Federdistribuzione, in rappresentanza del settore del retail moderno, ha preso parte al tavolo convocato con urgenza dal ministero delle Imprese e del made in Italy con il Garante per la sorveglianza dei prezzi, Mr Prezzi, per un confronto sulle potenziali ricadute che le tensioni geopolitiche in Medio Oriente potrebbero avere sull’andamento dei prezzi al consumo.
Nel corso dell’incontro, Federdistribuzione ha rilevato come il rischio che la forte incertezza sul fronte dei prezzi energetici e dei carburanti si trasformi in un fattore di instabilità e possa colpire l’intera filiera, con un impatto rilevante sul settore distributivo che, per via dell’elevata componente legata ai trasporti delle merci, al mantenimento delle catene del freddo e alla necessità di condizionamento degli ambienti, è fortemente energivoro.
Considerando che al momento è prematuro valutare quali possano essere gli effetti dell’attuale crisi, di cui al momento non si intravedono le prospettive temporali, Federdistribuzione ha ribadito l’importanza di mantenere alta l’attenzione lungo tutta la filiera affinché le attuali tensioni sull’energia non inneschino spinte ad aumenti dei prezzi non supportate da evidenze oggettive.
Il richiamo a un senso di responsabilità e collaborazione deve coinvolgere tutti gli attori lungo la filiera, in un contesto caratterizzato, inoltre, da un andamento debole dei consumi. Le imprese della Distribuzione Moderna manterranno il loro impegno per evitare dinamiche che possano scaricare costi non giustificati sulle famiglie e saranno vigili davanti a eventuali richieste ingiustificate di aumento dei listini dei beni di largo consumo.
Filippo Parrino (Legacoop Agroalimentare): "Serve vigilanza per evitare rincari ingiustificati"
Le tensioni geopolitiche internazionali e i possibili effetti sui mercati energetici e sulla logistica globale impongono un monitoraggio attento per evitare nuove pressioni sui prezzi alimentari. È quanto emerso nel corso della riunione della Commissione Allerta Prezzi, alla quale ha partecipato il vicepresidente vicario di Legacoop Agroalimentare e presidente di Legacoop Sicilia, Filippo Parrino.
Dai dati presentati nel corso dell’incontro emerge che l’inflazione generale si attesta all’1,6%, mentre il cosiddetto “carrello della spesa” registra un aumento del 2,2% su base annua, confermando una dinamica che vede i beni di prima necessità crescere più rapidamente rispetto all’indice generale dei prezzi.
Nel confronto tra i comparti alimentari si segnalano tensioni in particolare nelle filiere delle carni, con la carne bovina che registra incrementi significativi, e nel comparto delle uova. Nei mercati ortofrutticoli, invece, incidono gli effetti delle condizioni climatiche avverse su alcuni prodotti stagionali. Permangono inoltre criticità legate ai costi energetici e ai fertilizzanti, con aumenti già rilevati nelle quotazioni dell’urea, elemento chiave per la produzione agricola.
"La crisi internazionale – ha dichiarato Parrino – potrebbe produrre effetti rilevanti sulle filiere agroalimentari attraverso tre principali canali: energia, fertilizzanti e logistica internazionale. Il blocco o il rallentamento delle rotte commerciali nello Stretto di Hormuz e nel Canale di Suez rischia di incidere sui costi di trasporto e sull’export agroalimentare, con possibili ripercussioni sui mercati".
Nel corso della riunione è stato inoltre segnalato il rischio di fenomeni speculativi legati alle aspettative sui mercati energetici con ripercussioni per i settori agroalimentare e della pesca. Per questo motivo è stata ribadita l’importanza di un monitoraggio costante dei prezzi lungo tutta la filiera.
"In questa fase – ha aggiunto Parrino – la priorità è vigilare e monitorare con attenzione l’evoluzione dei costi, evitando che tensioni internazionali si traducano in aumenti ingiustificati per imprese e consumatori. Legacoop ha già attivato un sistema di allerta tra le cooperative associate per segnalare tempestivamente eventuali incrementi dei costi di produzione".
La Commissione ha confermato che le riunioni proseguiranno con cadenza settimanale, con l’obiettivo di seguire l’evoluzione dello scenario e valutare eventuali misure di intervento. "Il lavoro di monitoraggio – ha concluso Parrino – è fondamentale per garantire trasparenza nei mercati e tutelare sia le imprese della filiera agroalimentare sia il potere d’acquisto dei cittadini".
Fedagripesca Confcoop chiede lo stop temporaneo alle accise
Un intervento del Governo sulle accise dell’energia per compensare i rialzi di quest’ultima settimana, poiché è assolutamente impossibile per le aziende agroalimentari riuscire a scaricare completamente o anche solo in parte su distributori e consumatori finali l’aumento dei costi di produzione. È questa la richiesta avanzata dal presidente di Fedagripesca Confcooperative, Raffaele Drei, che ha partecipato alla riunione della Commissione di Allerta rapida convocata oggi dal ministero delle Imprese.
“C’è grande preoccupazione tra le nostre strutture cooperative trasformazione – ha spiegato il presidente - per il costo del gas già raddoppiato e per l’incremento del costo dell’energia elettrica. Le quotazioni risultano in crescita e le previsioni per le forniture delle prossime settimane indicano un ulteriore possibile surriscaldamento dei prezzi. Non potendo intervenire sul costo della materia prima, il Governo potrebbe a nostro avviso attivarsi da subito con una misura di salvaguardia temporanea, magari per un mese o alcune settimane, per ridurre o bloccare le accise così da fare compensare anche solo parzialmente ingenti aumenti del costo energetico per le aziende”.
“Si spera che il conflitto duri davvero duri poco e non vada oltre le due settimane”, ha argomentato il presidente, che ha posto l’attenzione nel corso del suo intervento anche sulle difficoltà relativa alla logistica, con il blocco di diversi container già imbarcati o in transito che trasportano produzioni di ortofrutta fresca, mele e kiwi, nonché sui possibili aumenti dei prezzi delle commodities cerealicole, legati al rialzo dei noli e dei premi assicurativi sulle importazioni che sono schizzati in pochi giorni fino a un costo di 2 milioni per una nave”.
A preoccupare infine la federazione agricola di Confcooperative c’è l’aumento del costo del credito alle aziende che operano nei paesi dell’area coinvolta dal conflitto, a cui si aggiungono le incognite sulla solvibilità dei clienti presenti nei mercati interessati dal conflitto. “L’auspicio per le nostre produzioni made in Italy di conquistare nuovi sbocchi di mercato nei paesi emergenti – ha concluso Drei - rischia ora di tramontare poiché l’area del Medio Oriente è ormai preclusa e più in generale le condizioni di instabilità pesano come un macigno sull’operatività delle nostre aziende”.
Fonte: Federdistribuzione - Legacoop Agroalimentare - Fedagripesca Confcoop