Frutta e verdura con problemi e rischi per la salute umana, almeno quella individuata, otto volte su dieci arriva da Paesi extra Ue. Ma non si gridi all'invasione degli ultracorpi stranieri, anche prodotti italianissimi e identitari sono stati rilevati come contaminati. Anche se il problema dei trattamenti differenziati extra-Ue è rilevante.
Nel 2025 1.572 notifiche su frutta e verdura, il 18% del totale
Il Rapporto Annuale 2025 dell’Alert & Cooperation Network descrive come l’UE monitora la sicurezza alimentare attraverso controlli ufficiali e scambi rapidi di informazioni tra Stati membri. Nel 2025 sono state registrate 1.572 notifiche su frutta e verdura, pari al 18% del totale, e il 67% riguardava rischi sanitari legati a pesticidi, micotossine e contaminazioni microbiologiche. I prodotti provenienti da Paesi non Ue rappresentano il 78% delle segnalazioni, con Turchia ed Egitto tra le origini più frequenti.
Germania, Bulgaria e Francia risultano i Paesi che hanno notificato più casi, soprattutto ai controlli di frontiera. Il rapporto conferma l’efficacia del sistema europeo nel prevenire rischi e ritirare rapidamente prodotti non conformi dal mercato.
Le più segnalate? Frutta secca, peperoni, agrumi
Le analisi mostrano una distribuzione ampia dei prodotti coinvolti: la frutta secca rappresenta il 18% delle segnalazioni, i peperoni il 15%, gli agrumi il 6%, mentre il restante 61% comprende fagioli, frutti di bosco, funghi e frutta a nocciolo.

Come negli anni precedenti, i residui di pesticidi sono il problema più frequente. Peperoni, pomodori, agrumi, fragole, fagioli e foglie di vite risultano i prodotti più colpiti. Subito dopo compaiono le micotossine, in particolare aflatossine e ocratossina A, rilevate soprattutto nei fichi.
Vediamo i dati nel dettaglio. Nel 2025, il problema più frequente segnalato per frutta e verdura riguarda i residui di pesticidi, che rappresentano il 59% delle notifiche e coinvolgono sostanze come clorpirifos e acetamiprid. Le micotossine costituiscono il 15% dei casi, con ocratossina A e aflatossine tra i contaminanti più rilevati. Un altro 15% riguarda contaminanti diversi, dagli inquinanti ambientali ai contaminanti di processo. I problemi di etichettatura incidono per il 4% delle segnalazioni, mentre un ulteriore 4% è legato alla presenza di microrganismi patogeni come Listeria monocytogenes e Salmonella. I metalli pesanti, in particolare cadmio e piombo, rappresentano il restante 3%.

Controlli alle frontiere: la Turchia e l'Egitto i Paesi con più segnalazioni
La maggior parte delle notifiche relative a frutta e verdura riguarda prodotti provenienti da Paesi non appartenenti all’Ue, che nel 2025 rappresentano il 78% del totale. La Turchia è il Paese più frequentemente segnalato, soprattutto per fichi, agrumi e peperoni, un dato influenzato dai controlli rafforzati previsti dal Regolamento (Ue) 1793/2009.
L’Egitto segue come secondo Paese più notificato, in particolare per arance e altri agrumi. India e Cina compaiono con frequenza minore.
Gli Stati che segnalano con più frequenza
Sul fronte dei controlli, Germania, Bulgaria e Francia sono gli Stati membri che hanno segnalato il maggior numero di casi. Per le micotossine, il 77% delle notifiche deriva da controlli alle frontiere e il 75% dei prodotti viene respinto. Per i residui di pesticidi, il 54% delle notifiche nasce da controlli alle frontiere e il 39% dei prodotti viene respinto.
Etichettatura e violazioni documentali
I problemi di etichettatura costituiscono il terzo tema più segnalato nel 2025. Le irregolarità riguardano date di scadenza errate o mancanti, etichette non tradotte nella lingua del Paese di destinazione e assenza di informazioni obbligatorie come ingredienti, modalità d’uso e valori nutrizionali.
Accanto a questi compaiono casi di alterazione dei documenti, falsificazione di fatture, mancato rispetto dei controlli obbligatori alle frontiere e difetti di tracciabilità.
Un sistema che evolve continuamente, ma i produttori vogliono più controlli
Il quadro normativo europeo prevede misure specifiche per gli alimenti di origine non animale provenienti da Paesi terzi, attraverso il Regolamento di esecuzione (Ue) 2019/1793. Questo regolamento stabilisce controlli rafforzati, misure d’emergenza e, in alcuni casi, la sospensione dell’ingresso nell’UE di prodotti considerati a rischio. Le liste dei prodotti soggetti a tali misure vengono aggiornate almeno ogni sei mesi, sulla base delle nuove evidenze raccolte dalle autorità competenti.
Il Rapporto Annuale 2025 dell’Alert & Cooperation Network conferma l’efficacia del sistema europeo di monitoraggio e cooperazione. Grazie a controlli rigorosi, scambi rapidi di informazioni e misure tempestive, l’Ue continua a garantire un elevato livello di protezione per i consumatori, intervenendo con decisione ogni volta che un rischio emerge lungo la filiera agroalimentare. Ma gli operatori italiani non sono convinti e spesso mettono al centro delle loro rivendicazioni la necessità di maggiori controlli.
Va ricordato che vengono segnalati anche prodotti italiani. Nel mese di ottobre due segnalazioni riguardano prodotti di origine italiana. L'allerta per la presenza di Salmonella Typhimurium monofasica e Salmonella Strathcona in pomodori ciliegino italiani e la seconda relativa alla sospetta presenza di Salmonella Napoli in rucola italiana. Due alert indicati come seri.