Logistica e Trasporti

21 settembre 2026

Ortofrutta, il settore prepara una carta per lo shipping

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I problemi si superano insieme. E' questa la filosofia alla base della Charter of Good Shipping Practices, una carta volontaria dedicata alla logistica internazionale di ortofrutta fresca a cui sta lavorando la Global Coalition of Fresh Produce.

Il progetto nasce dalla crescente volatilità delle supply chain: shock geopolitici, cambiamenti nei flussi commerciali, nuove dinamiche dei mercati e scarsa affidabilità degli orari delle navi stanno incidendo su costi, capacità disponibile, puntualità e integrità delle merci deperibili. 

Le discussioni avviate dalla Coalition hanno evidenziato la necessità di maggiore trasparenza e prevedibilità nei rapporti tra tutti gli operatori della logistica del fresco. 

L'obiettivo della carta è definire un quadro comune di principi e buone pratiche per migliorare il funzionamento della catena logistica, favorendo collaborazione, trasparenza e condizioni più chiare nei rapporti tra i diversi soggetti coinvolti.

Una carta volontaria

La Charter of Good Shipping Practices, va precisato, non è un sistema regolatorio e nemmeno un un nuovo obbligo per gli operatori. L'impostazione prevista dalla Global Coalition è quella di un quadro volontario di principi e linee guida, costruito per creare un linguaggio comune lungo la catena logistica. 

Al centro ci sono collaborazione, trasparenza e correttezza nei rapporti tra i diversi soggetti. Il documento punta inoltre a promuovere condizioni contrattuali più chiare, maggiore trasparenza sui servizi e una maggiore prevedibilità dei costi e delle prestazioni. 

L'idea è che regole condivise, pur non avendo carattere vincolante, possano contribuire a ridurre le inefficienze e a rafforzare la resilienza delle supply chain.

Il lavoro della Coalition si inserisce in un percorso avviato nel 2025, quando il tema della logistica e della necessità di una carta comune era già emerso dai confronti internazionali sul trasporto del fresco. Nel corso del 2026 il progetto è entrato nella fase di elaborazione di una prima bozza, sottoposta al contributo degli operatori della filiera. 

Il documento, dunque, non è ancora un punto di arrivo. La Coalition lo considera una base di lavoro da sviluppare con il contributo della filiera, con l'obiettivo di arrivare a principi condivisi capaci di migliorare trasparenza, affidabilità e prevedibilità della logistica internazionale dell'ortofrutta fresca. Partendo dalla gestione dei ritardi. 

Il problema della puntualità

Perché il fresco, è noto, un ritardo non equivale semplicemente a una consegna effettuata più tardi. I tempi di transito incidono direttamente sulla qualità del prodotto, sulla sua disponibilità sul mercato e sul valore della merce.

Tra i temi emersi nel confronto ci sono quindi l'affidabilità delle partenze e degli arrivi, i container che vengono spostati a una nave successiva, il controllo della temperatura, la gestione dei danni al carico e la trasparenza sulle cause dei ritardi. 

La necessità di disporre di informazioni comparabili sulle performance logistiche era già emersa nelle precedenti discussioni della Coalition, insieme all'ipotesi di sistemi di monitoraggio e benchmark condivisi. 

Un esempio concreto di quanto incidano i trasporti nel valore della supply chain, arriva dal mercato cinese. Un grande importatore di banane che movimenta circa 600 container alla settimana, ha sottolineato, durante il confronto della Coalition, quanto l'affidabilità della logistica sia ormai diventata un criterio nelle decisioni di acquisto. 

La valutazione dei servizi marittimi considera anche la capacità di controllo della temperatura, le performance di puntualità e lo storico dei container rollover. 

Un confronto che coinvolge tutta la filiera

Il punto di partenza da cui si è partiti per arrivare alla carta dei trasporti, è semplice e cioè che l'intera filiera è responsabile della buona riuscita della spedizione, non solo le compagnie di navigazione. Dunque produttori, esportatori, importatori, distributori, retailer, spedizionieri e operatori marittimi hanno tutti responsabilità. 

Dal confronto è emerso in particolare che la logistica sta assumendo un peso crescente anche nelle decisioni di sourcing. L'affidabilità del trasporto può infatti incidere sulla scelta dei fornitori e dei mercati, soprattutto quando si tratta di prodotti con una finestra commerciale limitata. 

Un altro tema riguarda la disponibilità di dati e benchmark condivisi. Le singole aziende raccolgono già informazioni sulle performance dei servizi, ma il settore avrebbe bisogno di criteri comuni che consentano di leggere e confrontare i risultati in modo più trasparente. Tra le proposte discusse in precedenza dalla Coalition figurano anche sistemi di reportistica sulle performance, per esempio sui tempi di ingresso e uscita dai porti. 

La discussione riguarda inoltre la distinzione tra i ritardi determinati da eventi effettivamente imprevedibili e quelli legati alla gestione del servizio, così come la definizione più chiara delle responsabilità quando un problema logistico si traduce in un danno per il prodotto fresco.

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