Nell’attuale contesto di crescente attenzione al valore e di profonda trasformazione dell’esperienza in-store, i consumatori chiedono chiarezza, coerenza e informazioni affidabili nel punto esatto in cui prendono le decisioni di acquisto: lo scaffale.
È quanto emerge da una nuova ricerca globale indipendente di Pricer, leader mondiale nelle tecnologie per il retail e per la comunicazione e la digitalizzazione in-store, che ha coinvolto 5.000 consumatori in Italia, Regno Unito, Francia, Germania e Stati Uniti, con l’obiettivo di analizzare i comportamenti, le aspettative e le nuove dinamiche che stanno ridefinendo lo shopping fisico.
Gli insight globali: esperienza sincronizzata, scaffali pieni e basi digitali
A livello globale, la ricerca evidenzia un’evoluzione ormai trasversale dei comportamenti di acquisto: 8 shopper su 10 si aspettano un’esperienza coerente e sincronizzata tra canali online e offline; 6 su 10 richiedono una maggiore profondità digitale direttamente a scaffale; 7 su 10 dichiarano di abbandonare il negozio quando trovano scaffali vuoti.
Questi dati delineano un quadro chiaro: indipendentemente dal mercato, prezzo, chiarezza informativa e affidabilità operativa rappresentano oggi le basi imprescindibili dell’esperienza retail. Senza queste fondamenta, la fiducia viene meno e l’esperienza in-store perde rilevanza, anche in presenza di soluzioni digitali avanzate.
Italia, un mercato chiave tra ricerca di valore e trasparenza digitale
All’interno di questo scenario globale, l’Italia emerge come un mercato particolarmente significativo, in cui la ricerca pragmatica del valore si combina con una domanda molto elevata di trasparenza. Gli shopper italiani mostrano infatti i livelli più alti di attenzione al prezzo dell’intero studio, con quasi 9 consumatori su 10 iper-sensibili alle variazioni di prezzo a scaffale.
Il confronto dei prezzi è una pratica diffusa e sistematica, con un tasso di comparazione a scaffale che raggiunge l’83%, mentre risulta meno centrale il monitoraggio del totale del carrello. L’attenzione si concentra quindi sul valore del singolo prodotto, più che sulla spesa complessiva, rafforzando l’idea di uno shopping altamente selettivo e consapevole.
In questo contesto, il concetto di equità assume un ruolo centrale. A differenza di altri mercati, dove l’accuratezza tecnica è il principale parametro di valutazione, gli shopper italiani chiedono una dimostrazione concreta della correttezza del prezzo, pretendendo coerenza, chiarezza e leggibilità nel punto esatto in cui avviene la decisione di acquisto. Le promozioni continuano a giocare un ruolo chiave – 6 consumatori su 10 cercano attivamente offerte – ma non sono sufficienti se non accompagnate da trasparenza e comprensibilità.
Accanto al prezzo, emerge con forza anche il tema del valore “con significato” (Value with Meaning). Il 58% degli shopper italiani desidera trovare direttamente a scaffale informazioni su sostenibilità e provenienza dei prodotti, confermando l’Italia come uno dei mercati più sensibili all’integrazione tra convenienza economica e contenuto valoriale.
L’Italia evidenzia, inoltre, un forte ”youth gradient”: Gen Z e Millennials risultano i segmenti più attivi nell’utilizzo di strumenti digitali per verificare offerte, confrontare alternative e cambiare brand quando il valore non è percepito come chiaro.
Lo scaffale come nuovo punto di fiducia
Nel complesso, i dati mostrano come lo scaffale fisico stia evolvendo da semplice spazio espositivo a luogo chiave di costruzione della fiducia. È qui che gli shopper si aspettano di trovare conferma della correttezza del prezzo, della disponibilità dei prodotti e della coerenza tra canali fisici e digitali.
In questo scenario, le Electronic Shelf Labels (ESL) e le soluzioni digitali a scaffale assumono un ruolo strategico, permettendo ai retailer di garantire allineamento dei prezzi, chiarezza delle promozioni e accesso immediato alle informazioni più rilevanti per il consumatore.
In questa direzione si inserisce anche Pricer Avenue™, la nuova piattaforma di comunicazione a scaffale che amplia le possibilità informative nel punto vendita, trasformando lo scaffale in un vero e proprio canale dinamico di storytelling e valorizzazione dell’offerta. Per il mercato italiano, in particolare, lo scaffale diventa il punto in cui la promessa di valore deve essere dimostrata in modo tangibile, continuo e credibile.
La sfida per i retailer è quindi quella di trasformare il punto di vendita in un ambiente capace di rispondere a consumatori sempre più informati, esigenti e pronti a cambiare, costruendo un’esperienza in-store basata su trasparenza, affidabilità e fiducia, elementi ormai decisivi per la competitività nel retail contemporaneo.
Fonte: Pricer