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13 febbraio 2026

Pratiche sleali, il Parlamento Ue dice sì al regolamento

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Ieri, giovedì 12 febbraio, il Parlamento europeo ha compiuto un passo decisivo a tutela degli agricoltori dell’Unione, approvando con un voto unanime – 555 favorevoli, nessun contrario e 26 astensioni – un nuovo regolamento volto a contrastare in modo più efficace le pratiche commerciali sleali lungo la filiera agroalimentare.

Un fronte comune

La nuova normativa rafforza la cooperazione tra le autorità nazionali incaricate di vigilare sul rispetto delle regole. L’obiettivo è chiaro: garantire che gli agricoltori e i piccoli imprenditori agricoli ricevano una remunerazione equa per il proprio lavoro, contrastando abusi come ritardi nei pagamenti, modifiche unilaterali dei contratti o cancellazioni improvvise degli ordini.

Finora, uno dei principali ostacoli era rappresentato dalla dimensione transfrontaliera di molte transazioni. Con circa il 20% dei prodotti agricoli e alimentari consumati nell’Ue proveniente da un altro Stato membro, le pratiche scorrette che coinvolgono operatori situati in Paesi diversi risultavano più difficili da prevenire e sanzionare. 

Il nuovo regolamento mira proprio a colmare questa lacuna, introducendo strumenti di cooperazione più rapidi ed efficaci.

Interventi automatici anche senza denuncia

Tra le novità più rilevanti, gli Stati membri potranno intervenire di propria iniziativa per bloccare pratiche commerciali sleali transfrontaliere, anche in assenza di una denuncia formale da parte del produttore danneggiato. Una misura che replica, per molti aspetti, il modello già applicato alla tutela delle indicazioni geografiche nel mercato unico.

Questo meccanismo è pensato per proteggere soprattutto i piccoli produttori, spesso riluttanti a esporsi per timore di ritorsioni commerciali da parte di grandi gruppi della distribuzione.

Stop agli abusi anche da parte di acquirenti extra-Ue

Un altro elemento innovativo riguarda gli operatori con sede al di fuori dell’Unione. Le nuove norme impediranno che grandi distributori o intermediari possano aggirare la legislazione europea trasferendo formalmente la propria sede fuori dall’Ue.

Gli acquirenti registrati in Paesi terzi dovranno designare un referente responsabile all’interno dell’Unione, che fungerà da punto di contatto per le autorità di controllo e sarà obbligato a collaborare in caso di indagini. In questo modo, la portata delle regole europee viene estesa anche oltre i confini comunitari, garantendo maggiore coerenza nell’applicazione delle tutele.

Scambio di informazioni più rapido e coordinato

Il regolamento prevede inoltre un rafforzamento dello scambio di informazioni tra autorità nazionali attraverso il sistema informatico già esistente dell’Ue dedicato al mercato interno. Questo consentirà di segnalare tempestivamente casi sospetti o rischi di pratiche sleali, favorendo risposte coordinate e aumentando l’effetto deterrente delle sanzioni.

La collaborazione strutturata tra amministrazioni nazionali rappresenta uno degli assi portanti della riforma, rendendo più difficile per gli operatori scorretti sfruttare differenze normative o lentezze burocratiche tra Stati membri.

Le prossime tappe

Il testo dovrà ora essere adottato formalmente dal Consiglio dell’Ue. Le nuove disposizioni entreranno in vigore 18 mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Lollobrigida: "Un'ottima notizia"

“Il via libera del Parlamento europeo - ha commentato Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, è un’ottima notizia per l’Italia e per l’Europa. Le nostre proposte sono state pienamente recepite grazie all’impegno degli uffici del ministero e dell’Icqrf, che hanno partecipato attivamente ai negoziati con le istituzioni europee. È un risultato che ci permette di proteggere le nostre eccellenze dando i mezzi per intervenire con maggiore efficacia a difesa dei produttori della filiera agroalimentare dalle pratiche sleali, anche oltre i confini nazionali, garantendo condizioni di equità nella concorrenza e nella sicurezza dei cittadini e il giusto reddito dei nostri agricoltori". 

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