipa le dinamiche che accompagneranno l’ingresso nel mercato di settembre.

Palestini: "Il turismo sta allungando la stagione"

"Le temperature elevate hanno favorito il lavoro sulla costa: i turisti ci sono stati e continuano ad arrivare anche in questo periodo in cui solitamente vanno via. A fine agosto i prezzi sono più accessibili rispetto a Ferragosto e questo aiuta ulteriormente la domanda". Una condizione che ha permesso al mercato pescarese di mantenere volumi vivaci per tutto agosto.

Ortaggi in sofferenza: il caldo estremo riduce l’offerta e prezzi alti

Se la domanda è rimasta sostenuta, l’offerta invece ha mostrato criticità. "Siamo a fine stagione della frutta, ma soprattutto mancano molti ortaggi" spiega Palestini. "Zucchine per esempio sono difficili da reperire: il troppo caldo ha bruciato le piante e ridotto la qualità". Le zucchine, che d’estate tradizionalmente scendono di prezzo, quest’anno viaggiano intorno a 2,50 euro il chilo, una quotazione anomala per il periodo.

I pomodori verso i 3 euro il chilo, il Grappolo è olandese 

Situazione simile per i pomodori: "Il ciliegino è a 3 euro, il Pixel a 2,50, e il grappolo olandese – di serra e più resistente – si vende a 2,50 euro. La merce italiana estiva, soprattutto quella fuori serra, è costosa e non ha tenuta: il caldo ha compromesso la qualità".

Insalate in difficoltà: lattughe e iceberg ai massimi: oltre 3,5 euro

Le insalate seguono la stessa dinamica. "Lattuga e Trocadero sono a 3–3,50 euro, con poca merce disponibile e non di grande qualità" racconta Palestini. L’Iceberg, scaricata dall’Olanda, raggiunge 18 euro a collo (circa 6,5 kg), mentre la Spagna offre prodotto scadente che il mercato pescarese non sta trattando".

Frutta estiva: pesche, nettarine e percoche tengono fino a settembre. Uva: qualità alta e abbondanza di prodotto

Sul fronte della frutta, la stagione è stata abbondante. "Pesche e nettarine hanno avuto buona disponibilità e qualità. Stiamo lavorando le ultime partite siciliane e un po’ di merce tardiva emiliano-romagnola. Continueremo fino a fine mese" spiega Palestini. Le quotazioni sono stabili: fino ai 2 euro per pesche e nettarine, 3,50 euro per la percoca di Leonforte Igp, che proseguirà fino a ottobre insieme alla percoca spagnola". 


Ottimo andamento per l’uva. "La stagione è partita in anticipo e la fioritura è stata buona: c’è prodotto e qualità" afferma Palestini. L’uva Vittoria pugliese si muove tra 1 e 2 euro, mentre le varietà senza semi premium – come quelle di Orchidea – arrivano a 4 euro. Quest’anno l’uva non ha avuto problemi sulla pianta, quindi il mercato è ben fornito".Per il consumatore i prezzi sono buoni, non tutti i produttori però esultano. 

Angurie e meloni verso la chiusura. Buoni auspici per settembre 

La stagione dei cocomeri si avvicina alla fine. "Stiamo lavorando prodotto locale della zona del Vomano, perché il pugliese è terminato. Il prezzo è intorno a 1 euro vista la scarsità del prodotto". Anche i meloni mantovani tardivi stanno chiudendo la stagione, con quotazioni tra 1,70 e 1,80 euro.

Il mercato di settembre si annuncia positivo, ma resta legato all’andamento climatico. "La stagione si sta allungando grazie al bel tempo. Appena arriveranno le prime piogge e il fresco, i consumi cambieranno rapidamente" conclude Palestini. "Per ora il mercato tiene, ma il caldo estremo ha lasciato segni evidenti sulla produzione".

Boscolo da Padova: “Situazione drammatica, prezzi folli e vendite mediocri”

Al mercato ortofrutticolo di Padova il clima è tutt’altro che sereno. La stagione estiva, segnata da caldo estremo e cicli produttivi saltati, ha generato una tensione senza precedenti su prezzi e disponibilità. A raccontarlo è Roberto Boscolo, grossista del mercato e presidente Fedagro Padova, che non usa mezzi termini: “La situazione è drammatica. Prezzi folli, vendite mediocri perché i prezzi sono fuori controllo”.

Insalate senza ciclo: “Manca prodotto per almeno un mese, si arriva a 5 euro”

Il primo fronte critico riguarda le insalate. “Il caldo continuo dell’estate ha impedito i trapianti: manca un ciclo completo e quindi manca prodotto. E mancherà ancora per un mese abbondante” spiega Boscolo. Le quotazioni sono fuori scala: la Gentile viaggia sui 3–3,30 euro, mentre Scarola e Riccia arrivano a 5 euro. Anche la romana si colloca intorno ai 3”.

Pomodori: “Qualità scarsa, Grappolo olandese sui 3 euro”

Il pomodoro è il vero nodo della stagione. “Le aste in Olanda chiudono a prezzi folli: 3,20–3,30 euro. Il grappolo arriverà a Padova a 3,30–3,50 euro”. La produzione italiana è al minimo: “C’è pochissima merce e di scarsa qualità. Sicilia non ha prodotto, Fondi ha poco ed è carissimo. Il caldo ha bruciato tutto”.

Il datterino è il più caro: 4–4,50 euro, Il ciliegino segue la stessa dinamica sui 3/3,50. Il grappolo è il prodotto che soffre di più, con qualità compromessa e disponibilità ridotta.

Zucchine in salita: “La produzione locale si è dimezzata”, prezzi fino ai 3 euro

Anche le zucchine mostrano tensione. “La produzione locale che rifornisce Padova, Verona ha subito la tempesta e preso l’acqua. Qui si è dimezzata la quantità e così cominciano a mancare anche le zucchine”. Le quotazioni: 2–2,50 euro per la zucchina media, fino a 3–3,50 euro per le partite migliori.

Frutta: meno problemi, ma tensioni sull’importazione

Sul fronte della frutta la situazione è meno critica, ma non priva di segnali. “Siamo a fine stagione delle pesche locali. C’è prodotto di importazione, buono, ma anche quello comincia a muoversi perché manca l’alternativa italiana”.

Le quotazioni: per nettarina bianca e gialla con calibro 3A, 1,50–1,80 euro.

Peperoni: dopo il caos, ora stabilità

Il peperone ha vissuto settimane difficili: “Fino a 10–15 giorni fa era un disastro”. Ora la situazione è più stabile, ma i prezzi restano alti: 3,20–3,80 euro, con prodotto proveniente da Polonia e Spagna.

Uva: qualità buona e prezzi accettabili

L’uva è uno dei pochi articoli con equilibrio. “Una buona uva senza semi va da 2,30 a 2,50 euro. La Vittoria si muove tra 2 e 2,20 euro”. Un segmento che non mostra le tensioni degli ortaggi.

Meloni e angurie verso la fine

Il melone liscio mantiene quotazioni tra 2 e 2,50 euro, mentre il retato si colloca su 1,50–1,60 euro. Le angurie invece iniziano a scarseggiare: “Manca prodotto buono e c’è anche meno consumo. Siamo sui 50–60 centesimi”.

Patate e cipolle: i prezzi dei prodotti locali

Le cipolle bianche mostrano buona qualità, con prezzi tra 0,80 e 1 euro. Le patate locali (Cologna Veneta e zone limitrofe) si collocano su 0,60–0,70 euro.

“Un anno complicatissimo: il caldo ha stravolto tutto”

Boscolo chiude con una sintesi netta: “Quest’anno è complicatissimo. Il caldo ha bruciato, bloccato, ritardato o anticipato tutto. I prezzi sono fuori controllo e la qualità è scarsa. L’anno scorso avevamo più equilibrio, quest’anno no”.

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