Realco Società Cooperativa, leader della Gdo emiliana con insegne Sigma, Ecu ed Economy per un totale di 130 punti di vendita, depositerà entro fine gennaio al Tribunale di Bologna la richiesta di concordato preventivo.
La decisione arriva dopo che l’esperto Bruno Bartoli, nominato dalla Camera di Commercio dell’Emilia, ha bocciato il piano di composizione negoziata della crisi presentato dall’azienda.
Bilancio 2024 in rosso
Il 2024 è stato un anno drammatico per i conti di Realco: le perdite nette hanno superato i 15,7 milioni, a fronte di ricavi netti scesi a 314 milioni contro i 340 milioni del 2023. L’indebitamento complessivo raggiunge i 60 milioni, di cui 20 verso il sistema bancario.
A novembre 2025 era già scattata la cassa integrazione straordinaria per i 94 dipendenti della sede centrale di Pieve Modolena (Reggio Emilia), motivata da un forte calo dei volumi di vendita.
Dal piano di risanamento al concordato
Il progetto di risanamento – elaborato con il supporto del professor Stefano Montanari e dell’avvocato Linda Morellini – prevedeva un ridimensionamento della rete distributiva, la vendita di immobili e la ristrutturazione delle società controllate come Gedis.
Respinto dall’esperto indipendente, ha aperto la strada al concordato preventivo, procedura che Gedis ha già avviato in parallelo. L’obiettivo dichiarato è un’aggregazione strategica con uno dei principali gruppi della grande distribuzione organizzata, che ha già manifestato interesse concreto.
Rassicurazioni ufficiali dall'azienda
"Non è in discussione la prosecuzione dell’attività aziendale”, ha dichiarato l’azienda in una nota riportata da Il Resto del Carlino.
Il concordato tutelerà clienti e fornitori, pur prevedendo possibili limitazioni temporanee dei servizi fino all’approvazione del tribunale. Priorità assoluta: preservare i 1.600 posti di lavoro diretti e dell’indotto, garantendo standard operativi.
Conseguenze per la filiera ortofrutta
Realco è interlocutore strategico per fornitori e produttori agroalimentari della Gdo emiliana. In un mercato già sotto pressione, l’aggregazione prospettata potrebbe garantire la continuità delle forniture, evitando impatti traumatici per la filiera locale.