Logistica e Trasporti

08 ottobre 2026

Porto di Taranto, intesa con Ferrandina per la Basilicata

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Primo passo, rompere l’isolamento; secondo, cessare una volta per tutte di sentirci un polo negativo; terzo, progettare il futuro con l’obiettivo di diventare il nodo di una rete logistica. Questi i mantra del Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Ionio, Giovanni Gugliotti. 

E il primo banco di prova è il collegamento con Ferrandina, l’interporto destinato a fare di Taranto una porta di accesso ai mercati mediterranei per la Basilicata.

Taranto come cerniera

Nel quadro della diversificazione dei traffici che rappresenta una direttrice strategica del Pot 2026-2028, l’interporto e il raccordo con il Sistema Portuale tarantino possono costruire una vera piattaforma logistico-produttiva, mettendo in connessione le aree industriali lucane con il porto e con le principali direttrici del Mediterraneo, con la ferrovia chiamata a diventare un fattore di competitività del porto.

Il fatto che proprio la ferrovia entri in porto sia sul Molo Polisettoriale, ora in concessione alla Scct/Yilport, ma anche alla piastra logistica, Taranto può svolgere una funzione di cerniera tra il sistema produttivo del Mezzogiorno e il Mediterraneo.

"Per questi motivi – ha affermato il presidente Gugliotti in occasione della ratifica dell’accordo fra il porto di Taranto e l’interporto Ferrandina – l’AdSP deve essere soggetto attivo nella costruzione delle connessioni, lavorando insieme a Regioni, enti locali, RFI, operatori logistici e sistema produttivo per creare condizioni concrete di trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia e di integrazione con il porto. Ciò per passare dalla logica del porto che riceve traffici a quella del “porto che costruisce traffici”. 

"Questo significa lavorare sull’hinterland, intercettare nuovi bacini produttivi, accompagnare le imprese nella scelta delle modalità logistiche e costruire servizi ferroviari competitivi».

"Per noi l’intermodalità – ha concluso il presidente del porto di Taranto – non è semplicemente una questione di trasporto: è una politica industriale. Se vogliamo diversificare i traffici del porto di Taranto, dobbiamo contemporaneamente ampliare il suo hinterland, rafforzare i collegamenti ferroviari e costruire connessioni stabili con le aree produttive dell’entroterra. Ferrandina può rappresentare, in questo senso, un tassello importante di una rete nella quale porto, ferrovia, logistica e industria smettono di essere infrastrutture separate e diventano un unico sistema di sviluppo".


Fonte: AdSP Mar Ionio

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