La logistica oggi è tra i settori maggiormente esposti agli effetti del cambiamento climatico, al pari di edilizia e agricoltura. Le ondate di calore, infatti, non rappresentano più un evento eccezionale, bensì un fattore che incide sull'organizzazione del lavoro, sulla sicurezza degli operatori e sulla pianificazione delle attività quotidiane. Queste temperature record incidono particolarmente sul trasporto a temperatura controllata, che a differenza delle altre tipologie di trasporto, deve rispettare regole ancora più ferree per consegnare i prodotti da frigo in perfette condizioni.
Pressioni crescenti
In Italia, circa 200mia veicoli e semirimorchi sono idonei al trasporto Atp, una rete essenziale per l’approvvigionamento alimentare ma sottoposta a pressioni crescenti. Secondo l’ultima rilevazione Oitaf, rimorchi e semirimorchi refrigerati hanno un’età media di 16,4 anni, un dato significativo perché, con il tempo, l’usura degli allestimenti isolanti, delle guarnizioni e dei gruppi frigoriferi può ridurre l’efficienza termica dei mezzi, costringendo gli impianti a lavorare più intensamente.
In questo scenario, la vera sfida tecnologica consiste nel trasformare i dati relativi alla temperatura e al viaggio in decisioni operative tempestive, così da prevenire le anomalie e garantire la continuità della catena del freddo anche in condizioni climatiche sempre più estreme.
La Gdp non si ferma
Gi.Ma.Trans è un operatore logistico bergamasco nato negli anni ‘90, anni in cui la Gdo italiana stava compiendo un decisivo salto di scala. La crescita delle insegne e la progressiva centralizzazione dei flussi nei centri distributivi trasformarono il trasporto alimentare: alle consegne frammentate verso i singoli esercizi si sostituì un sistema basato su grandi volumi, rifornimenti programmati, finestre di scarico precise e standard più rigorosi. Per i prodotti freschi e surgelati significava garantire non soltanto la corretta temperatura durante il viaggio, ma continuità e puntualità lungo una filiera sempre più integrata.
Entro il 2050, l’emergenza climatica in alcune aree europee potrebbe portare ad avere fino a 200 giorni all'anno sopra i 25°C, fattore che, tra le altre cose, aumenterebbe notevolmente la pressione sui flussi logistici. Le condizioni estreme rendono, infatti, l’intero processo di pianificazione del viaggio più complesso, ma la Gdo non può spostare le consegne a causa del caldo. I punti vendita continuano ad avere slot di scarico prestabiliti, finestre temporali rigide e una programmazione logistica che coinvolge centri distributivi, banchine, personale e rifornimento degli scaffali - una consegna di frutta e verdura prevista alle 6 del mattino non può semplicemente essere spostata alle 8 del mattino a causa delle temperature elevate.
Giocare d’anticipo
“Con temperature esterne che superano sempre più frequentemente i 35 °C servono allestimenti con elevate prestazioni isolanti, mappatura termica dei vani, monitoraggio continuo, procedure corrette di carico e apertura delle porte e manutenzione preventiva. Nella settimana del 20 giugno di quest’anno, ad esempio, anche con una temperatura esterna di 37 °C, il vano di carico dei nostri mezzi ha mantenuto una temperatura di -21 °C per l'intera durata di un trasporto (circa 9 ore) di prodotti surgelati. Questa rilevazione è stata possibile grazie all’utilizzo dei termoregistratori, che ogni 15 minuti, controllano la temperatura in tempo reale” - dichiara Fabio Orbello, direttore operativo di Gi.Ma.Trans.
Un altro modo per combattere le temperature estreme è quello di utilizzare mezzi certificati Atp, classe Frc, con un intervallo regolabile tra +25 °C e –28 °C. A queste tecnologie si aggiungono altre accortezze come la scelta di semirimorchi di colore bianco per attirare meno il calore, oltre ad allestimenti sviluppati ad hoc, con pannelli isolanti in poliuretano e soluzioni costruttive studiate per preservare robustezza e integrità della cella durante le operazioni quotidiane. Con il caldo estremo la manutenzione preventiva diventa fondamentale: tagliandi regolari del gruppo frigorifero, lavaggio di radiatore e condensatore per garantire un corretto scambio termico e ricarica del gas refrigerante permettono di mantenere elevate le prestazioni dell'impianto, riducendo consumi, usura e il rischio di escursioni termiche.
Per mantenere inalterata la qualità dei prodotti, le aziende di trasporto devono quindi operare in condizioni sempre più sfidanti. Il cambiamento climatico sta modificando le condizioni operative in cui gli standard devono essere garantiti e, la combinazione di temperature record e finestre di consegna che - spesso - non possono essere riprogrammate, impongono un approccio sempre più orientato alla pianificazione, alla manutenzione preventiva e al controllo costante e quotidiano delle condizioni di trasporto.
Fonte: Gi.Ma.Trans