Il maltempo che si è riversato sulla Sicilia nelle ultime settimane non ha avuto conseguenze negative sulle coltivazioni di pistacchio dell’entroterra agrigentino ma, al contrario, ha portato un po' di ristoro alle piante che avevano in precedenza sofferto per la siccità.
“Le coltivazioni di pistacchio nel nostro territorio, lungo il fiume Platani, sono tutte in versanti collinari, non ci sono stati pertanto ristagni d'acqua. Oggi possiamo dire che la pioggia abbondante ha portato solo dei benefici, irrigando bene il suolo", spiega a myfruit.it Marcello Di Franco, presidente dell’associazione Pistacchio Valle del Platani.
Proprio la siccità è l’elemento che più di tutti aveva inficiato la stagione 2025, andando a peggiorare i risultati di una naturale annata di scarica. “Sapevamo che sarebbe accaduto. Già le infiorescenze dell'anno scorso erano basse”, commenta Di Franco davanti alla drastica riduzione del raccolto che è arrivata a toccare anche all’80%.
Scorte già esaurite
“Molti frutti non sono stati portati a maturazione e una percentuale maggiore del solito era vuota”, spiega. Nonostante le basse quantità prodotte, l’associazione si dice comunque soddisfatta: “La qualità del seme è stata eccellente, con frutti caratterizzati da un bel colore verde e ottimo gusto. La risposta del mercato è stata molto positiva”.
La domanda elevata, al di sopra dei quantitativi, ha portato all'esaurimento rapido delle scorte e a prezzi all'ingrosso soddisfacenti che oscillavano dai 17 ai 18 euro al chilo per il pistacchio in guscio venduto all'ingrosso. “Grazie al lavoro fatto negli anni scorsi, siamo riusciti a vendere subito tutto il prodotto. E' stato molto ricercato e continua a esserlo anche ora. Ma non ne abbiamo più”.
Verso il consumatore finale
Il prodotto è destinato in prevalenza all’ingrosso e alla trasformazione, ma, alla luce delle richiesta, alcune aziende stanno puntando anche a chiudere la filiera, cercando il rapporto con il consumatore finale. "E’ un un canale con grandi potenzialità. Ogni anno la richiesta aumenta", aggiunge Di Franco.
Emerge insomma una chiara strategia verso settori che valorizzano la provenienza territoriale: consumatori attenti alla qualità e alla sana alimentazione e pasticceria di alta gamma.
“Anche l’alta pasticceria, quella che è interessata a un prodotto di qualità, può rappresentare un comparto importante”, sottolinea Di Franco per cui l’origine resta il punto di forza del prodotto: “Ci viene riconosciuto il valore del territorio, dei pistacchieti che crescono lungo il fiume Platani”.
La richiesta ha portato anche all’aumento delle superfici impiantate, anche se ci vorrà ancora tempo affinché entrino in produzione. “E’ importante, perché significa che c'è chi crede nel futuro", conclude il presidente.