Definire un unico standard della sostenibilità che possa identificare tutto il mondo dell’ortofrutta agli occhi del consumatore, ma anche a quello dello distribuzione. È l’ambiziosa sfida presentata da Italia Ortofrutta, l'Unione Nazionale che rappresenta e tutela le Organizzazioni di Produttori (Op) del settore ortofrutticolo, durante una partecipata conferenza stampa che si è svolta al Macfrut di Rimini.
Generazione Ortofrutta, oltre la frammentazione delle certificazioni
Si chiama Generazione Ortofrutta il progetto che intende fornire a tutto il mondo ortofrutticolo, e non solo al mondo delle OP aderenti a Italia Ortofrutta, uno strumento che possa identificare in modo univoco, e soprattutto misurabile, tutte le pratiche sostenibili in essere all’interno di questa frammentata filiera, che lo è anche quando si parla di certificazioni. “Abbiamo pensato di immaginare una certificazione di sostenibilità che parta dal basso e racconti cosa fanno i produttori” ha dichiarato Andrea Badursi, presidente Italia Ortofrutta, che ha sottolineato l’importanza dei contratti di filiera per la realizzazione di progetti di questa portata.
Progetto pilota con 28 Op
Il progetto pilota è già partito e vede la partecipazione di 28 OP di Italia Ortofrutta, in rappresentanza di 17 regioni, 4005 soci produttori e 33mila ettari di terreno coltivato. “Il progetto completa idealmente un percorso già in essere” ha spiegato Vincenzo Falconi, direttore di Italia Ortofrutta. “Il prerequisito è l’adesione al Sistema Qualità Nazionale di Produzione Integrata (Sqnpi). Siamo partiti da qui creando un gruppo di lavoro che comprende i produttori, il Masaf e il Crea. Perché vogliamo fornire standard unici chiari, verificabili e misurabili”.
Andare oltre le singole certificazioni
Si parte, quindi, da standard comuni: Sqnpi, Global Gap e naturalmente il regolamento europeo del biologico. Ma poi si va oltre nel tentativo di unificare un settore che ha peculiarità tutte sue ma che non può continuare ad essere così diviso e frammentato anche quando si parla di sostenibilità. Sono stati identificati, a questo scopo, 34 parametri comuni: l’obiettivo è quello di valorizzare quanto di buono è già stato fatto sino ad ora, ma non è stato comunicato come sarebbe stato necessario.
“Faremo una campagna di comunicazione che avrà come hub il sito di Generazione Ortofrutta” continua Falconi. “Il settore ha bisogno di far sapere tutte le cose buone che fa. Ci sarà un bollino comune e poi iniziative che coinvolgeranno enti certificatori e la distribuzione”.
Parametri comuni e verificabili
L’operazione vede il coinvolgimento del Crea, il principale ente pubblico nazionale italiano dedicato alla ricerca nel settore agroalimentare. “Come ente pubblico di ricerca possiamo mettere a disposizione competenze scientifiche che definiscono parametri di misurabilità della sostenibilità di cui tutti parliamo”, ha affermato Maria Chiara Zaganelli, direttrice generale del Crea. “Possiamo inoltre accompagnare le singole imprese nel tradurre le metodologia in reali progetti di sostenibilità. È giunto il momento di far vedere dove realmente esista la sostenibilità e dove ha portato oggettivamente dei risultati”.
Fare un passo indietro per il bene comune
“Abbiamo grandi aspettative da questo progetto. Auspichiamo che finalmente il mondo produttivo capisca che se si va uniti si può avere un posizionamento migliore”. Nel suo intervento, Giuseppe Blasi, capodipartimento del dipartimento della politica agricola comune e dello sviluppo rurale (DIPACSR - MASAF), ha sottolineato con forza le potenzialità di un progetto che intende andare oltre i tanti disciplinari che in questo momento sono presenti nel mondo ortofrutticolo quando si parla di sostenibilità e che creano una sorta di anarchia difficilmente gestibile e spesso mette in difficoltà i produttori, costretti ad adeguarsi ai tanti standard che, ad esempio, la Gdo richiede in materia di sostenibilità. “Tutti però devono fare un sacrificio comune” ha rimarcato Blasi, confidando nella buona volontà di tutte le aziende del comparto a rinunciare a singoli sistemi di certificazione confluendo in un unico contenitore in grado di rappresentare tutta la filiera.
A conclusione dell’incontro, anche gli interventi di due esponenti di Op che hanno aderito a Generazione Ortofrutta – Maria Luisa Terrenzio di Prima Op Bio e Salvatore Pecchia di Asso Fruit Italia, che hanno illustrato l’impegno delle rispettive organizzazioni nel raggiungimento di svariate certificazioni nel mondo della sostenibilità e, ora, la speranza di poter avere un unico strumento con il quale confrontarsi sia con la distribuzione che il consumatore finale.